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“VARIE ED EVENTUALI” DI EMANUELE BATTISTA

30 aprile 2014 | by Rosa Tomarchio
“VARIE ED EVENTUALI” DI EMANUELE BATTISTA
Cronaca
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Varie ed eventuali è il titolo del libro che verrà presentato oggi alle 18 nella Biblioteca di Grottasanta alla presenza dell’autore, il prof. Emanule Battista, del presidente del Cdq Pamela La Mesa e del responsabile della Biblioteca Franca Bombaci. Si tratta di una raccolta di frasi famose, detti, aforismi, a cui è stata tolta la fonte, l’autore e qualunque indicazione di riferimento. Res nullius, cosa di nessuno. Libero pensiero, in questo libro si elimina ogni sorta di preconcetto. Il concetto viene ripreso piu volte da Battista, uno stimolo a pensare qual è la terza alternativa che poi sara quella veramente propria. Varie ed eventuali, un titolo che da ampio spazio. A chi è rivolto? A tutti. Senza limiti, appunto. Esordio letterario per Battista, docente e con un passato di venti anni a servizio della salute mentale, in cantiere saggio sulle fobie e sul sesso, una raccolta di formule magiche ancora in voga nell’entroterra della provincia. Un crocevia il vissuto dell’autore ove affluiscono varie conoscenze: dalla psicologia, alla meccanica industriale, all’arte, alla specializzazione gestaltica. Laureato alla Sapienza di Roma, Emanuele Battista nasce da una famiglia semplice, papà mugnaio muore improvvisamente lasciando tre figli. Emanuele , il più grande, a soli dieci anni si deve sbracciare per sostenere i fratelli e la madre. “Sono un predestinato” – racconta – sono discendente di un crociato, benestante, quando morì lascio in eredità un legato (del tipo anglosassone) una parte sarebbe andata alle figlie femmine che si sarebbero sposate sprovviste di dote. L’eredità in sterline, una parte sarebbe andata a quel discendente che non si sarebbe sposato, ad un prete. Avrebbe ereditato una chiesa e i beni a Malta. Intanto, il legato risale al 600, l’originale è scritto in un latino sincopato. Battista, quando morì il padre, frequento per tre anni il seminario. Gli anni passarono, il profu,mo della libertà era molto forte, e cosi Emanuele arriva alla decisione della spoliazione. Sono uscito, inizio a fare l’apprendista fotografo, a diciotto anni entra in Montedison (sempre da solo, famelico, grattandosi le mani, come scriveva Carducci) dove restero per venti anni mentre insegnavo a Ferla, Palazzolo, Augusta per supplenze. Le liste erano piene era difficile l’insegnamento stabile. Ancora dieci anni in Montedison di ufficio tecnico, poi l’ingresso a scuola con la cattedra. Chiusura dei manicomi e ingresso della legge sulla formazione nell’handicap, una congiuntura interessante per Battista che decide di iscriversi in Psicologia laurendosi e specializzandosi in Gestalt. Il libro è stato edito da Arduino Sacco di Roma, con la collaborazione di Milena Zito che ha curato i rapporti con gli editori. Difficoltà di scrivere in Sicilia? Abbastanza, tipico per chi ha impresso il marchio dell’esordiente”. 

 

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