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Siracusa| Settore edile alla frutta. La Fillea-Cgil provinciale: “Occorre un maggior controllo anche sull’applicazione del contratto”

Siracusa| Settore edile alla frutta. La Fillea-Cgil provinciale: “Occorre un maggior controllo anche sull’applicazione del contratto”
Sindacale
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Le ragioni della crisi senza fine del settore edile sono molteplici e più volte analizzate e commentate, anche in maniera ripetitiva e per qualcuno stucchevole.

350X250METRO QUADROI numeri della disoccupazione sono dilaganti con gli operai passati da 11000 a poco meno di 5000: -60% secco negli 8 anni. Le imprese operanti pressochè dimezzate nello stesso lasso di tempo.

Le opere pubbliche sono ferme al palo con la provincia di Siracusa, fanalino di coda italiano. La manutenzione straordinaria ed il miglioramento energetico del patrimonio edilizio scarsamente incentivato; gli adeguamenti sismici e la rigenerazione urbana, solo titoli rimasti sulla carta senza alcun contenuto. E’ desolante, inoltre, l’assenza totale di grandi opere pubbliche in questo territorio.

Aggiungiamo al terribile quadro brevemente riassunto, il fatto che quelle poche opere già esecutive continuano a non partire ed ecco servita, sul tavolo, la rappresentazione completa del fallimento totale di una intera classe dirigente. I politici pensano solo ai riposizionamenti elettorali e si girano costantemente dall’altra parte quando occorre essere pratici ed efficaci.

Un quadro spaventoso. La FILLEA-CGIL ritiene indispensabile dare un forte segnale alle stanze della politica con iniziative importanti. E a questo ci associamo al grido d’allarme dei giorni  scorsi di ANCE che più volte è stato, in precedenza il nostro grido. E’ ora che le segreterie politiche pensino al lavoro e non alle competizioni interne ed elettorali.

Ma al netto di questa descrizione desolante, riteniamo inaccettabile assistere alla inefficacia di leggi e contratti e ci chiediamo come possa essere possibile assistere –silenziosi-  a opere pubbliche edili che non vengono denunciate come tali!?

Prendiamo, per esempio, i lavori al Porticciolo turistico Xifonio ad Augusta. Ci appelliamo al Comune di Augusta, alla Capitaneria di Porto di Augusta, all’Ance e alle autorità preposte per intervenire e verificare se a quelle opere debba essere, o meno, applicato il contratto edile.

Come più volte ha dichiarato il Ministero del Lavoro che il contratto da applicare debba sempre essere quello prevalente. E ad occhio e croce appare evidente che vi sia una prevalenza di lavorazioni edili in quel cantiere. Tutto questo è lecito? Vorremmo ancora capire se leggi e contratti ad Augusta, come nel resto della provincia, valgano o sono un optional a discrezione delle imprese che sul risparmio dei costi contrattuali fanno i loro profitti. Non è quella la nostra priorità. Rispettare i contratti significa innanzitutto rispettare l’incolumità degli operai. Mai questo aspetto deve essere considerato  secondario, rispetto a tutto il resto.

Ma non riteniamo direttamente responsabili le imprese. La responsabilità è praticamente tutta nelle mani della cosa pubblica che continua ad accorciare il raggio di azione e di verifica.

E come dimostra questo triste tempo dove tutti pensano che deregolamentare serva a crescere ed invece serve soltanto a penalizzare i deboli, è necessario un grande patto provinciale con sindacati, associazioni imprenditoriali e rappresentanti dei Comuni per un vero monitoraggio delle attività edili e della loro regolarità. In ballo vi è, innanzitutto la sicurezza ( applicare interamente il contratto edile comporta il rispetto di protocolli di elevata precisione ), e poi la formazione e tutte le prestazioni previste dal contratto nazionale, quindi difesa del potere d’acquisto dei lavoratori del settore.

(Salvo Carnevale, Segretario Generale Provinciale FILLEA-CGIL Siracusa)

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