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PROCESSI EDILIZI VIRTUOSI

14 aprile 2014 | by Rosa Tomarchio
PROCESSI EDILIZI VIRTUOSI
Cronaca
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Processi edilizi virtuosi: costruire e riqualificare controllando gli impatti ambientali. “Servono sinergie tra la Pubblica Amministrazione, l’Università, i privati”. Linee guida per attivare processi edilizi sostenibili, per favorire la ripresa di un settore da sempre volano dell’economia e diffondere, al contempo, stili di vita basati sulla consapevolezza dei problemi ambientali. Confcooperative Siracusa, The Hub Sicilia aps e la S.D.S Architettura di Siracusa decidono di fare squadra e chiedono il supporto del Comune. L’idea è quella di attivare dei percorsi di riqualificazione urbana e architettonica, in coerenza con le indicazioni strategiche di sviluppo urbanistico della città. Argomenti affrontati in un documento sottoscritto dai responsabili di Confcooperative, Salvo Leone, The Hub Sicilia, Rosario Sapienza e della Scuola di Architettura, Francesca Castagneto e sottoposto al sindaco, Giancarlo Garozzo. “Occorre una riflessione ad ampio spettro- si legge nel documento – Considerare il principio di sostenibilità come guida vuol dire conferire reale dimensione operativa ad un principio etico” . Confcooperative, The Hub Sicilia e la S.D.S Architettura ricordano la “Ecological Enomimics” e alcuni punti cardine: l’esistenza di vincoli in un pianeta finito, quindi il riconoscimento che esiste una carryng capacity del pianeta; la consapevolezza che il principio della termodinamica pone dei limiti agli usi e alle trasformazioni energetiche; la consapevolezza che l’utilizzo delle risorse rinnovabili non debba superare il loro tasso di rigenerazione e che l’immissione di sostanze inquinanti nell’ambiente non debba superare la capacità dell’ambiente stesso di metabolizzarle, ma anche la consapevolezza che l’uso delle risorse non rinnovabili debba ridursi progressivamente, fino ad arrestarsi del tutto. “La sostenibilità- si legge ancora nel documento- si caratterizza attraverso le sue componenti: economica, sociale e tecnica. Si deve affrontare un complesso e articolato numero di parametri variabili che travalicano il tema riduttivo dei consumi energetici per confrontarsi su temi specifici: la richiesta della società contemporanea, l’organizzazione del mondo del lavoro, la durata di beni e prodotti. Dal punto di vista socio-economico questo vuol dire andare oltre il concetto di abitare inteso solo come risposta ai bisogni di singoli gruppi, ma piuttosto da intendere come attività in grado di rafforzare l’identità locale e il senso di appartenenza della comunità. Ciò implica la necessità di: – costruire una comunità integrata, partecipativa, radicata; -dotare le aree residenziali di adeguati servizi che corrispondono ad una domanda abitativa diversificata, rappresentativa delle nuove istanze di famiglie a reddito ormai basso, laddove l’intervento consiste nella nuova edificazione; – sviluppare processi di progettazione integrata per l’efficientamento energetico degli edifici, nuovi ed esistenti; – assumere principi di bioarchitettura e in particolare: uso di materiali a basso impatto ambientale e con specifico riferimento a prodotti riciclati e/o riciclabili nell’ambito della filiera corta. Indispensabile, per tutto questo, attivare sinergie tra l’amministrazione pubblica, l’Università, i soggetti privati del settore edilizio, insieme ad un team di professionisti locali, con il coinvolgimento delle cooperative. Un progetto ambizioso che fa riferimento al concetto di edilizia “quasi zero”, anche in vista della scadenza del 2020, quanto le abitazioni europee dovranno presentare consumi globali “quasi zero” ”.

 

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