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Augusta| Il Governatore della Confraternita dei pescatori di S.Andrea Giulio Morello sollecita alla distensione

Augusta| Il Governatore della Confraternita dei pescatori di S.Andrea Giulio Morello sollecita alla distensione
Attualità
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“Il CORPUS DOMINI di 3 anni fa segnò una frattura e l’inizio dei dissidi tristemente noti a tutti….Facciamo grande gesto di umiltà, diamo un piccolo grande segno di distensione e comunione!”

Al fine di fare chiarezza alle molteplici voci che si susseguono in Città, io Governatore della Confraternita dei pescatori di S.Andrea, per evitare ulteriori divisioni e tensioni con le altre Confraternite, ho accolto l’invito dei nostri Rev.di Padri Rettori accettando di partecipare alle funzioni in onore al Santo Patrono SAN DOMENICO senza insegne, accettando inoltre di non uscire in processione la sera del 24 Maggio per permettere al Fercolo di San Domenico di percorrere 4 strade.

L’assenza delle insegne non ci ha impedito di onorare il Santo Patrono, partecipando anche attivamente in collaborazione a colui che ha l’onere  dei festeggiamenti, cioè l’Arciprete,  anzi ci ha fatti sentire ancora più uniti come Popolo di Dio accomunati dalla devozione e dal rispetto verso il Patrono.

Per partecipare alle processioni del Santo Patrono non occorrono certo stendardi, medaglioni o altri segni distintivi!

Pare opportuno prendere coscienza che alla fine dei nostri giorni terreni non ci verrà chiesto se siamo stati CREDENTI ma se siamo stati CREDIBILI nella fede che abbiamo professato.

Il CORPUS DOMINI di 3 anni fa segnò una frattura e l’inizio dei dissidi tristemente noti a tutti.

Propongo dunque un grande gesto di umiltà da parte di TUTTI per il Corpus Domini di quest’anno: partecipiamo con insegne e “torcioni infiorati” alla processione del SS. SACRAMENTO.  La Santa Eucarestica è COMUNIONE e non DIVISIONE.

Facciamo dunque questo grande gesto di umiltà, diamo un piccolo grande segno di distensione e comunione!

Cerchiamo di maturare, tutti indistintamente, il senso di apparenza a DIO piuttosto che a tangibili segni esteriori che mettono solo in risalto le nostre facce piuttosto che la nostra fede”. 

Giulio Morello

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