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Lentini| Lentinesi vittime di mafia: una targa a Villa Marconi

23 Maggio 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Lentinesi vittime di mafia: una targa a Villa Marconi
Attualità
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Manifestazione, questa mattina, in occasione della Giornata della Legalità. L’iniziativa promossa dall’istituto comprensivo Vittorio Veneto in collaborazione con Libera. Toccanti le testimonianze di Giovanna Raiti, sorella del carabiniere Salvatore, ucciso nella strage della circonvallazione di Palermo in cui morì il boss Alfio Ferlito, e di Carlo Catalano e Carmela Di Giorgio, familiari di due lentinesi vittime di mafia.

Una targa in memoria di Filadelfo Aparo, Cirino Catalano, Carmelo Di Giorgio, Alfio Pisano e Francesco Vecchio, tutti lentinesi vittime innocenti delle mafie, è stata collocata e scoperta questa mattina in un’aiuola di villa Marconi nel corso della manifestazione promossa dal 1° Istituto comprensivo Vittorio Veneto, in collaborazione con l’associazione Libera, in occasione della ormai tradizionale Giornata della Legalità, che quest’anno coincide con il ventiquattresimo anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio del 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. A scoprire la targa della memoria, dopo la messa a dimora anche di un piccolo albero di pino, è stato il sindaco Alfio Mangiameli, intervenuto alla cerimonia insieme a Giovanna Raiti, referente provinciale del settore Memoria di Libera e sorella del carabiniere siracusano Salvatore Raiti, ucciso il 16 giugno 1982, sulla circonvallazione di Palermo, insieme ad altri due carabinieri, Silvano Franzolin e Luigi Di Barca, e a un civile, Giuseppe Di Lavore, autista di una ditta privata che aveva in appalto il trasporto dei detenuti, durante il trasferimento da Enna al carcere di Trapani del boss catanese Alfio Ferlito, principale obiettivo dell’attentato mafioso ordinato dal boss catanese Nitto Santapaola. Coordinata da Michele Ruma e aperta dall’intervento di Benedetta Liotta, dirigente dell’istituto comprensivo Vittorio Veneto, scuola capofila della rete “Lake School Net. Etica, legalità e cultura”, la celebrazione ha visto anche la partecipazione di Alfio Curcio della cooperativa “Beppe Montana – Libera Terra”, di Lauretta Rinaudo, coordinatrice di Libera di Siracusa, e di don Maurizio Pizzo, parroco della Chiesa Madre di Lentini. Allegri, colorati, coraggiosi, tantissimi studenti hanno invaso questa mattina Villa Marconi, diventata così un luogo della memoria dedicato ai lentinesi vittime innocenti delle mafie, un luogo della speranza e della rinascita di una società in cui all’illegalità e alla mafia siano contrapposte legalità e giustizia sociale. Particolarmente toccanti le testimonianze di alcuni familiari di vittime di mafia come Carlo Catalano, fratello di Cirino Catalano, e Carmela Di Giorgio, figlia di Carmelo Di Giorgio. Infine la lettura di poesie e riflessioni sulla mafia da parte di alcuni studenti: Sara Brullo e Giulia La Rocca (“Pier Luigi Nervi”), Mariagrazia Sarcià e Francesco Amara (“Guglielmo Marconi”), Lorenzo Rossitto, Alessia Narzisi, Alfio Gentile, Micaela Micalizi e Valeria Russo (“Vittorio Veneto”). La manifestazione è stata arricchita dagli interventi musicali della banda “Gorgia di Lentini” e dell’Orchestra giovanile del 1° Istituto comprensivo Vittorio Veneto.

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