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“I SINDACI RIASSUMANO GLI IMPIANTI”

11 maggio 2014 | by Rosa Tomarchio
“I SINDACI RIASSUMANO GLI IMPIANTI”
Cronaca
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Non c’e’ stato nemmeno il tempo di gioire per l’approvazione dell’Assemblea Regionale Siciliana del D.D.L. n. 693 del 6 maggio 2014, con il quale tutti Comuni della Provincia di Siracusa che avevano aderito all’ATO potranno riassumere in proprio, anche singolarmente, il Servizio Idrico Integrato. Già l’8 maggio, infatti, su tutte le testate giornalistiche, appare la dichiarazione dell’Amministrazione Comunale di Siracusa, da noi sostenuta, che, a causa del vuoto normativo su come reperire le risorse con cui operare, si rassegna ad affidare gli impianti alla società privata Aqualia, come se questa fosse l’unica soluzione al problema della gestione del servizio dopo l’imminente scadenza del mandato della curatela fallimentare. A cosa è servito allora il D.D.L. n. 693 ? Ce lo chiediamo noi ma se lo chiede l’intera Città e se lo domandano tutti i cittadini degli altri Comuni aderenti all’ATO. Inoltre, anche se non è ben chiaro il senso di quanto abbiamo letto sui giornali, ci chiediamo, comunque, perché e a che titolo la curatela fallimentare dovrebbe entrare nella costituzione di una ipotetica società mista tra Aqualia e i Comuni interessati. Ma, poi, quali Comuni?? Floridia, Solarino, Noto e Buccheri si sono già espressi per riassumere direttamente il servizio idrico integrato ed il loro orientamento circa l’impiego del personale, mantenendo il livello occupazionale, sembrerebbe essere il riutilizzo delle professionalità interne ai Comuni stessi. È chiaro che Aqualia, in virtù della legge regionale, non potrà impedire a tali Comuni di riprendersi gli impianti e di gestire in proprio il servizio; stando così le cose, intenderebbe acquisire una gestione parziale del territorio ex ATO 8?? E che figura farebbero i Comuni incapaci di riappropriarsi degli impianti? Lo tollererebbero i cittadini? Pur ben comprendendo, inoltre, le difficoltà della curatela fallimentare, che sta assicurando la gestione provvisoria del servizio e sulla quale, lo precisiamo ancora una volta, abbiamo riposto la nostra fiducia, non possiamo sottacere di aver registrato, proprio in questi giorni, l’adozione di aumenti tariffari con un trend addirittura quasi triplicato rispetto al passato. Sulla bolletta di acconto del periodo gennaio-marzo 2014, ricordiamo, è stato applicato l’aumento, con retroattività dal 2013, di tutte le tariffe di acqua, fognatura e depurazione. Tale aumento è stato complessivamente del +13,40% rispetto alle tariffe del 2012 e del +53,20% rispetto alle tariffe di partenza del 2008, a fronte di incrementi ISTAT del 17,41% circa, e a fronte di investimenti su reti ed impianti pressoché nulli. Così come indicato sul nostro precedente comunicato del 5 maggio, chiediamo quindi, ancora una volta, alla Curatela fallimentare di chiarire agli utenti come si sia arrivati all’aumento messo in atto e se comunque l’operazione sia stata eventualmente indicata dall’A.E.E.G. C’è stata poi una autorizzazione da parte dell’ATO, cioè del Commissario Buceti? E se non c’è stata, sono legittimi gli aumenti? Ed è lecito applicarli retroattivamente. Noi riteniamo di no. L’Amministrazione Comunale non ha nulla da ridire su tali procedure? Si parla ormai da quasi un anno di riassumere il servizio direttamente in seno all’Amministrazione Comunale di Siracusa. Possibile che non si sia pensato, in questo lasso di tempo, a come reperire le risorse necessarie per riavviarlo? Possibile che non si sia individuata una sede idonea per mettere in piedi una struttura tecnico-amministrativa, salvaguardando naturalmente l’attuale livello occupazionale, in grado di fatturare ed incassare direttamente i canoni dovuti dall’utenza nel giro di 30 giorni e di gestire il direttamente il servizio di manutenzione ? E se non si è pensato a riorganizzare il servizio idrico, non si può adesso riavviare la gestione comunale (interamente pubblica) commissionando il lavoro tecnico e subordinato ad una cooperativa di ex dipendenti SOGEAS? Questo consentirebbe di salvare l’occupazione. Una soluzione di questo tipo sarebbe possibile, magari nelle more di una prospettiva diversa ma sempre intermente pubblica. E allora non si perda altro tempo e non ci si lasci sfuggire l’occasione buona per pubblicizzare il servizio idrico integrato. Una corretta ed oculata gestione porterà di sicuro immediate economie alle casse Comunali. Tali economie gioverebbero alle varie Amministrazioni Comunali per migliorare il servizio successivamente, nel corso del tempo. Siracusa potrebbe aspirare a primeggiare in ciò rispetto ad altri Comuni, in quanto, ricordiamo, detentrice del know-how per via della gestione quasi ventennale di SOGEAS, sciaguratamente poi confluita in SAI8. Reiteriamo quindi con decisione l’invito all’Amministrazione Comunale di Siracusa (e a tutte le altre) a cogliere al volo l’opportunità offerta dal D.D.L. del 6 maggio e ad assumere, da subito, ogni iniziativa finalizzata alla immediata riconsegna degli impianti. Ribadiamo la assoluta inopportunità di affidarne la gestione, seppure transitoriamente, a privati che, riteniamo, certamente non hanno partecipato al bando indetto dalla curatela fallimentare per beneficenza o per restare solo per un anno.

 

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