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Lentini| 25 Aprile nel ricordo del partigiano “Fortunello”

25 Aprile 2016 | by Silvio Breci
Lentini| 25 Aprile nel ricordo del partigiano “Fortunello”
Attualità
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Partecipata celebrazione questa mattina in Piazza della Resistenza nel 71° anniversario della liberazione e nel 10° anniversario della scomparsa di Luigi Briganti. Scoperto un cippo commemorativo del Kiwanis. Mangiameli: «La Resistenza non è finita perché pace, libertà e uguaglianza sono ancora in pericolo».
Celebrazione 25 Aprile 2016 Lentini (3)

Da sinistra Ivan Grancagnolo, Francesca Policastro, Alfio Mangiameli e Angelo Ferraro

«Da qualche tempo è in atto una campagna di profonda revisione del significato, della natura e del senso della Resistenza. Non si cerca più di capire la complessità delle cause dei problemi sociali, e si fa sempre più superficiale la memoria storica di ciò che è stato». Lo ha detto il sindaco Alfio Mangiameli intervenendo questa mattina alla commemorazione del 25 Aprile in Piazza della Resistenza dove, oltre alla ricorrenza del 71° anniversario della liberazione, la città ha fatto memoria anche del partigiano Luigi Briganti, medaglia d’oro al valor militare della Resistenza, nel decimo anniversario della scomparsa avvenuta nel 2006. «Quando si parla di Resistenza – ha detto Mangiameli – non ci si può limitare al ricordo dell’esperienza bellica dell’antifascismo: senz’altro è stata il frutto di mesi di guerriglia, di resistenza attiva e passiva condotta eroicamente, di cui la popolazione europea fu coraggiosamente capace, ma non è stata solo questo: c’è molto di più! Il fascismo – ha proseguito – non ha soltanto rappresentato una deviazione violenta da cui pensiamo di esserci liberati e contro cui i partigiani si sono armati: è stato il frutto dell’oppressione di interi popoli divisi, è stato l’annientamento della cultura della diversità e della pace, ha rappresentato il tentativo di sottomettere l’Europa sotto un giogo totalitario». Citando Mario Albertini, filosofo e sostenitore del federalismo europeo, discepolo di Altiero Spinelli, Mangiameli ha ricordato che «la Resistenza non è finita perché i suoi grandi valori, la pace, la libertà e l’eguaglianza, sono ancora in pericolo». «Se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione – ha concluso Mangiameli citando l’appello rivolto ai giovani da Piero Calamandrei, uno dei padri del pensiero democratico e antifascista italiano – andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione. Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini». Organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con la locale sezione dell’Istituto del Nastro Azzurro, la cerimonia ha registrato la partecipazione dei vertici locali delle forze dell’ordine, delle delegazioni di Lentini dell’Unione nazionale ufficiali in congedo e dell’Associazione nazionale carabinieri, dell’Associazione combattenti e reduci di Carlentini, dei club service Lions, Fidapa, Archeoclub e Kiwanis. Nel corso della celebrazione, alla quale hanno preso parte la signora Francesca Policastro, consorte di Briganti, con i figli Piero e Gabriella, è stato scoperto anche un cippo commemorativo in memoria di Briganti, il partigiano “Fortunello”, messo a dimora dal Kiwanis e dall’Istituto del Nastro Azzurro con i rispettivi presidenti Angelo Ferraro e Ivan Grancagnolo.

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