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UCCIDERE I FIGLI, E’ FOLLIA?

12 Dicembre 2014 | by Rosa Tomarchio
UCCIDERE I FIGLI, E’ FOLLIA?
Cronaca
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Dal caso del piccolo Loris alla mamma assassina in provincia di Imperia al caso di Rapallo: tre genitori che uccidono i figli. “Persone che estendono il fallimento di se stesse ai figli e che, incapaci di riconoscersi madre o padre, si sbarazzano in modo definitivo della genitorialità” spiega la psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb. Alla base dell’aumento di gesti simili c’è una società deficitaria verso i bisogni delle persone. La soluzione? “Consultori familiari e strutture sanitarie che possano erogare servizi di aiuto psicologico”.  Il 29 novembre Loris, un bambino di 8 anni, viene ucciso nel Ragusano. Molti i sospetti sulla madre. L’11 dicembre, in provincia di Imperia, una mamma uccide il figlio di 9 mesi buttandolo in mare. Lo stesso giorno un uomo si getta dal quinto piano con il figlio di un anno, dopo aver ucciso la moglie. Tre casi di figlicidio in pochi giorni. Da dove ha origine questa follia dei genitori? “Questi gesti hanno due motivazioni – spiega la dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta e direttore dell’istituto di Gestalt HCC Italy -. Da una parte siamo di fronte a persone che estendono il fallimento di se stesse ai loro figli: mamme e papà che si sentono donne e uomini falliti nella vita e trascinano i figli nella loro decisione di morire. Sono, questi, i casi in cui i genitori tentano il suicidio contemporaneamente all’omicidio della prole” spiega la psicoterapeuta. “Dall’altra parte, sono genitori che non riescono ad essere tali. Avere un figlio comporta sacrifici e una trasformazione di sé di cui non tutte le donne e gli uomini sono capaci. E, alcuni di essi decidono di rinunciare ad essere genitori sbarazzandosi dei figli. Sono, questi, i casi di raptus e omicidi come quello della donna che ha annegato il figlio in provincia di Imperia” continua l’esperta. “In entrambi i casi, siamo di fronte a persone depresse, senza speranza nella profondità della loro esistenza, anche se non lo lasciano intendere. La condizione di sconfitta è totale per queste persone, arriva oltre se stesse, prende coloro che hanno generato in una sorta di anti-generatività. Questa è la condizione che porta le madri e i padri a uccidere i propri figli: questi genitori sentono di avere perso il senso della vita”. “Questi fatti succedono sempre più spesso perché la società è sempre più deficitaria verso i bisogni psicologici delle persone. La crisi sociale, economica e di valori, corrode le risorse della gente che, per disoccupazione, mancanza di risorse e opportunità, non riesce a realizzarsi nella società” continua la dottoressa Spagnuolo Lobb. Questa situazione nel nostro Paese dura da anni, ma non si è mai pensato concretamente di rinforzare le strutture sanitarie in modo che possano erogare un servizio di comprensione e aiuto psicologico. Al contrario, i servizi sanitari sono stati decurtati di personale”. “La mancanza di attenzione verso i bisogni psicologici delle persone ha creato una condizione di estrema solitudine, che non può che peggiorare la loro disperazione. Occorre che la società si spenda per dare un sostengo alle giovani mamme e ai papà. Qualche decennio fa la legge 194 aveva istituito i consultori familiari con l’intento di sostenere le famiglie, dal concepimento alla genitorialità responsabile. Oggi questi servizi sono stati trasformati nella maggior parte delle regioni e non c’è più la cultura del sostegno alla genitorialità. È necessario, invece, rispondere in maniera attiva ai bisogni di queste coppie: con l’ascolto, favorendo gruppi di psicoterapia o di condivisione, e con servizi di accudimento dei loro bambini. Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb. Psicologa psicoterapeuta, Direttore Istituto di Gestalt HCC Italy, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nelle sedi di Siracusa, Palermo, Milano. Ha introdotto in Italia le opere e il lavoro clinico dei rappresentanti più significativi della psicoterapia della Gestalt. È didatta internazionale di psicoterapia della Gestalt, invitata presso vari istituti di formazione e università italiani ed esteri. Istituto di Gestalt HCC. L’Istituto opera dal 1979 nell’ambito della formazione e della ricerca in psicoterapia della Gestalt sia a livello nazionale che internazionale. È stato la prima Scuola di Formazione in Psicoterapia della Gestalt in Italia. È riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica con Decreti Ministeriali del 9 Maggio 1994, 7 Dicembre 2001, 24 Ottobre 2008 e 24 Aprile 2011 presso le sedi di Siracusa, Palermo e Milano. L’Istituto mantiene scambi didattici e di ricerca con Università e prestigiosi Istituti di Formazione internazionali. Diffonde i risultati di tale ricerca innanzitutto attraverso il modello che caratterizza la propria Scuola di Specializzazione postlaurea in Psicoterapia della Gestalt, e inoltre attraverso programmi di formazione continua e supervisione per psicoterapeuti, master per la gestione dei team di lavoro nelle aziende, master in comunicazione e competenze relazionali. (www.gestalt.it)

 

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