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Rosolini| Caso Pirri, incidente domestico o omicidio? -Video

7 settembre 2017 | by Rosa Tomarchio
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Cronaca
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Rosolini, il 7 marzo la donna giunse in ospedale con gravi ustioni su tutto il corpo in seguito all’esplosione della bombola del gas. Ma il figlioletto, dieci anni, unico testimone: “Nonna, papà ha bruciato la mamma!”

IEMMOLO Sebastiano

Caso Pirri a Rosolini, nuovi colpi di scena. Omicidio e non incidente domestico. Cosi è stato ribadito stamane in conferenza stampa dal procuratore capo del Tribunale Francesco Giordano affiancato dal Pm Salvatore Grillo e dal dirigente del commissariato di Pachino Maria Antonietta Malandrino.

Un risultato a cui gli organi inquirenti dopo mesi di investigazioni e verifiche scientifiche, ma soprattutto attraverso la chiave data dall’unico testimone oculare nel corso della lite tra i due conviventi Laura Pirri (31) e Sebastiano Iemmolo (36): il figlio di dieci anni. “Nonna, la mamma è stata bruciata da papà” avrebbe riferito il piccolo alla nonna materna accorsa in aiuto della donna colpita gravemente dalle fiamme del fornellino a gas, in una prima ricostruzione per via dell’esplosione.

Le parole del bambino hanno dato il via alle indagini dietro coraggiosa denuncia della famiglia della Pirri. Oggi è stata accolta la misura cautelare dell’unico indiziato, il convivente che, secondo una prima ricostruzione scientifica e d’ascolto, avrebbe cosparso la donna di liquido infiammabile, dandole fuoco, in seguito a una lite scaturita da una richiesta negata di venti euro avanzata dalla convivente al suo uomo.

Ad assistere a questa presunta agghiacciante scena il figlioletto. Le urla della lite, l’ennesima, sono state riferite dai vicini interrogati dagli inquirenti. La donna, che ha riportato ustioni gravi su tutto il corpo, è spirata in ospedale dopo 18 giorni di agonia.

Non è un punto d’arrivo bensì di partenza – ha dichiarato Giordano ricostruendo i fatti – non è nemmeno un fatto autocelebrativo ma dare il giusto peso a un’attività investigativa impegnativa nell’interesse del cittadino e della famiglia che con coraggio ha denunciato. E’ la prova che quando si scava davvero a fondo i risultati arrivano sempre. Adesso ci aspettano delle scadenze molto importanti ma non ci tiriamo indietro”.

Il Pm Grillo ha sottolineato il lavoro di squadra appassionato: “Un plauso alla polizia operante che ha preso per i capelli una vicenda che inizialmente sembrava un incidente domestico. Un plauso anche alla famiglia Pirri che ha avuto il coraggio di denunciare i fatti con il conseguente avvio delle indagini che hanno avvalorato la tesi accusatoria.

Precisa la ricostruzione della dirigente del commissariato di Pachino, Malandrino: “I fatti guarda caso sono accaduti il giorno prima della festa della donna, nel contesto di un degrado familiare riferito anche dai vicini; la donna stava cucinando con un fornellino a gas, alla sua richiesta di venti euro al convivente, poi negata, sarebbe stata cosparsa di liquido infiammabile dal suo uomo che le avrebbe cosi dato fuoco. Unico testimone come gia detto il figlio di dieci anni e i vicini che avrebbero sentito l’ennesima lite, una serie di atti di violenza scaturiti nell’atto finale, l’ultimo, femminicidio. Altro elemento, l’uomo avrebbe cambiato la sua deposizione originale (l’esplosione della bombola a gas) creando altre scusanti in sua discolpa. C’è ancora da lavorare tantissimo. Il caso non è chiuso”.

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