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Lentini| Referendum costituzionale, Sì e No a confronto grazie a una iniziativa del Rotary

29 Ottobre 2016 | by Redazione Webmarte
Lentini| Referendum costituzionale, Sì e No a confronto grazie a una iniziativa del Rotary
Politica
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Sui due opposti fronti, Lo Giudice (Pd) e Castiglione (Ncd) da una parte e Cancelleri (M5s) e Malan (Fi) dall’altra. La conferenza si è svolta al Sant’Alphio Palace.

650x50_rassegna

musicafestival_300x250Quattro voci a confronto, due a sostegno del Sì, due a sostegno del No. Il dibattito in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre entra nel vivo anche a Lentini grazie a una interessante iniziativa del Rotary Club svoltasi ieri sera al Sant’Alphio Palace. A perorare le ragioni del Sì c’erano il segretario provinciale del Partito Democratico Alessio Lo Giudice e il sottosegretario alle Politiche agricole on. Giuseppe Castiglione del Ncd. A difendere, invece, le ragioni del No c’erano l’ex capogruppo all’Ars del M5s on. Giancarlo Cancelleri e il sen. Lucio Malan di Forza Italia, membro della commissione Affari Costituzionali. Introdotto dal presidente del club, Giuseppe Fuccio Sanzà, il dibattito è stato moderato dal past president e giornalista Luca Marino. L’on. Cancelleri ha spiegato che «il Senato non viene abolito e si andrà a una camera a geometria variabile». «Il 4 dicembre – ha affermato – si vota per un quesito sbagliato e questa riforma non aiuta a risolvere i problemi del paese e non taglia i costi della politica, dato che il risparmio stimato dalla Ragioneria dello Stato sarebbe solo di 57 milioni di euro e non di 500 come dice Renzi». A sostegno del No anche il sen. Malan, secondo cui «i risparmi che verrebbero dal taglio dei costi della politica sono aleatori e al di sotto della stima». Malan ha sottolineato ancora come sia «alto il rischio dell’uomo solo al comando, con i 340 seggi alla Camera che guadagnerebbe il partito più votato con la legge elettorale proposta». Di tutt’altro avviso ovviamente i sostenitori del Sì. Secondo l’on. Castiglione «si va verso uno snellimento del procedimento legislativo che avrà come beneficio un maggiore coordinamento amministrativo, dato che viene abrogata la legislazione concorrente delle Regioni» e «i poteri del presidente del consiglio non vengono toccati». Per il segretario del Pd siracusano Lo Giudice, infine, «la riforma non va verso l’accentramento del potere in una sola persona ma verso il rafforzamento delle istituzioni democratiche per garantire decisionalità. Altro che deriva antidemocratica».

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