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Siracusa| Salvemini e la storia: scienza o narrazione?

Siracusa| Salvemini e la storia: scienza o narrazione?
Cultura
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L’occasione la presentazione del libro di Antonino Di Giovanni che pubblica un inedito: i rapporti del filosofo, storico e politico con il Fascismo.  Ad introdurre il dibattito Mariarita Sgarlata e Elio Cappuccio.

La storia è scienza? Poggia sull’etica o forse è pura narrazione? Quesiti emersi, e forse mai risolvibili, durante l’incontro culturale alla Biblioteca dei Cappuccini promosso dai Democratici per la Città in occasione della presentazione del libro di Antonino Di Giovanni su “Gaetano Salvemini, il filosofo, lo storico, il politico” (Bonanno Editore 2016). Ad introdurre Mariarita Sgarlata sulle connessioni tra Croce, Salvemini, Villari e Gentile, quest’ultimo vero giro di boa. Il dibattito è stato avviato da Elio Cappuccio, presidente del Collegio Siciliano di Filosofia, che si è addentrato insieme all’autore sulla vita del Salvemini. “Ci sono le aquile dell’idealismo, coloro che sono convinte di conoscere le regole del processo storico o che considerano il pensiero altrui uno sciocco intralcio. Poi ci sono i passerotti dell’empirismo coloro che sostengono che la scienza debba reggersi su palafitte e fondamenta inossidabili”.

«Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere”. Continuando a parlare su Salvemini è stata affrontata la critica delle grandi generalizzazioni dalla rivoluzione francese alla Democrazia. Riferimenti anche al periodo fascista del Salvemini. “Nessuno pensava all’epoca che il fascismo sarebbe durato venti anni e che presto sarebbe arrivato uno Stato liberale”.

Lieto di essere ospite di questa location l’autore catanese: “I libri ci avvolgono e la cosa ancora più straordinaria è che questo luogo ci è stato concesso in maniera gratuita in un momento di contenitori in affitto per “fare” cultura. Gli enti pubblici in Sicilia chiedono sempre soldi agli organizzatori di eventi culturali di contro non i soldi pubblici non vengono mai investiti in una operazione culturale. In questo deserto non si produce nulla e si precipita in uno sconforto etico profondissimo”.

Venendo al libro. “Non è un testo di storia né di filosofia – spiega lo stesso autore Di Giovanni – piuttosto una narrazione per episodi. E con un aspetto inedito: su quanto il Fascismo disse su Salvemini e personaggi della diplomazia italiana di quell’epoca durante i suoi viaggi in Francia, Spagna; sui delatori, le spie. Il regime utilizzava tutto contro i suoi oppositori”. La presentazione del libro è proseguito col dibattito col pubblico. (r.t.)

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