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AL CARCERE DI BRUCOLI, IL CANTO LIBERO UNISCE

10 aprile 2014 | by Rosa Tomarchio
AL CARCERE DI BRUCOLI, IL CANTO LIBERO UNISCE
Attualità
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E’ il brano “Don Raffaè” dell’indimenticato Fabrizio De Andrè il vincitore della seconda edizione del Festival canoro “BrucoliCantaNapoli”. Sedici detenuti diventano cantanti e non per una volta sola. In quel carcere che è ormai l’eccellenza delle carceri in Italia, Brucoli, si canta da diversi anni. E sarà stato, probabilmente, il frutto dell’esperienza a far sbocciare il clou dell’attività artistica nella sala teatro: il festival canoro “BrucoliCantaNapoli 2014” alla sua seconda edizione. Sedici detenuti, dicevamo, in gara con le canzoni più belle del repertorio brani del repertorio classico partenopeo, dal pop al neo melodico per antonomasia, “Dicentencello vuje”, “Chellalà” , “I te vurria vasà”. Un festival canoro tutto napoletano? Come mai? Come spiega il direttore della casa di reclusione di Brucoli, Antonio Gelardi,a dare lo spunto pare sia stato Dante. Leggevamo i canti della Divina Commedia quando alcuni detenuti, napoletani doc, si mettono a cantare i versi. E da li tutto il repertorio da Totò a Eduardo De Filippo tra un “Paolo e Francesca” a un “Tu ca nun chiagne”. “A quel punto, come non dare spazio a questi talenti innati – esclama il direttore Gelardi – e devo dire che i sicliani non sono da meno”. Della serie, quando la musica fa l’unione. E non finisce qui, a giugno il carcere di Brucoli riaprirà al pubblico con gli spettacoli a conclusione del laboratorio teatrale congiunto detenuti e studenti, successivamente l’attesissima performance della Brucoli Swing Brother’s Band.

 

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