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Augusta| Stop agli studi della Commissione Comunale di Storia Patria

Augusta| Stop agli studi della Commissione Comunale di Storia Patria
Attualità
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Dal novembre del 2015, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione, la Commissione ha dovuto cessare il suo compito normato dallo Statuto fondativo.

Cettina Di Pietro e Pino Carrabino

Da qualche tempo si è tornato a discutere della Commissione Comunale di Storia Patria, Istituzioni e Ricerche che dal 1965 ha condotto studi e ricerche per riscoprire Augusta e il suo patrimonio materiale e immateriale. Un lavoro che nel tempo ha visto tanti studiosi e appassionati dedicarsi al servizio della città in maniera del tutto gratuita e volontaria.

Furono Elio Salerno, Tullio Marcon, Mario Mentesana, Giovanni Vaccaro, Peppino Amato tra coloro che diedero vita al “Notiziario Storico di Augusta”, bollettino ufficiale della Commissione che nel 2015 ha raggiunto il 35° numero. Anch’esso, come i precedenti, presentato nel salone del Palazzo di Città in una conferenza presieduta dall’attuale Sindaco avv. Cettina Di Pietro che in quel contesto annunciò ufficialmente l’imminente rinnovo dei dieci componenti della Commissione dopo all’attenta valutazione dei curricula dei partecipanti al concorso bandito dall’Amministrazione Comunale.

Ma da quella sera il silenzio regna sovrano!

Abbiamo chiesto all’ultimo presidente Giuseppe Carrabino di illustrarci il perché sono state sospese le attività culturali; perché non garantire la continuità fino al passaggio delle consegne così come previsto in tutte le istituzioni democratiche ?  

In effetti da parte del Sindaco Di Pietro mi è stata notificata la decadenza della Commissionedichiara Carrabino – e nel contempo di assicurare l’ordinaria amministrazione; successivamente sono stato invitato a consegnare il rendiconto e la cassa della Commissione. A distanza di qualche tempo sono stato altresì invitato dal Sindaco e dall’assessore Sirena a sospendere ogni genere di attività in quanto coloro che avevano partecipato ai bandi potevano in qualche modo risentirsi. Peraltro mi è stato riferito che essendo decaduta la Commissione non avrei dovuto fare alcun riferimento ad essa in quanto non più legittimato al ruolo di presidente. Non so chi abbia pressato al riguardo, ma è certo che abbiamo dovuto interrompere l’attività”.

Salvatore Romano

Tutto questo – come riferisce Salvatore Romano, già membro della Commissione, – è avvenuto mentre eravamo al lavoro  per la pubblicazione del N° 36 del “Notiziario Storico di Augusta” e del N° 3 della nuova collana “Claradea” (pubblicazione istituita dalla Commissione dimissionata). Nel corso della sua lunga attività la Commissione ha pubblicato interessanti monografie sui personaggi augustani che si sono distinti nel campo della medicina, della cultura, della carriera militare, della musica. Studi sui principali monumenti e sulle tradizioni civiche e religiose, sulle ricerche archeologiche e le vicende storiche della città.

Negli ultimi anni, nell’ambito di una rinnovata azione al servizio della comunità, la Commissione ha curato l’organizzazione di numerosi appuntamenti: la celebrazione del centenario della Grande Guerra e il novantesimo del Monumento ai Caduti promosso di concerto con il Comando Marittimo di Sicilia, il Museo della Piazzaforte e il Lions Club. Un programma che ha avuto il riconoscimento del prestigioso logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale. Celebrato altresì il bicentenario dell’Arma dei Carabinieri con una ricostruzione storica della presenza dell’Arma in città e che ha visto la partecipazione delle autorità civiche e militari e il cap. Federico Lombardi, Comandante della Compagnia Carabinieri di Augusta. E’ doveroso altresì ricordare la preziosa collaborazione del mondo accademico e in particolare del prof. Eugenio Magnano di S.Lio e degli studenti della facoltà di architettura che ormai, stabilmente, analizzano e studiano approfonditamente il nostro patrimonio monumentale il cui frutto fu proprio la dettagliata monografia sulla Chiesa delle Anime Sante con la ricostruzione minuziosa dei progettisti e delle maestranze impegnate nella realizzazione di quello che a ragione può considerarsi la punta di diamante dell’architettura religiosa in Augusta.

Purtroppo – aggiunge Carrabino – non posso nascondere gli interrogativi di quanti da sempre seguono con particolare interesse i programmi della Commissione per l’immotivata costrizione all’interruzione delle attività, attività che potevano essere svolte regolarmente in questi anni in attesa della ricomposizione della nuova Commissione.

A suo tempo abbiamo consegnato al vice sindaco dott. Giuseppe Schermi alla presenza del Sindaco stesso, il rendiconto e il libretto di deposito bancario con le donazioni di quei cittadini che hanno sostenuto con liberalità l’attività della Commissione. Un dettaglio di non poco conto perché la Commissione da me presieduta è stata insediata dal prefetto Librizzi senza percepire alcun contributo né da parte del Comune né da altri Enti Pubblici, ma solo da privati cittadini per essere impiegati nella stampa delle pubblicazioni.

Seguendo l’evolversi della questione riguardante il rinnovo delle istituzioni culturali comunali, il suddetto stato di amarezza e perplessità si è ulteriormente aggravato, avendo assistito all’adozione di due pesi e due misure. Infatti, la medesima interruzione delle attività non è stata intimata al Museo della Piazzaforte che invece ha regolarmente svolto il suo prezioso programma per il bene e la promozione culturale della Città. Per dovere di cronaca anche l’avv. Forestiere ha consegnato il rendiconto del Museo e l’esiguo fondo cassa. Così mentre la Commissione di Storia Patria è stata messa a tacere, il Museo ha continuato a lavorare con regolarità, sia attraverso la puntuale apertura dei locali, sia collaborando con altre realtà culturali e istituzionali nell’organizzazione e svolgimento di conferenze, esposizioni e convegni. Attività meritorie dove l’amico Antonello Forestiere ha potuto partecipare e intervenire a nome del Museo senza alcuna censura.

DURA LEX, SED LEX, “La legge è dura ma è legge”, ci siamo detti da subito rimettendoci alla volontà dell’Amministrazione anche se si tratta di scelte che non possono essere condivise. Ma la legge non deve essere uguale per tutti ? Appare chiaro che nella gestione di questa vicenda che investe il rinnovo delle istituzioni culturali cittadine è stato impiegato criteri differenti e non condivisibili. Se per il rinnovo dello Statuto del Museo della Piazzaforte, il Direttore è stato coinvolto con i suoi preziosi consigli e suggerimenti, per la Commissione né il Presidente, né tantomeno i singoli membri sono stati chiamati a dare il loro contributo. Lo Statuto è stato modificato e il presidente sarà scelto dall’amministrazione in carica attraverso i bandi, una sorta di Direttore imposto, non più espressione della volontà dell’assemblea. In passato il presidente veniva eletto democraticamente dall’assemblea, mentre con una recente modifica al bando iniziale del 2015 l’amministrazione ha deciso di selezionarlo direttamente tramite bandi.

La sospensione dell’attività della Commissione di Storia Patria e il suo disatteso rinnovo – afferma Salvatore Romano – hanno procurato solo danni e determinato la mancata organizzazione di appuntamenti importanti per la collettività. Appuntamenti valorizzati anche dalla partecipazione e dal contributo di studiosi e docenti universitari che con le loro importanti ricerche archivistiche hanno contribuito a far luce sulla storia della Città. E’ innegabile che a livello individuale abbiamo continuato ad operare con le nostre ricerche e i nostri studi, accettando di intervenire quali relatori per conferenze, incontri e convegni, ma ciò che si aspettava la cittadinanza con la pubblicazione del Notiziario è stato purtroppo disatteso e nel contempo il vuoto lasciato è stato colmato dal nulla.

Riteniamo – conclude Carrabino – dover chiedere scusa a quanti in questi cinquant’anni hanno dedicato tempo ed energie nello studio e nella ricerca della Storia Patria per non essere riusciti a garantire la continuità dell’istituzione culturale; scusarci altresì con i tanti collaboratori, ricercatori e docenti universitari che hanno apprezzato il lavoro da noi avviato offrendo i loro studi per la pubblicazione sul Notiziario”.

Riteniamo altresì sia giunto il momento di cogliere quell’invito che il mondo accademico ha formulato a ciascuno di noi, quello cioè di avere il coraggio di dar vita ad una istituzione culturale sganciata dalla politica che possa mettere insieme quanti hanno a cuore la Storia Patria. Non possiamo che condividere il suggerimento che veda tutti gli appassionati della materia a scendere in campo per superare insieme questo atteggiamento che mortifica la cultura e l’immagine della Città. Gli studi della Storia Patria non possono essere limitati e condizionati nel tempo e interrompersi in relazione alle legislature o del Sindaco di turno”.

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