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Siracusa| “IN GUERRA LA PRIMA A MORIRE E’ LA VERITA’”

26 aprile 2014 | by Rosa Tomarchio
Siracusa|  “IN GUERRA LA PRIMA A MORIRE E’ LA VERITA’”
Attualità
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“La prima cosa a morire  in guerra è la verita.” Non è stato facile stamatttina per il giornalista corrispondente per la Rai dei fatti siriani , spiegare agli studenti riuniti dalla Consulta Comuinale Giovanile a Palazzo Impellizzeri (oggi alle 18 il continuo col dibattito pubblico al Vermexio) ciò che realmente accade da anni in quella terra di assordante silenzio mediatico e politico. Connivenza tra grandi poteri in nome del dio danaro, del business che unisce i Paesi del Mediterraneo con l’occidente. Amedeo Ricucci, calabresi le sue origini, è stato rapito in Siria, agli studenti siracusani ha spiegato che è in atto una “vera e propria rimozione della verità sulla guerra siriana, tra le più grandi tragedie umane coi suoi 150 mila morti, di cui 15 mila bambin,i sei milioni di profughi e due milioni di senza tetto. “Tutto questo accade in un paese che con l’Italia ha una relazione stettissima – ha detto Ricucci – numerosi in pasato gli interventi di archeologici italiani in quel di Palmira per la preservazione di patrimoni universali. Oggi improvvisamente sulla Siria è calato il silenzio, per motivi banali, aggiungerei, e la colpa è anche di noi giornalisti, perche la gente non è può più di ascoltare queste notizie”. E’ stata dura per il professionista dell’informazione Ricucci operare in piena libertà in quella terra di guerra, morte e silenzi internazionali. Li i giornalisti noin rischiano tanto la vita, solo spauracchio di qualche bomba sopra la testa. “Ma nel2013 il panorama cambia di colpo – dice Ricucci – Domenico Quirico sarà uno dei tanti giornalisti inviati di guerra che subiranno la prigionia per diversi mesi, come quei cinque francesi rinchiusi in un buco sottoterra. Frarttanto le testate italiane tiravano i remi in barca mentre passava il messaggio (falso) che i ribelli erano legati ad Al Qaeda. Famoso lo svarione del famoso Premio Pulitzer per una grandiosa inchiesta in Vietnam, ma che scriisse per la Siria che “sarebbero stati i ribelli gli artefici dell’attacco fuori Damasco”. Il suo articolo non venne nemmeno accettato dal suo giornale, tanto era falsa la notizia”. 

 

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