breaking news

Siracusa| Nuova rete ospedaliera, status quo per Siracusa

Siracusa| Nuova rete ospedaliera, status quo per Siracusa
Sanità
0

Per fortuna il quadro non peggiora ma l’assetto resta invariato. Cimino (responsabile Geriatria Umberto I): “Non si può perseguire la logica di sacrifici e tagli di posti letto per acuti negli ospedali pubblici che non sia supportata da un reale e concreto potenziamento dei servizi ambulatoriali e poli specialistici sul territorio”

Posti letto all’Umberto I di Siracusa per soli acuti 295. Nell’intera provincia lo stesso dato rimanda a 592. Sono cifre che fanno riflettere. Lo stato della salute della sanità in Sicilia è purtroppo prossimo al collasso. Come è ormai noto, le dotazioni organiche degli ospedali siciliani e non, sono notoriamente ridotte all’osso per la mancata assunzione di personale medico e infermieristico, cosi come di altre figure, da anni, da troppi anni. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, basta recarsi nei pronti soccorsi di tutti gli ospedali siciliani, ma anche italiani, per rendersi conto di come la situazione rischi di sfuggire di mano e come gli operatori sul campo debbano fare salti mortali per garantire una prima assistenza quanto meno ai pazienti più gravi.

La carenza di posti letto (soltanto l’ospedale di Siracusa ha perso circa il 45 per cento) è un problema che assume toni davvero drammatici e le possibilità di un ricovero ospedaliero risultano essere davvero difficili. Per avere una idea delle carenze di organico, basti pensare che solo nell’ambito ASP di Siracusa sono vacanti ben 800 posti di lavoro (tra medici, infermieri e quant’altro) su circa 3.200 posti previsti nella dotazione in pianta organica.

E’ palese che la copertura di questi posti consentirebbe da una parte di dare un futuro dignitoso a migliaia di giovani, e non, che aspirano a trovare una collocazione dignitosa e rispondente al proprio curriculum di studi, dall’altro di migliorare dei servizi sanitari che, pur tra mille sforzi e sacrifici che vengono quotidianamente sostenuti dai pochi operatori in servizio, nella percezione dell’utente risultano essere decisamente carenti, soprattutto sul piano alberghiero.

E’ di questi giorni le notizie relative all’approvazione della nuova rete ospedaliera che sembra già avere ottenuto l’approvazione della Commissione Sanità all’Ars. Medici ed operatori sono fortemente perplessi su questo provvedimento legislativo.  Si teme che se definitivamente applicato a livello di Ministero della Salute dovrebbe portare alla soppressione di oltre 215 strutture complesse (ossia di reparti) in tutta la Regione e al declassamento e depotenziamento di parecchi presidi ospedalieri, tutto questo all’interno di una realtà sanitaria siciliana che risulta già essere fortemente asfittica, in sofferenza ed inadeguata alle reali esigenze dell’utenza.

“Per quanto concerne più da vicino la provincia di Siracusa, in base ai dati in nostro possesso – riferisce Alfio Cimino (foto), responsabile  U.O. Geriatria all’Umberto I di Siracusa, nonché segretario  regionale Società Italiana di Geriatria e Gerontologia – l’ospedale di Siracusa insieme a quello unico di Avola e Noto, verrebbero riconosciuti come DEA (dipartimento emergenze di primo livello) mentre l’ospedale di Lentini viene indicato come ospedale di base, nel senso che verrebbero garantiti soltanto pronto soccorso, medicina/ chirurgia e ortopedia. Infine, l’ospedale “Muscatello” di Augusta resiste come presidio in area disagiata (industriale e rischio ambientale)”.

Altro  che progetti enciclopedici, in realtà più un’ospedale da guerra! Ma non è tutto nero. Sembrerebbe che la scure della nuova rete ospedaliera non avrà grosse e negative ripercussioni sulla sanità siracusana in quanto l’attuale assetto locale è stato designato e predisposto dal management locale, e di questo va dato loro merito, nell’averlo configurato tenendo in considerazione quelli che erano i desiderata della legge Balduzzi.

“Mentre le aree metropolitane  dove ricadono i policlinici universitari avranno grosse difficoltà a vedersi riconfermate strutture complesse che spesso risultano essere duplicati o triplicati della stessa disciplina, – spiega Cimino – questo non dovrebbe succedere, se non in maniera quasi risibile, nel nostro territorio dove, tra l’altro, ci sarebbe pen poco da tagliare. Anche se il peso politico delle aree metropolitane, che potrebbero esercitare sui processi decisionali della politica regionale, sicuramente non sarà modesto”.

Ma chi è che comanda realmente sulla sanità siciliana? Partiamo da un assunto: Faraone e Crocetta non si parlano da tempo, e in questa triangolazione con l’assessore Baldo Gucciardi, il fatto che un presidente della Regione Siciliana non comunichi con un sottosegretario alla Sanità, siciliano per giunta, potrebbe bloccare tutto il processo di ricostruzione con gravi ripercussioni sui territori deboli come quello siracusano.

C’è una geografia politica talmente contorta e paradossale che di fatto i due non si parlano, Faraone di fatto ha più volte sconfessato l’operato del presidente della Regione in una sorta di dialogo tra sordi nell’area governativa. C’è il rischio che la sanità in Sicilia venga commissariata? Se cosi fosse saranno lacrime e sangue, nonostante sia riuscita a rientrare nel novero delle regioni virtuose, in pratica superando il piano di rientro pagando un prezzo alto in termini di sacrifici e di tagli.

E’ anche vero che, di solito, chi è virtuoso viene posto come modello e premiato. Non è il caso della Sicilia? Basti guardare la tariffazione: anche in Sicilia i cosiddetti “acuti” costerebbero 800 euro al giorno; in riamimazione (in terapia intensiva) 1.150 euro; per lunga degenza intorno alla metà. Dati ovviamente nazionali, dunque trattasi di tariffa stabilita per tutte le regioni.

Tagli posti letto e potenziamento del territorio. “Non si può perseguire la logica di sacrifici e di tagli di posti letto per acuti negli ospedali pubblici che non sia supportata da un reale e concreto potenziamento dei servizi ambulatoriali e poli specialistici sul territorio – osseerva il dott. Alfio Cimino -. In molti casi, i pazienti sono costretti al ricovero ospedaliero non trovando sul territorio risposte adeguate al loro bisogno di salute e la  possibilità di poter accedere in tempo accettabile alle prestazioni specialistiche ambulatoriali e diagnostiche di cui hanno bisogno”.

E’ noto che i tempi di attesa per prestazioni specialistiche ambulatoriali e diagnostiche, in molti casi, risultano essere inadeguate. Cosa fare? “Insistere un una logica politica che tenda alla sopressione dei posti letto e al depotennziamento degli ospedali, ultimo avamposto della salute pubblica per i cittadini, senza un concreto potenziamento dei servizi specialistici ambulatoriali e domiciliari, risulta essere sicuramente fallimentare”.

Uno sguardo più da vicino al reparto di Geriatria all’Umberto Primo di Siracusa. I posti letto sono stati ridotti da 18 a 14. Diverse le carenze e le figure professionali mancanti: dal fisioterapista agli assistenti sociali, allo psicologo. Lacune anche logistiche: non c’è un ambiente di comfort per familiari e pazienti autosufficienti che riguardi le attività ludico –motorie, oltre a un numero adeguato di ausiliari. Da qui la fuga verso le strutture private sicuramente con grave dispendio economico per l’utenza.

“Ecco perché la sanità pubblica deve comunque continuare a svolgere un ruolo essenziale e fondamentale a tutela delle fasce più deboli della popolazione, in primis anziani fragili e non autosufficienti, disabili e indigenti – dichiara Alfio Cimino – . Cià anche alla luce dell’andamento demografico che evidenzia in modo esponenziale l’aumento dell’età media specie in Italia, ed in virtù delle proiezioni demografiche che confermerebbero questo trend.

“Ciò dovrebbe far prevedere un potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche destinate alla cura e all’assistenza delle popolazioni anziane ed al conseguente potenziamento delle lungo degenze e delle residenze sanitarie assistite al fine di decongestionare gli ospedali pubblici e far sì che il paziente dimesso dagli ospedali ma non ancora perfettamente stabilizzato possa trovare un’asssitenza sanitaria più attenta”. (rosa tomarchio)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com