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Lentini| L’Archeoclub finanzia il restauro del sagrato dell’ex cattedrale

15 Gennaio 2017 | by Silvio Breci
Lentini| L’Archeoclub finanzia il restauro del sagrato dell’ex cattedrale
Cultura
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L’intervento di restauro, che interesserà il 20 per cento circa del “tappeto litico”, è stato illustrato sabato pomeriggio nel corso di una conferenza. I lavori inizieranno a breve e si concluderanno prima della festa patronale.

musicafestival_300x250Dopo l’inaugurazione e l’apertura al pubblico, pochi giorni fa, di altre due cripte sepolcrali – i cosiddetti “putridarium”, utilizzati fino a metà del XIX secolo perché sui corpi dei defunti si compisse il naturale processo di putrefazione – restaurate e rese accessibili grazie al contributo del Rotary Club, un altro progetto di restauro interesserà nelle prossime settimane la Chiesa Madre di Lentini. Sarà infatti restaurato il sagrato in ciottoli bianchi e neri dell’ex cattedrale. Sabato pomeriggio il progetto di restauro, interamente finanziato dalla locale sezione dell’Archeoclub, è stato illustrato nel corso di una conferenza svoltasi all’interno della chiesa di Sant’Alfio, presenti il parroco don Maurizio Pizzo, il presidente dell’Archeoclub Pippo Cosentino e i rappresentanti di diverse associazioni culturali del territorio. Gli aspetti tecnici e artistici dell’intervento sono stati illustrati dalla stessa restauratrice che eseguirà i lavori, la dottoressa Raffaella D’Amico. «La decorazione in ciottoli di fiume bianchi e neri di Lentini – come ha scritto recentemente l’architetto Luca Maci in un suo saggio sul “tappeto litico” del sagrato – è una delle più fastose soluzioni pavimentali, almeno in provincia di Siracusa, del barocco siciliano di culto, analogamente al sagrato del duomo di Sortino e a quello del santuario di San Sebastiano a Melilli. In particolare, le decorazioni dei sagrati di Lentini e Sortino condividono l’utilizzo di motivi geometrici, a differenza di quello di Melilli che utilizza temi floreali». Il restauro conservativo interesserà circa il 20 per cento del sagrato, ovvero quelle parti maggiormente danneggiate dal tempo e dall’usura. Saranno effettuati, come ha spiegato la restauratrice Raffaella D’Amico, interventi di ripristino dei ciottoli mancanti e di pulizia di quelle parti ricoperte da detriti e cera. Il restauro, che costerà duemila euro (somma consegnata sabato dal presidente dell’Archeoclub Pippo Cosentino al parroco don Maurizio Pizzo), durerà un paio di mesi e sarà ultimato prima dei festeggiamenti patronali in onore di Sant’Alfio.

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