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Augusta| Legambiente Augusta interviene sulla questione ambientale del triangolo industriale

Augusta| Legambiente Augusta interviene sulla questione ambientale del triangolo industriale
Cronaca
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Dopo la pubblicazione del Rapporto Annuale 2015 sulla qualità dell’aria. “Diverse situazioni critiche (centralina Scala Greca per biossido di azoto, Acquedotto, Priolo e Melilli per Ozono, Teracati per PM10). Per un refuso viene definita accettabile la presenza di Ozono  registrata a San Cusumano mentre essa è “scadente”, poiché ci sono stati 40 superamenti della media massima giornaliera su 8 ore di 120 μg/m3 quando la legge ne ammette un massimo di 25 nel corso dell’anno”.

01“I dati contenuti nel rapporto annuale 2015 sulla qualità dell’aria e resi noti mercoledì 6 luglio in conferenza stampa dai responsabili dell’Arpa e della ex Provincia, evidenziano – spiega il dirigente di Legambiente Sicilia e responsabile della sezione di Augusta, Enzo Parisi –  diverse situazioni critiche (centralina Scala Greca per biossido di azoto, Acquedotto, Priolo e Melilli per Ozono, Teracati per PM10). Per un refuso viene definita accettabile la presenza di Ozono  registrata a San Cusumano mentre essa è “scadente”, poiché ci sono stati 40 superamenti della media massima giornaliera su 8 ore di 120 μg/m3 quando la legge ne ammette un massimo di 25 nel corso dell’anno. Il dato di San Cusumano – spiega Parisi – che avevamo segnalato già a novembre del 2015, è da tenere sotto stretta osservazione perché proprio in quella zona, oltre alla presenza della cementeria che alimenta i suoi forni con il famigerato petcoke, si stanno concentrando diverse iniziative per la realizzazione di impianti di stoccaggio e di smaltimento di rifiuti speciali. Dal rapporto si evince che per gli idrocarburi non metanici sempre a San Cusumano si è registrata la media annua più elevata, pari a 127  μg/m3 con un picco di 1.841 μg/m3. Giustamente, i responsabili di Arpa ed ex Provincia segnalano che i fenomeni di cattiva qualità dell’aria più immediatamente avvertiti dalla la popolazione sono collegati alla presenza di idrocarburi non metanici e di idrogeno solforato che danno luogo alle cosiddette molestie olfattive ma, ahimè, la legge non norma più questi inquinanti – neppure in caso di contemporanea presenza di ozono oltre i limiti – e quindi  siamo costretti a subirci puzza e malessere. La presenza di benzene, con la concentrazione media annuale rimasta sotto il limite di 5 μg/m3, va analizzata più a fondo perché, a fronte di un dato apparentemente rassicurante, bisogna considerare che in alcune zone – come per esempio nell’area del Marcellino, vicino alla Sasol – per mesi interi la concentrazione media è superiore a 5 μg/m3, con giornate in cui essa supera il picco di 200 μg/m3. Picchi elevatissimi che si registrano anche in città (centralina giardini pubblici di Augusta) e non solo in zona industriale”.

Il Rapporto dice del benzene:

Effetti sull’uomo e sull’ambiente

00Il benzene è facilmente assorbito per inalazione, contatto cutaneo, ingestione, sia per esposizione acuta che cronica. Gli effetti tossici, tuttavia, hanno caratteristiche diverse e colpiscono organi sostanzialmente differenti in base alla durata dell’esposizione.

Si possono distinguere effetti tossici acuti, associati a brevi esposizioni ad elevate concentrazioni, poco frequenti nell’ambiente di vita, ed effetti tossici cronici, associati a periodi di esposizione di maggiore durata e a basse dosi di inquinante.

L’effetto più noto dell’esposizione cronica riguarda la potenziale cancerogenicità del benzene sul sistema emopoietico (cioè sul sangue).

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica il benzene come sostanza cancerogena di classe IA, in grado di produrre varie forme di leucemia. La classe I corrisponde ad una evidente cancerogenicità per l’uomo.

Lo strumento per normare e risanare la qualità dell’aria ci sarebbe: è il Piano di Tutela della qualità dell’aria che la Regione Siciliana – nonostante le procedure d’infrazione e le condanne della Corte Europea – non ha ancora adeguato ed attivato. Proprio per prevenire gli effetti perniciosi della cattiva qualità dell’aria sulla salute delle persone e sull’ambiente  è ormai indispensabile e vitale che esso venga subito messo in funzione. Dopo i rilievi del caso – in gran parte già effettuati -, alla luce dei dati sulle emissioni dei vari comparti e sui risultati delle indagini epidemiologiche, si devono dettare le norme e stabilire le misure adatte per risanare l’aria. Laddove, come nelle zone industriali, le emissioni rilevate sono costituite da numerose e diverse sostanze inquinanti per molte delle quali non è ancora vigente un limite normativo idoneo a salvaguardare la salute umana e dell’ambiente, il Piano potrà e dovrà dare precise misure prescrittive, anche in forza del principio di precauzione.

Chi non lo fa, ma anche chi non si adopera perché il governo regionale  ponga fine a questa nociva  omissione e tuteli finalmente aria e salute dei siciliani, si assume una gravissima responsabilità nei confronti del popolo inquinato.

 

One Comment

  1. Pustizzi says:

    diverso tempo fa fu dichiarato in genocidio ad Augusta presso il parlamento Europeo,furono anche richiesti gli ispettori?mi domando come e finita?

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