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SANITA’, ZONA SUD A RISCHIO DI TAGLI

16 aprile 2014 | by Rosa Tomarchio
SANITA’, ZONA SUD A RISCHIO DI TAGLI
Cronaca
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«Sostengo la razionalizzazione, ma il mio è un secco “no” al mero accorpamento tra Avola e Noto che ridurrebbe l’offerta sanitaria». Il deputato regionale, Bruno Marziano, presidente della Terza commissione “Attività produttive” dell’Assemblea regionale siciliana ha risposto alle polemiche sollevate sul processo di accorpamento degli ospedali di Noto ed Avola. Una rimodulazione della rete ospedaliera in Sicilia che ha suscitato dubbi, soprattutto sull’attuazione, nella razionalizzazione delle spese nella zona sud del siracusano. «Non mi si può certo annoverare tra i sostenitori dei due “mezzi ospedali” – ha dichiarato Marziano – e per il mantenimento dello status quo della sanità nella zona sud. Proprio perché io non lo sono stato, e continuo a non esserlo, ho già pagato un prezzo altissimo anche in termini di consenso. Sia a Noto che ad Avola». Il presidente della Terza commissione dell’Ars si è pronunciato favorevolmente al progetto di un ospedale unico che prevedeva le acuzie ad Avola, i posti letto per riabilitazione e lungodegenza a Noto, l’integrazione al nosocomio netino di 84 posti letto di eccellenza gestiti da privati, l’avvio del Presidio territoriale di assistenza e l’integrazione tra pubblico e privato. «Ma l’ipotesi di ospedali riuniti – ha continuato Marziano – discussa in questi giorni mi convince di più e mi batto per questo». Il progetto presentato all’Assemblea regionale siciliana e ultimamente sottoposto ad approvazione è, invece, il mero accorpamento in un unico stabilimento di tutto quanto adesso esiste nei due presidi sanitari. «Il mio timore – ha detto il parlamentare regionale, Bruno Marziano – è che si possa tornare indietro nel passato. Gli abitanti della sona sud hanno bisogno di una sanità territoriale di buon livello, tale da evitare di far ricorso a quella di altri territori. Serve capire esattamente come avverrà l’integrazione pubblico-privato. Immagino non ci dovranno essere sovrapposizione, ma bisogna capire quale sarà il livello dell’offerta pubblica e cosa bisogna offrire ai privati per incentivarli a venire ad insediarsi nello stabilimento di Noto. Da questo percorso la zona sud deve uscirne con una buona sanità territoriale, l’adeguata integrazione pubblico privato e con riabilitazione e lungodegenza, che sono un altro pezzo delle esigenze di sanità del cittadino. Ma per ottenere questi risultati si deve imporre alla Regione l’attuazione del progetto nel suo complesso, o tutto si ridurrà al mero accorpamento e continueremo ad avere una sanità non adeguata ai bisogni dei cittadini».

 

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