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Augusta| SEQUESTRATO IL CASTELLO SVEVO, INDAGATI CROCETTA E LOMBARDO -Video

16 Febbraio 2016 | by Rosa Tomarchio
Augusta| SEQUESTRATO IL CASTELLO SVEVO, INDAGATI CROCETTA E LOMBARDO<span class='video_title_tag'> -Video</span>
Cronaca
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Da una denuncia di Italia Nostra aperta indagine della Procura di Siracusa che ne dispone il sequestro. Bocche chiuse dalla Soprintendenza che sta ispezionando il sito “che rischia di crollare” a danno dell’incolumità pubblica.

Un fatto straordinario per Augusta oggi pentastellata e mai accaduto  prima: sequestrato il Castello Svevo per incuria della Regioine. Primo tra gli indagati Rosario Crocetta insieme a un altro presidente della Regione, il suo predecessore Raffaele Lombardo. Si agirebbe nel campo del penale perchè, secondo gli esperti e gli inquirenti della Procura del Tribunale di Siracusa, il rischio di crollo dell’antico maniero potrebbe causare danni all’incolumità pubblica. Una questione giudiziaria che sicuramente produrrà i soliti strascichi e polemiche politiche, visto che, per coincidenza dei fatti, ad essere sotto la lente d’ingrandimento del caso giudiziario sono proprio gli oppositori dell’amministrazione comunale attuale sorretta dai CinqueStelle. Bocche chiuse sinora della Soprintrendenza che per ufficio ha in cura il sito. Stamattina nell’ente preposto di Piazza Duomo mancava l’unica persona legittimata a parlare sul caso, ovvero la soprintendente Rosalba Panvini impegnata in un giro lungo d’ispezione in provincia, cosi hanno riferito i dipendenti della segreteria. Si dovranno attendere le classiche 24 ore per saperne di più in formula ufficiale. In questo momento gli augustani devono solo subire il cautelativo silenzio e restare in attesa. E una domanda? Da chi sarebbe partito l’esposto, sempre se di questo si tratti? Insomma, dopo l’ombra “grigia” della mafia (a causa del quale, si dice, che sarebbe stato sciolto il consiglio comunale precedente ai Cinquestelle) adesso ad abbattersi contro la città di Augusta il sequestro improvviso del Castello Svevo, simbolo della cittadina megarese che ancora si lecca le ferite della tremenda guerra, per fortuna vinta, per l’ottenimentto dell’Autorità Portuale rispetto alla metropoli Catania. Una guerra che non si è affatto conclusa, visto le ultime prese di posizioni del presidente Crocetta. Un nome, quello del governatore, putroppo ancora una volta ricorrente anche nella vicenda Castello Svevo. Da fonte accreditata, quale è per l’appunto la Procura di Siracusa, pare che a finire nel mirino di questa ennesima inchiesta sia proprio Crocetta e l’assessorato regionale per i Beni Culturali che, a detta degli inquirenti, non avrebbero prestato la giusta “attenzione” verso il sito di interesse storico archeologico megarese nonostante i ripetuti solleciti da parte degli enti locali e del mondo dell’associazionismo a tutela del bene monumentale che un tempo fu carcere e poi chiuso per il terremoto del 90. Da quel giorno, solo sparute aperture occasionali grazie al FAI o Italia Nostra o dell’associazionismo locale e sostanzialmente l’empasse duratura che sigilla il Castello come tanti altri siti di interesse elevato nel resto della provincia, “eterna incompiuta”. Ma andiamo ai fatti riportati dalla nota inviata dalla Procura del Tribunale di Siracusa, che risalirebbero a ieri. I carabinieri del nucleo operativo del patrimonio culturale hanno proceduto al sequestro del Castello Svevo di Augusta in esecuzione di un provvedimento del Gip di Siracusa emesso nell’ambito di un procedimentoi penale che vede indagati il presidente della Regione Rosario Crocetta nonche i dirigenti regionali gaetano Pennino, Rino Giglione, Sergio Gelardi e Gesualdo Campo. A disporre il sequestro il Gip Michele Consiglio su richiesta del sostituto procuratore Marco Di Mauro che col coordinamento del procuratore capo Francesco Giordano conduce l’indagine per i reati di omissone di atti d’ufficio, danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale, e di omissione di lavori in edificio o costruzione che minacciano rovina. L’indagine, si legge nella nota della Procura, muove da una denuncia di Italia Nostra che aveva evidenziato i gravi danneggiamenti strutturali del Castello dovuti esclusivamente alla mancata manutenzione e all’abbandono del monumento da parte della Regione Sicilia. Le lesioni esterne dell’immobile , peraltro piu volte evidenziate in maniera qualificata anche dagli specialisti della Soprintendenza (ente regionale) sono dovuti all’omissione dei lavori necessari che costituiscono la causa del deterioramento. La denuncia è stata riscontrata dagli accertamenti del nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Siracusa, delegati dall’autorità giudiziaria che ha evidenziato i principi secondo cui “la funzione di vigilanza e di tutela di un bene immobile di notevole importanza monumentale non afferisce al profilo di discrezionalità del proprietario ma piuttosto a ben specifici obblighi giuridici di agire che si traggono agevolmente dalla disciplina penale , da quella civile e infine da quella amministrativa che affida compiti e poteri alla pubblica amministrazione in virtù del fondamentale principio di rango costituzionale di tutela del patrimonio storico e artistico del paesaggio della nazione”. Ed è proprio in ragione di tale inerzia, si legge sempre nella nota della Procura, protrattasi nel tempo che a tutti gli indagati è contestato anche il reato di omissione di atti d ufficio , e in particolare, per i mancati interventi relativamente ai pericoli di crollo della struttura, con grave rischio per l’incolumità pubblica, e sin da quando era presidente Raffaele Lombardo, il quale figura anch’egli tra gli indagati. Il sequestro del Castello Svevo di Augysta pone ancora una volta all’attenzione il tema dell’incuriae del degrado in cui versa una parte dell’eccezionale patrimonio artistico storico e culturale dell’intero paesaggio italiano e di quello sicialiano in particolare, che costituisce l’espressione di una storia millenaria assolutamente unica dovuta alla straordinaria configurazione naturale e alla posizione geografica del territorio sicialiano, ma anche all’incontro e all’unione di popoli diversi e della ricchezza delle loro diverse culture. Il provvedimento si è reso necessario per tutelare anche l’incolumità e la sicurezza del personale dei turisti, atteso che potrebbe crollare da un momento all’altro. L’autorità giudiziaria ha affidato la custodia di garanzia al soprintendente ai Beni Culturali di Siracusa, Rosalba Panvini.

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