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Siracusa| COSTUMI DI SCENA AL BELLOMO

22 maggio 2014 | by Rosa Tomarchio
Siracusa|  COSTUMI DI SCENA AL BELLOMO
Cultura
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VITTIME E CARNEFICI è il titolo della mostra di costumi di scena Inda con performances teatrali alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo a partire da stasera sino al 30 giugno. Quattro sezioni tematiche Eroi Vinti, Eroine/Madri, Orestea, Sacrificio e barbarie: le donne attraverso i materiali d’Archivio, frutto del lavoro della selezione operata dalla responsabile Elena Servito, del riordino, inventariazione e restauro dei costumi teatrali realizzati in occasione delle Rappresentazioni al Teatro greco di Siracusa e delle performances teatrali, abbiamo accolto con pieno coinvolgimento l’iniziativa, contagiati dall’entusiasmo del progetto. Si è subito pensato di collocare la mostra non isolata, come semplice rappresentazione di sé stessa, ma come un vero e proprio percorso scenografico che si svolge all’interno dell’esposizione museale. “Si è cercato di dare la giusta collocazione alle opere “tra le opere” e, se pur non esiste un immediato e diretto collegamento tra le collezioni museali e lo svolgersi, attraverso l’esposizione di questi meravigliosi e suggestivi costumi, del racconto dei cento anni del teatro siracusano – ha dichiarato la direttrice del Bellomo, Govanna Susan -, ciò comunque ci ha permesso di riannodare quel filo che lega la storia dell’arte alla produzione, anch’essa artistica, di queste composizioni . Il luogo stesso diviene, così, sfondo scenografico, creando un legame tra il susseguirsi cronologico delle opere d’arte esposte ed il racconto dei costumi antichi e, allo stesso tempo, una connessione tra passato e presente, volendo cogliere quella “trama” degli sguardi che si posano, via via, sugli oggetti e sulle opere. I gruppi di costumi, arricchiti da apparati scenici, diventano essi stessi microcosmi all’interno del percorso e lo svolgersi della storia dei costumi sorprende il visitatore. I pittori, nelle loro opere, rappresentano la vita ed i costumi del tempo, testimonianza di culture e tradizioni; le raffigurazioni dei costumi nei dipinti sono segno inequivocabile della classe sociale di appartenenza; ciascuno doveva indossare gli abiti del proprio rango, senza oltrepassare i limiti fissati, L’ordine sociale, nelle opere dipinte, come nei costumi delle tragedie, doveva rimanere tale anche nelle apparenze. E così, possiamo ammirare nelle sale dedicate ai pittori del XV secolo opere prevalentemente di influenza spagnola e opere di scuola siracusana, come il polittico “Del maestro di Santa Maria” o “La Madonna in trono col Bambino” di Pedro Serra , le cui raffigurazioni risentono fortemente dell’influenza bizantina, in cui la presenza greca, nell’Italia meridionale, era costante: le figure sono rappresentate con abiti riccamente elaborati, tessuti ricercati nella perfezione della trama, velluti, broccati impreziositi da fili d’argento e oro, applicazioni di perle o pietre preziose, il tutto architettonicamente racchiuso all’interno di un rigido e canonico apparato scenico. O ancora nelle opere dei secoli XVI e XVII, come quelle di influenza caravaggesca del pittore siracusano Mario Minniti, dove sono rappresentati i tessuti del popolo e delle campagne, essenziali tuniche di lino o cotone e semplici drappeggi. E perché non parlare delle opere del ceroplasta siracusano Gaetano Giulio Zumbo che, con le scene di peste, rappresenta, come una sorta di piccolo teatro, la sofferenza del popolo. Confidiamo con questa iniziativa di avere contribuito a creare un legame con i visitatori e di aver fatto apprezzare e godere la “Bellezza” del nostro Patrimonio”.

 

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