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Lentini| Processo “Uragano”, la soddisfazione dell’Antiracket dopo le prime condanne

29 aprile 2017 | by Silvio Breci
Lentini| Processo “Uragano”, la soddisfazione dell’Antiracket dopo le prime condanne
Cronaca
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Due lentinesi condannati rispettivamente a 16 anni e a 12 anni e 2 mesi di reclusione. Appello dell’Apilc a un maggiore impegno degli imprenditori nel contrasto alle attività malavitose che minacciano le loro imprese.

350X250METRO QUADROLa soddisfazione dell’Apilc. Le prime condanne al processo scaturito dall’operazione “Uragano”, che nell’aprile dello scorso anno portò al fermo di 17 persone, quasi tutte di Lentini, ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, estorsioni, rapine e furti, fa esultare l’Associazione antiracket di Lentini e Carlentini, che si è costituita parte civile al processo insieme al Comune di Lentini.

banne 300 x250 vogue. 2gifOperazione “Uragano”, le prime condanne. Nei giorni scorsi, infatti, il Tribunale penale di Siracusa (presidente Alessandra Gigli, a latere Carla Frau e Concetta Zimmitti) ha inflitto 16 anni di reclusione al lentinese Francesco Pappalardo e 12 anni e 2 mesi a un altro lentinese, Sebastiano Buremi. Entrambi avevano chiesto e ottenuto lo stralcio della loro posizione. A conclusione della requisitoria, il pubblico ministero Alessandro La Rosa aveva chiesto 19 anni per Pappalardo e 14 per Buremi. I due lentinesi sono stati condannati anche al risarcimento nei confronti delle parti civili. Il Pappalardo è stato condannato per un furto di attrezzi da lavoro del valore di 25 mila euro a una ditta di Lentini, poi restituiti a fronte di un “cavallino di ritorno” di 1.300 euro, oltre che per il furto di tre ciclomotori, per l’estorsione al proprietario di una vespa e per aver tagliato centinaia di alberi per costringere un imprenditore ad assumere alcune persone. Il Buremi, invece, è stato condannato per una rapina in casa di una donna e, insieme al Pappalardo, per un’altra rapina in casa di un’altra donna, per porto illegale di armi, per il furto di due autovetture e per la tentata estorsione ai danni delle proprietarie delle auto.

Appello a un maggiore impegno degli imprenditori. «La nostra associazione, che assieme al Comune di Lentini si era costituita parte civile in questo processo – afferma il presidente Salvatore Giuffrida – esprime soddisfazione per questa prima decisione e guarda con interesse all’esito dell’intera vicenda processuale. A fronte delle meritorie attività delle forze dell’ordine e degli organi giudiziari – prosegue – ora gli imprenditori del nostro territorio sono chiamati a un maggiore e diretto impegno nel contrasto alle attività malavitose che minacciano le loro imprese. La denuncia e la collaborazione con le forze dell’ordine può liberare le attività economiche dalle minacce estorsive e la lunga storia di imprenditori che si sono avvalsi del sostegno della nostra associazione dimostrano che questa è l’unica strada percorribile».

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