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C’E’ ANCORA CHI VUOLE ABBATTERE L’ECOMOSTRO

15 aprile 2014 | by Rosa Tomarchio
C’E’ ANCORA CHI VUOLE ABBATTERE L’ECOMOSTRO
Cronaca
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“Svelato il progetto del comune, 619.000 usati per rifare il trucco all’ecomostro! Usiamoli per demolirlo e restituiamo il lungomare a Siracusa. A una settimana dalla pubblicazione del primo comunicato sull’argomento parcheggio Talete, e sull’opportunità o meno di restaurarlo o demolirlo, dall’amministrazione comunale nessuna risposta, malgrado a brevissimo potrebbero essere sprecati 600.000 euro. Tanti i quesiti posti in quella occasione, quanti gli interrogativi spontanei che qualunque cittadino si porrebbe di fronte a questa questione, domande che sarebbero rimaste senza risposta se non ci fossimo nel frattempo documentati. Una lunga nota a firma del presidente dell’UTSO Giuseppe Implatini, spiega le motivazioni del no. Di seguito il testo. In calce l’intervento del consigliere comunale Simona Princiotta. “Il Comune di Siracusa nel 2006 con una delibera attua una variante urbanistica per il cambio di destinazione d’uso del Palazzo delle Poste destinandolo ad albergo; il Sindaco di allora mette in rilievo l’importanza dell’intervento perequativo da attuare da parte della ditta acquirente, quantificato in 600.000 euro e consistenti in “interventi di riqualificazione nel circostante perimetro urbanistico di Ortigia” e il comune decide che questi interventi dovranno essere destinati a riqualificare e sistemare il parcheggio Talete sulla base di un progetto già predisposto dall’U.T.S.O. Detto questo, è chiaro che, fermo restando l’importo dell’intervento (seppur già in consiglio allora considerato da alcuni esiguo e oggi dopo 8 anni almeno da rivalutare secondo ISTAT), quella di impiegare i 619 mila euro nel restauro del Talete è una discutibile scelta! Il problema è che il 20 febbraio di quest’anno il Comune ha firmato un accordo per l’esecuzione di tali lavori con la ditta succitata, sulla base di un nuovo progetto redatto dal suo ufficio tecnico per quello che è a mio parere definibile come un vero e proprio spreco di denaro pubblico! Infatti i lavori per l’ammontare complessivo di oltre 600.00 euro si riferiscono ad un intervento di puro ‘maquillage’ per la colata di cemento più vergognosa della storia del nostro territorio! Il progetto prevede la tinteggiatura dell’interno, rifacimento del pavimento interno, dei bagni, collocazione di ascensore, segnaletica e manutenzione delle condotte scarico acque piovane! Ma, mi chiedo, si conoscono i problemi del Talete? A parte l’essere una orribile struttura in cemento armato in un’isola UNESCO e posta davanti al mare, ci si è resi conto che un terzo è sempre chiuso per problemi non meglio precisati? Ci si è resi conto che in caso di incendio le altezze interne hanno già reso difficilissimo l’intervento? Si è consapevoli dei dislivelli che vi sono e che ad ogni piovuta puntualmente l’interno si allaga? Quante volte la protezione civile è dovuta intervenire? Siamo sicuri che il Talete sia a norma? La distanza minima dalle uscite è quella prevista dalle norme? Possiamo ritenere tale luogo, infine, un posto sicuro nelle ore notturne? In conclusione ritengo che l’amministrazione debba immediatamente fermarsi e avviare una riflessione generale su questo argomento al fine di non rischiare di perdere una grande opportunità di liberare la nostra bellissima città da un simile inutile obbrobrio. Da una parte, gli interventi previsti sono assolutamente non risolutivi dei problemi strutturali del parcheggio e a carattere temporaneo, dall’altra la somma a diposizione, che ricordiamo appartiene ai cittadini, è un grande occasione di restituire a Siracusa città UNESCO il suo lungomare e parcheggio aperto”

A tal proposito interviene il consigliere comunale Simona Princiotta: “Essendo questa una amministrazione aperta al confronto con i cittadini e con tutte le associazioni territoriali, colgo l’invito del Presidente dell’Osservatorio Civico Turistico Aretuseo, e mi impegno a presentare in consiglio comunale una richiesta di adunanza aperta perché ritengo obsoleta la delibera del 2006, così come ritengo fondamentale un nuovo confronto su un tema così importante, un momento utile per ascoltare il parere dei tecnici e della deputazione locale”.

 

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