breaking news

Augusta| In una calda sera estiva è tornato Antonino Caponnetto

10 agosto 2017 | by Michela Italia
Augusta| In una calda sera estiva è tornato Antonino Caponnetto
Spettacolo
0

Suona strano chiamarlo col suo nome ma tant’è. Brigantony o per alcuni semplicemente il Maestro è stato accolto ed osannato dai presenti al CRDD.

Si è esibito per due ore insieme alla sua band (dove la figlia Alessia Caponnetto è la seconda voce). Pregevolissimi artisti hanno conferito dignità a quei brani spesso (e ingiustamente) ricordati solo per l’ironia e la sagacia.

Brigantony

Quasi 500 le canzoni da lui composte nell’arco di una carriera che ancora oggi continua. È innegabile, il Maestro avverte la stanchezza degli anni, ma la trasgressione dei suoi capelli (oggi bianchi) appare immutata. A lui il merito di aver rinnovato la canzone siciliana attualizzandola nei temi. Tante canzoni oggi ci raccontano i nostri giorni, altre hanno il sapore dei tempi andati. La sua genialità ha trovato ampio consenso in Sicilia ma ancor di più all’estero. Nella sua variegata produzione ci sono le cover (Cammela, Mi stuppai na fanta, Mi futteru u runali…), le canzoni sugli alimenti (U Cannolu, A Sasizza, A Sucalora…), le scenette (Funarale, Scenetta a Sorpresa, U Magu Mpracchiapareddi, L’intervista), gli stornelli, le tematiche sociali (Cassa malatia, Tunnamu ca lira…).

Poco conosciuti sono gli omaggi a quel poeta catanese, Micio Tempio, che con la potenza della sua penna mise in ginocchio i più potenti. Qualcuno definisce “vastase” le sue canzoni per le allusioni spicciole a tematiche sessuali. Eppure è interessante notare come nelle sue canzoni, per parlare dell’organo genitale maschile, abbia mutato lemmi così originali. Ecco che troviamo: Faviana, Citrolu, Cannolu, Sasizza, Alivu, Ciaramedda, Ciccibella, Pisci, Sfinciuni, Vrazzu, Supprissata, Dda cosa, presa, Gibbu, Piricuddu…

Brigantony è rock, pop, blues, cha cha cha… È un sorriso sornione, è una lattina di fanta, è il colore di una terra che riesce ancora a ridere delle piccole (o grandi) sventure quotidiane.

Lunga vita al Maestro, torni ancor a a trovarci “papareddu do nostru cori”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *