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MAROCCHINO INFASTIDIVA UNA DONNA

18 marzo 2014 | by Rosa Tomarchio
MAROCCHINO INFASTIDIVA UNA DONNA
Cronaca
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Non è detto che questo caso di “persecuzione o presunto stalking di un extracomunitario ai danni di una donna debba annoverarsi tra quelle situazioni imbarazzanti e spiacevoli che ogni giorno i siracusani sono soliti assistere o ancor più grave rendersi protagonisti, loro malgrado, specie ai semafori, durante quella attesa interminabile allo scattere del verde. Quasi sempre, accade che un extracomunitario si avvicini al finestrino, a volte capita che lo attraversi del tutto finendo con la testa praticamente dentro la macchina, in una sorta di face to face col guidatore. Cosa chiedono, cosa vogliono questi giovani di colore, per lo più vestiti bene, col sorriso spalmato sul viso? Sicuramente chiedono assistenza, danaro, piccoli sostentamenti giornalieri per tirare avanti. Come se chiedere la carità, porgere il cappello dentro il finestrino, stendere la mano a volte anche con rabbia, metters in ginocchio a mani giunte mentre l’auto è ferma al semaforo, fossero gli unici mezzi per avere accoglienza, sostegno da questa città. Il caso è diventato emergenza. La disperazione di queste persone senzA casa e senza diritti,  è giunta al pari dell’esasperazione dei cittadini siracusani. Allarmante il caso che spesso va a degenerare. Cosi è successo ieri. Perseguitava una donna e cosi per lui è scattata la denuncia nella mattinata di ieri, quando gli agenti delle Volanti della Questura di Siracusa sono intervenuti in un bar in via Catania e hanno denunciato in stato di libertà un cittadino marocchino, irregolarmente soggiornante, per il reato di atti persecutori nei confronti di una donna. L’uomo, da circa cinque mesi, come riferiscono gli inquirenti, “aveva posto in essere condotte persecutorie nei confronti della vittima”, facendosi trovare abitualmente nel bar in questione dove la stessa era solita consumare la colazione, per poi seguirla fino alla vettura e cercando di aggredirla in più occasioni. Lo stesso è stato, dopo il nulla osta dell’autorità gudiziaria, condotto presso un CIE in quanto espulso dal Prefetto di Siracusa. 

 

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