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AQUALIA, RAPPORTI CHIARI E REGOLE CERTE

22 maggio 2014 | by Rosa Tomarchio
AQUALIA, RAPPORTI CHIARI E REGOLE CERTE
Cronaca
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Sulla futura gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Siracusa, anche alla luce degli ultimi accadimenti, Aqualia ritiene utile e indispensabile effettuare alcune puntualizzazioni per offrire il proprio contributo ad una corretta visione dell’intera vicenda. Tutto ciò non senza aver prima manifestato apprezzamento

per l’instancabile lavoro svolto dal Prefetto di Siracusa Armando Gradone, dal
Commissario straordinario del Consorzio ATO Idrico Mario Ortello, dal Giudice
delegato al fallimento di Sai 8 e dalla curatela del fallimento Sai 8 per cercare di
individuare la soluzione che tutelasse al meglio i bisogni del territorio ad avere un
servizio strategico, qual è certamente quello idrico, all’altezza delle proprie
esigenze.
La nuova società “Arethusaqua”, costituita nei giorni scorsi per la gestione del
servizio in questione, NON DIVENTERA’ OPERATIVA se non dopo aver superato
alcuni critici passaggi che possano dare all’azienda certezze nell’operare in
maniera costruttiva secondo gli standard del gruppo al quale appartiene.
Per giungere al materiale affidamento del servizio occorre un quadro generale di
riferimento che necessita di maggiore chiarezza e di un clima di generale e diffusa
collaborazione..
Le reiterate istanze di alcune amministrazioni comunali di passare ad una gestione
“diretta” del servizio idrico non appena la legge regionale di riferimento (ancora in
attesa di pubblicazione) lo dovesse consentire, altera in maniera rilevante il
potenziale bacino di utenza (10 comuni compreso il capoluogo) in relazione al
quale l’offerta di gestione è stata effettuata.
Un gruppo industriale ha indispensabile necessità di poter ragionare su elementi
certi che, a oggi, in questa vicenda mancano. Atteggiamenti ondivaghi e
soluzioni di accomodo nell’immediato per verificare poi, strada facendo, quel che
potrebbe accadere, sono inconciliabili con le nostre prassi e i nostri procedimenti
decisori.
Questo aspetto, certamente non secondario, ricade anche sui futuri assetti
occupazionali. La situazione attuale, infatti, è tale che per consentire la
salvaguardia di tutti i posti di lavoro sarà necessario procedere – come già riferito
anche alle organizzazioni sindacali negli incontri svolti sin qui – all’utilizzo di
strumenti normativi che permettano da una parte di ridurre l’attuale costo del
personale e dall’altra tutelino i lavoratori, le loro famiglie, le realtà dell’indotto. Tutto ciò anche nella consapevolezza – che avremmo voluto fosse maggiormente
condivisa da tutti, a cominciare dalle organizzazioni sindacali dalle quali avremmo
auspicato ben altra collaborazione – che il costo del personale si riflette in una
qual certa misura anche sulla tariffa e, dunque, l’esigenza di ridurre i costi diventa
parte essenziale di un quadro strategico più generale volto a garantire un servizio
efficiente con una tariffa più “leggera” per tutti. Ma, proprio per quella mancanza
di certezze nel quadro generale di riferimento constatato in questa circostanza, il
ricorso eventuale – e certamente non auspicato – a soluzioni ulteriori e diverse non
potrebbe oggi essere escluso alla luce della reiterata volontà di alcuni comuni di
gestire in proprio il servizio provocando una riduzione del bacino di utenze che
renderebbe automaticamente ed inevitabilmente sovradimensionato l’attuale
organico.
Ad appesantire il quadro attuale c’è poi il capitolo del costo dell’energia elettrica
che, attualmente, incide in misura maggiore – per effetto di meccanismi normativi
che si attivano in presenza di particolari situazioni di criticità – rispetto al prezzo
corrente. Da una prima ricognizione svolta abbiamo avuto modo di apprendere,
tralasciando ovviamente in questa sede ogni valutazione di merito sulla bontà di
un simile meccanismo, che il fornitore continuerebbe ad applicare anche al
nuovo gestore l’attuale tariffazione penalizzante indipendentemente dal rigoroso
rispetto delle scadenze dei pagamenti a venire. Il gestore si troverebbe, anche su
questo fronte, esposto a maggiori costi senza aver alcuna responsabilità sul
pregresso. Maggiori costi che, anche in questo caso e inevitabilmente,
andrebbero a ricadere sulla tariffa finale.
Sono, questi, alcuni dei principali nodi da sciogliere prima di poter passare a
un’eventuale assunzione di gestione del servizio. Regole certe, rapporti chiari,
interlocuzioni affidabili: sono i tre pilastri ai quali ancoriamo da sempre e ovunque il
nostro impegno uniti a una costante ricerca del dialogo con tutti i soggetti dei
processi decisori. Ciò vale anche per Siracusa. Senza questi tre capisaldi per
“Arethusaqua” non sarà possibile l’avvio della gestione del servizio idrico integrato.

 

 

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