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BONIFICHE, MAGGIORE VIGILANZA SU PROCEDURE

16 maggio 2014 | by Rosa Tomarchio
BONIFICHE, MAGGIORE VIGILANZA SU PROCEDURE
Cronaca
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Questa mattina i rappresentanti di Legambiente hanno incontrato i componenti della IV Commissione Consiliare – Ambiente, Ecologia e Sanità, presieduta dal Dott. Gianluca Romeo, per discutere di qualità dell’aria e bonifiche. Nel corso dell’incontro il presidente di Legambiente Siracusa, Giusy Mangano e il responsabile del Dipartimento Energia e Rifiuti di Legambiente Sicilia, Enzo Parisi, hanno avuto modo di illustrare le posizioni dell’associazione sui frequenti episodi di emissioni inquinanti, richiamando i contenuti del dossier “Mal’aria Industriale” presentato lo scorso anno, e sulla complessa vicenda delle bonifiche delle aree che ricadono all’interno del Sito d’Interesse Nazionale di Priolo, attentamente esaminata nel dossier “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?”, presentato a Siracusa lo scorso aprile. Legambiente ha anche espresso apprezzamento per la posizione assunta dal Sindaco di Siracusa che, nel corso dell’incontro in Prefettura sulle nuove linee guida “per il rilevamento e il contrasto ai fenomeni di inquinamento atmosferico nel quadrilatero Siracusa-Priolo-Melilli-Augusta”, ha posto con decisione il problema del rafforzamento della rete di monitoraggio pubblica e della distinzione netta di ruoli tra il soggetto istituzionalmente preposto allo svolgimento dei controlli ambientali, l’ARPA Sicilia, Struttura Territoriale di Siracusa e il CIPA (il consorzio delle aziende private) che possiede propri strumenti di controllo. Di seguito, in sintesi, riportiamo le proposte di Legambiente sui temi trattati illustrate ai consiglieri comunali.

QUALITÀ DELL’ARIA

La vicenda delle fastidiose puzze ricorrenti, con gli episodi di elevatissime emissioni di idrogeno solforato ed idrocarburi registrati lo scorso mese di Novembre a seguito del blackout del 15/11/2012 ed il fermo di tutti gli impianti industriali (così come affermato dal Prof. Sciacca, presidente del Consorzio Industriale Tutela Ambiente) ha riproposto, da una parte, la carenza di trasparenza e informazioni verso le amministrazioni comunali ed i cittadini e, dall’altra, le deficienze strutturali e organizzative che provocano i ricorrenti blackout, i blocchi e l’uso improprio delle torce come primo rimedio – e non estremo come dovrebbe essere – per fronteggiare l’emergenza e smaltire gli off-gas.

Alla luce di quanto sopra e di ciò che sembra emerso presso il tavolo tecnico istituito in Prefettura, Legambiente chiede:

– la revisione dei provvedimenti AIA finora concessi per verificare, per ciò che attiene le emissioni in atmosfera, che siano state prescritte e poi realmente adottate le migliori tecnologie disponibili (BAT);

– la realizzazione presso le industrie di sistemi tali da recuperare in tutto o in massima parte gli off-gas per evitarne l’invio alle torce (l’intervento è in discussione al tavolo tecnico ma i tempi si stanno dilatando);

– l’adeguamento tecnologico dell’impianto di depurazione IAS di Priolo per azzerare le sue emissioni;

– il controllo e la revisione degli impianti di desolforazione con il divieto di utilizzo della H2S nei forni;

– un check-up straordinario di tutti i serbatoi e le condutture al fine di verificare ed eliminare le emissioni fuggitive;

– il controllo costante sulle navi mercantili e sui terminali petroliferi per verificarne la rispondenza alle norme di sicurezza e di legge per quanto attiene le emissioni e l’efficienza delle linee di ritorno gas;

– il censimento delle attività di bonifica con azoto presso i depositi, gli impianti, le linee e le navi gasiere e petroliere per valutare l’entità delle emissioni.

Soprattutto è fondamentale garantire costantemente l’accesso e la diffusione delle informazioni alla popolazione relative alla qualità dell’aria ambiente previste dal Decreto legislativo 13/08/2010, n. 155, pubblicando i report giornalieri sui siti istituzionali dei comuni e dell’Arpa.

La partecipazione delle associazioni ambientaliste alle procedure di revisione del protocollo d’intesa presso la prefettura, che il Sindaco di Siracusa può sostenre, potrebbe accelerare questo processo di coinvolgimento e informazione dei cittadini.

Infine, si chiede all’Amministrazione di sollecitare l’approntamento ed il varo del Piano della Tutela della Qualità dell’Aria da parte della Regione Siciliana, si chiede che la legislazione italiana colmi quei vuoti che ancora oggi permettono che si possa continuare ad intossicare impunemente.

BONIFICHE

Per uscire dall’attuale condizione di paralisi delle attività di bonifica con i suoi conseguenti effetti negativi sulla salute delle persone e dell’ambiente, per fermare lo spreco di risorse, per porre le premesse del rilancio produttivo, Legambiente ha lanciato una serie di proposte alle istituzioni, al mondo del lavoro, alla società civile ed alla politica.

– Riportiamo i centri di decisione nel territorio. Stop alle conferenze dei servizi lontane dal SIN dove si sono decisi gli inutili mega-programmi di caratterizzazione e progettate le dannose vasche di colmata – un accanimento di analisi e di cementificazione che ha fatto aumentare il giro d’affari – che ben poco sono però serviti a rimuovere i veleni ed anzi hanno bloccato le attività o inquinato ancor di più

– Fermare i commissariamenti. Anche sulle bonifiche dei siti inquinati – così come su altre emergenze ambientali come quelle relative alla gestione dei rifiuti – i commissariamenti attivati negli anni si sono dimostrati un vero fallimento. È ora di finirla con questa strada che ha portato nella migliore delle ipotesi all’inazione e nella peggiore a sperpero di denaro pubblico e a scorciatoie sfociate anche nell’illegalità

– Chiarezza sui fondi. Secondo il Ministero Ambiente a marzo 2012 le transazioni ammontavano a 696 milioni di euro (30 milioni da Isab Priolo). Dove sono?

– Trasparenza al Ministero ed alla Regione. I commissari, i funzionari ed i direttori boiardi di Stato devono rendere conto dei risultati del loro operato. Chi è complice dell’immobilismo e chi specula deve essere individuato e perseguito. I ritardi giovano alle aziende riottose a ripagare i danni, ai funzionari che ingrassano ed alle ecomafie che speculano

– Chiudere, ora anche alla luce della vicenda di Pioltello, le società in house come la Sogesind affinché, come dice la Commissione Parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, “il Ministero e gli altri enti di supporto riprendano appieno le loro competenze ed affidino eventualmente specifiche attività a soggetti individuati sulla base di gare pubbliche o comunque sulla base di valutazioni comparative”.

– Bonificare in situ. Le bonifiche vanno effettuate nei SIN piuttosto che, come avvenuto con i fanghi IAS, spostare molto lontano grandi quantità di rifiuti con spese rilevanti. Inoltre le bonifiche sul posto rappresentano lavoro, controllo efficace, ricerca, nuovi saperi e miglioramento della qualità globale. Per esempio, le ceneri di pirite si possono trattare e smaltire in situ

– Pacta sunt servanda. Lo Stato rispetti i patti e gli accordi che ha sottoscritto con il territorio ed i rappresentanti del Popolo Inquinato.

L’annunciata revisione delle Autorizzazioni Integrate Ambientali per le raffinerie del polo petrolchimico, richiesta a gran voce da Legambiente, e l’apertura di una indagine da parte della procura sui sempre più frequenti episodi di inquinamento atmosferico (anch’essi da tempo denunciati da questa associazione) sono i segni di una nuova stagione che può aprirsi nel rapporto tra Siracusa e la vicina zona industriale. È giusto che il Sindaco faccia finalmente valere le proprie prerogative pretendendo che le aziende rispettino rigorosamente le prescrizioni normative in materia di controllo, prevenzione e riduzione dell’inquinamento atmosferico nel territorio del Comune di Siracusa. Ed è tempo che la città si doti di un adeguato sistema di monitoraggio della qualità dell’aria e renda accessibili i dati in tempo reale. Poiché della pessima qualità dell’aria che respiriamo in città non è responsabile solo la zona industriale ma anche la circolazione delle auto sempre più congestionata e inquinante (vedi i livelli record di polveri sottili), è necessario affrontare il problema della mobilità partendo dall’adozione degli strumenti urbanistici che possano governarla e limitare il trasporto privato e veicolare a favore di quello collettivo e sostenibile. Il consiglio comunale dovrebbe finalmente discutere e approvare il PUT (Piano Urbano del Traffico) e il PUM (Piano della Mobilità), e adottare strumenti che favoriscano lo sviluppo della mobilità sostenibile come la sperimentazione di autobus a chiamata, piano spostamenti casa-lavoro, car – sharing, che da anni in molte città italiane producono notevoli benefici all’eco sistema urbano.

L’interminabile serie di incidenti e malfunzionamenti, la cui frequenza sembra aumentare di anno in anno, è la riprova, semmai ce ne fosse stato bisogno, che è più che giustificata la procedura di riesame delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) che, su richiesta dell’ARPA di Siracusa e dei Comuni di Melilli e Priolo, è stata avviata dal Ministero dell’Ambiente nei confronti di Isab, Isab Energy e Esso. Registriamo con rammarico che le aziende – anziché assumere un atteggiamento di apertura e dialogo con le istituzioni e la cittadinanza, avendo riguardo per le difficoltà, i timori, i rischi e gli impatti che le loro attività producono sull’ambiente e sulla vita delle persone – si sono opposte al riesame e hanno presentato ricorso al TAR invece di adoperarsi per rimuovere le cause del disagio ambientale e sanitario. Questa inaccettabile resistenza a sottoporsi a verifica ed a colmare le carenze che si dovessero riscontrare rende ancor più difficile far convivere industria ed ambiente, espressione tanto declamata dalle aziende e così poco praticata.

A conclusione dell’incontro i rappresentanti di Legambiente hanno consegnato ai componenti della Commissione Consiliare i citati dossier e ampia documentazione comprendete la rassegna stampa sugli incidenti e gli episodi di grave inquinamento dell’aria degli ultimi anni e le numerose denuncie dei circoli locali dell’associazione.

 

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