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“CHE PAGHINO GLI AUTORI DEI BROGLI”

8 marzo 2014 | by Rosa Tomarchio
“CHE PAGHINO GLI AUTORI DEI BROGLI”
Cronaca
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Pronta la reazione del deputato regionale del Nuovo centro destra, Enzo Vinciullo che chiede più giustizia sostazialmente chi ha causato eventuali brogli elettorali che paghi, poi semmai si va al voto. “In un certo senso, VInciullo tira fuori il governatore Crocetta dalla vicenda e chiede che vengano identificati gli autori del furto delle schede elettorali custodie in Tribunale. “Come è noto, quasi a tutti, la Legge Regionale Siciliana, in materia di elezioni, esclude categoricamente il ritorno alle urne solo in alcune sezioni, tant’è vero che mai, prima d’ora, si è tornati alle urne, prevedendo espressamente, la legge, che in casi di brogli in alcune sezioni i risultati delle stesse siano annullati, nè una sentenza “innovativa” del CGA può trovare applicazione se prima lo stesso CGA non ci spiega come dobbiamo fare per la prima volta. Il presidente Crocetta, in tutta questa vicenda, non c’entra completamente, in quanto, come ha ribadito l’Avvocatura dello Stato, le competenze sono di esclusiva competenza dell’Assemblea Regionale Siciliana”. Lo dichiara Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS.  “Sfido – ha proseguito Vinciullo – tutti coloro i quali parlano così facilmente di violazione e di brogli, a dimostrare che Pippo Gianni, Bruno Marziano o  Marika Cirone Di Marco, che hanno preso in queste sezioni 0 voti, o che Edy Bandiera e Stefano Zito, che hanno preso 1 voto a testa, abbiano potuto commettere brogli elettorali. Sia chiaro che in questa vicenda non è in discussione il risultato elettorale, come scioccamente questa mattina hanno fatto balenare. E’ in gioco l’onore di 7 deputati regionali, di 7 uomini e donne che, senza alcuna prova, sono stati esposti al pubblico ludibrio dalla cosiddetta giustizia amministrativa e “invitati” a ritornare alle urne. Ma prima di ritornare alle urne, bisogna arrestare, dico arrestare, chi ha fatto i brogli e chi ha fatto scomparire alle schede, e insieme agli autori materiali della scheda ballerina e del furto bisogna arrestare i mandanti”. Le sentenze si fondano sulle prove, qui non ci sono prove! Ci sono solo le dichiarazioni, prese per buone, di due signori che dichiarano che nei seggi ci sono stati dei brogli elettorali. Ora, la legge non può fermarsi, la legge deve essere consequenziale e il diritto penale vuole che chi commette brogli deve essere arrestato. L’assurdità di questa vicenda è che delle persone perbene, quali siamo i deputati ancora in carica, siamo chiamati a ritornare alle urne mentre dei perfetti farabutti, ancora non individuati, rimangono a casa pur avendo commesso un gravissimo reato penale. Non avrei risposto, così come ho fatto in questi giorni, in attesa che la Magistratura inquirente e quella amministrativa avesse fatto il suo corso. Coloro che stamattina pensano di dare lezioni di morale e di giustizia, che non sono mai stati eletti con il voto del popolo, in quanto figli della peggiore dittatura esistente nel nostro paese, cioè quella del listino bloccato e della partitocrazia, con il loro dire hanno voluto esacerbare lo scontro e costringerci ad assumere posizioni intransigenti in attesa di avere indicazioni da parte del CGA sulle modalità di voto, dal momento che non si è mai votato, ripeto, parzialmente in alcune sezioni, dal momento che vi sono evidenti errori di notifica e dal momento che la stessa Avvocatura dello Stato è stata costretta a ricorrerere al CGA per chiedere indicazioni sulla modalità e le sulle forme con le quali si devono svolgere le elezioni, non riuscendo a fornire all’Assemblea Regionale Siciliana indicazioni utili sul ritorno alle urne. E’ notorio che, ha concluso l’On. Vinciullo, non mi strapperò le vesti nel caso in cui non venissi nuovamente rieletto, perché io non vivo di politica, ma una cosa è certa, non consentirò a nessuno di infangare il mio nome, di strapparmi la dignità che il popolo e una complessa indagine della guardia di finanza mi ha riconfermato, e che, da oggi, reagirò con la stessa intensità ad una violenta campagna mediatica che, fino ad oggi, mi ha visto silente per il rispetto che da sempre nutro nei confronti della giustizia”. Rosa Tomarchio

 

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