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1952, LA TRAGEDIA DEL NOVA MARGHERITA

10 marzo 2014 | by Rosa Tomarchio
1952, LA TRAGEDIA DEL NOVA MARGHERITA
Cronaca
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La memoria, la storia, la grandezza di Siracusa. Fasti ma anche pagine di lacrime. Come la tragedia del 12 marzo 1952, egregiamente riportata da Armando Carruba, siracusanista appassionato che da anni sta raccogliendo i fatti più importanti accaduti in città nell’ultimo secolo. A lui un caloroso ringraziamento per quest’opera di recupero della memoria e dell’identità siracusana. Di seguito riportiamo la storia racconta dall’amico Armando. Buona lettura e buona riflessione.  “Avevo otto anni, anche se mancavano due giorni per il mio compleanno; e giocavo con una palla di pezza sul terrazzo dell’ex Stazione Sanitaria Marittima, al molo S. Antonio; mia madre stava stendendo la biancheria.

Erano le 16 e qualcosa e sgambettavo felice quando uno spostamento d’aria mi sbattè letteralmente contro il muro. Mia madre mi venne incontro e m’abbracciò, tutta la mia famiglia si trovò sul terrazzo a guardare il mare e vedemmo partire la pilotina e diversi pescherecci verso l’imboccatura del porto, e si vedeva la marina riempirsi di persone e il 1979 – numero telefonico della Stazione Sanitaria Marittima – squillò e da lì a poco mio padre (capo guardia sanitaria marittima) andò via con una macchina ch’era venuto a prenderlo.
Successe che l’equipaggio del peschereccio “Nova Margherita” aveva recuperato nei fondali del porto un siluro inesploso, residuato bellico della seconda guerra mondiale. L’impresa di Napoli Aniello Castaldi vincitrice dell’appalto per il recupero dei residuati bellici nel nostro mare, aveva reclutato mezzi nautici e personale della marineria siracusana, che con notevole rischio effettuava questo lavoro.
Uno di questi siluri rimase inesploso nei fondali fangosi del porto e venne recuperato dal Nova Margherita quel disgraziato pomeriggio del 12 marzo 1952. L’ordine dato agli equipaggi era, nel caso avessero preso siluri o ordigni di elevata potenzialità, d’abbandonarli lontano in acque profonde, anche, se necessario tagliando le reti. L’esplosione fu potente e fece crollare un larghissimo tratto della scogliera di Massoliveri; le vittime di questa tragedia: Sebastiano Bordato, Francesco Bandiera, Egidio Cappuccio, Angelo Cappuccio, Francesco Mincella, Angelo Mincella, Angelo Romeo, Salvatore Lentinello, Corrado Caldarella. Unico sopravvissuto Sebastiano Veneziano (scomparso nel 1980).
Ricordo che i loro nomi e le loro foto erano sul quotidiano LA SICILIA che all’epoca costava £ 25 e l’uomo che con la sua bicicletta girava la città vendendo giornali quei giorni fece gli straordinari. Questo post a ricordo di questi sfortunati marinai; anche le loro famiglie al danno s’aggiunse la beffa. Riportano le cronache che fu intentata una causa per il risarcimento nei confronti dell’impresa Castaldi, ma il verdetto di condanna fu reso vano per il fallimento della stessa impresa.

FOTO 1 – Relitto NOVA MARGHERITA (Ringrazio Giovanni Raciti per avermi fornito tempestivamente la foto)

 

 

 

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