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MARE NOSTRUM, DIBATTITO IN AULA

10 maggio 2014 | by Rosa Tomarchio
MARE NOSTRUM, DIBATTITO IN AULA
Cronaca
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Prosegue il dibattito in aula sull’operazione “Mare Nostrum”. Il Ministro della difesa Pinotti è intervenuta in aula per comunicare i numeri. Dall’avvio dell’operazione, dopo la sciagura di Lampedusa, sono stati soccorsi dalla Marina 27.790 migranti, di cui 3.034 minori. Grazie a tale operazione si è annullata la perdita di vite umane. È importante sottolineare che con l’operazione Mare Nostrum sono stati arrestati e denunciati all’autorità giudiziaria ben 207 scafisti, veri e propri trafficanti di esseri umani. Va tenuto presente che è radicalmente cambiata la tipologia dei migranti, oggi non si tratta di persone spinte per lo più da ragioni economiche, ma circa i due terzi di loro sono in possesso dei requisiti per richiedere il diritto d’asilo. La ragione più profonda del fenomeno è rappresentata dal gran numero di situazioni di conflitto che caratterizzano il Nord-Africa e le regioni limitrofe, da dove proviene un flusso apparentemente inarrestabile di profughi e richiedenti asilo, il 93% di essi transitano dalla Libia, Paese ancora politicamente instabile e privo della capacità di esercitare un effettivo controllo sul proprio territorio. La Difesa, a detta del ministro, sta supportando, addestrando le forze di sicurezza in Mali, in Libia e presto in Centro-Africa e ripristinando una loro, seppur minima, capacità operativa e di controllo delle frontiere per arginare questa crisi umanitaria. Mare nostrum è senza dubbio un’operazione a tempo e il Governo ha ben chiaro che l’Europa dovrà fare la sua parte e che debbano essere coinvolte di più le Nazioni Unite e i Paesi del Partenariato 5 più 5 (Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Portogallo, Spagna, Francia, Malta e Italia). Per quanto concerne gli oneri per il sostegno dell’operazione, questi sono coperti con le ordinarie disponibilità di bilancio del Ministero della difesa. Dall’inizio dell’operazione ad oggi sono state mediamente sostenute spese pari a circa 9,3 milioni di euro al mese, di cui circa 7 milioni di euro per il funzionamento e la manutenzione dei mezzi e i rimanenti per gli oneri relativi alle indennità del personale. Per quel che riguarda le voci del bilancio ordinario della Difesa, sacrificate per permetterne lo svolgimento, si è reso necessario rimodulare la programmazione finanziaria ordinaria, continuando ad assicurare comunque lo svolgimento delle previste attività istituzionali, senza, fino ad oggi, ripercussioni sull’attività programmata”. (dal diario dell’on. Sofia Amodidio, deputato nazionale PD). 

 

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