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Avola| Sindacati e politica ricordano i “fatti di Avola”

2 Dicembre 2016 | by Redazione Webmarte
Avola| Sindacati e politica ricordano i “fatti di Avola”
Attualità
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48 anni dopo con i tre segretari si rinnova l’importanza della lotta sindacale, della rivendicazione dei propri diritti, del lavoro: “quella “lotta” è anche e soprattutto la nostra”. Zappulla (PD): “giusto ricordare per tenere alta la vigilanza”.

C’erano anche i tre segretari generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò questa mattina ad Avola, per la rievocazione celebrativa dei “Fatti di Avola” avvenuti il 2 dicembre del ’68. E a distanza di 48 anni il ricordo è ancora vivo, così come la rivendicazione e gli scioperi, le lotte e il diritto al lavoro. Lo hanno sottolineato i segretari generali, al fianco delle istituzioni presenti, attraverso la partecipazione e la deposizione di una corona di fiori al fianco di una lapide posta in contrada Chiusa di Carlo, nel punto in cui morirono Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, caduti proprio durante uno sciopero dei lavoratori agricoli della provincia di Siracusa. Il suono delle trombe sulle note del “Silenzio Militare Italiano”, in contrada Chiusa di Carlo e all’interno del Palazzo Comunale dove è stata posta un’altra lapide, hanno poi reso l’atmosfera ancora più reale, più viva nel ricordo, testimoniata anche dalla presenza dei sindaci di Avola, Luca Cannata e Noto, Corrado Bonfanti.“Questo evento rappresenta ogni anno il simbolo della lotta sindacale per rivendicare un sacrosanto diritto dell’uomo: il lavoro – hanno sottolineato i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil – E noi non possiamo che essere al fianco delle istituzioni, delle famiglie dei superstiti e di chi ha dato la vita per tutelare la propria dignità, che è poi la dignità di noi tutti. Il messaggio di quell’evento, rivelatosi poi tragico per certi versi, deve accompagnarci quotidianamente perché quella “lotta” è anche e soprattutto la nostra. E oggi più che mai la rivendichiamo con forza affinché ogni uomo riacquisti la cosa più sacra: la dignità. Sull’eccidio di 48 anni fa interviene anche il parlamentare PD Pippo Zappulla: “Ricordare, non far perdere la memoria ai giovani e alle nuove generazioni è un preciso dovere di tutti. In quel giorno ad Avola si consumò una tragedia e un dramma per due lavoratori che persero la vita, per altri 48 che furono feriti e per le loro famiglie e compagni. Una vicenda drammatica che segnò una intera stagione sindacale e per l’intero Paese. Fu uno degli eventi che scatenò una giusta indignazione in tutta Italia e contribuì a sviluppare quella straordinaria stagione del 68-69 nelle fabbriche, nelle scuole e  nelle università. I giovani devono sapere che quei braccianti persero la vita perché stavano lottando per sacrosanti diritti, per combattere le gabbie salariali, perché allora un bracciante di Avola percepiva  un salario inferiore a quello di un bracciante di Lentini. Per queste ragioni il Sindacato dichiarò lo sciopero generale ad Avola dove si verificarono gli scontri con le forze di polizia di allora che subirono l’ordine di sparare sui lavoratori. Giusto ricordare, ma necessario tenere alta la vigilanza contro i tentativi, sempre presenti, di riportare indietro le lancette della storia dei diritti e della civiltà nel lavoro. Confondere le necessità di rendere moderne le regole del mercato del lavoro, di innovare i rapporti contrattuali, di rispondere alle nuove esigenze delle produzioni e del mercato con la compressione dei diritti nel lavoro è un rischio sempre presente e incombente. Sono tra quanti sostengono che la qualità dei diritti dei lavoratori è condizione irrinunciabile per la qualità dello sviluppo, dell’economia e della stessa impresa; la dignità e i diritti dei lavoratori sono al contempo condizione di civiltà e di libertà che segna la stessa democrazia del Paese”. E oggi voglio ricordare i fatti e i morti di Avola  con due fattori contrapposti: la legge recentemente approvata contro il caporalato in agricoltura dimostra che le lotte non sono state inutili e contribuiscono a fare crescere una coscienza fondamentale. E avere approvato un provvedimento di tale valenza storica rende onore a tante lavoratrici e lavoratori, al movimento sindacale e progressista per le tante battaglie condotte in Italia nelle campagne e nella società. Il secondo luogo una fattore piu’ amaro e triste: continuano a registrarsi tanti, troppi incidenti sul lavoro, ultimi nel tempo a Messina dove tre lavoratori hanno perso la vita. La sicurezza e la salute dei lavoratori non può essere diritto disponibile. Niente può essere piu’ importante della vita del lavoratore. Gli incidenti dimostrano che ancora tanta strada deve essere condotta”.

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