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Siracusa| Musumeci: “La mia una squadra moralmente ineccepibile”

11 ottobre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Musumeci: “La mia una squadra moralmente ineccepibile”
Politica
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Breve passaggio nei vari comitati elettorali in provincia poi l’incontro con le categorie e le imprese. Nello Musumeci, il candidato presidente del centro destra. Rigenerare la Sicilia partendo dai giovani e dalle imprese.

Giro di visite a Siracusa e in provincia del candidato presidente Nello Musumeci che ha incontrato categorie ed i comitati elettorali dei suoi “uomini” che si apprestano ad affrontare questa difficile e lunga competizione. Tra questi Paolo Cavallaro (“un ragazzo cresciuto a pane e politica e che farà sicuramente parte della mia squadra moralmente ineccepibile”, aggettivo a cui l’ex presidente della commissione antimafia tiene in modo particolare) che si è presentato al suo elettorato sventolando la bandiera “Diventerà Bellissima”. Una sfida volta alla rigenerazione della Sicilia, del tessuto economico di una regione che giunge al voto del 5 novembre con non poche falle. Nel pomeriggio Musumeci ha incontrato la piccola e media impresa nei locali del CNA.

Investimenti che scarseggiano nonostante le belle idee e i buoni propositi di molte aziende competitive nel mercato eppure frenate dalla liquidità e dalla tassazione lorda assurda (66%). E poi c’è il problema vero della legalità contro vigliacchi – cosi li chiama i mafiosi Gianpaolo Miceli -; in questo momento ci sono 190 milioni di euro fermi alla Regione che determinerebbero degli investimenti per circa 700 milioni di euro. Intervento ponderato, tempi certi, non farlo è veramente una follia, pensare di avere dei soldi e non spenderli!

Turismo da overbooking in Sicilia, a Siracusa, eppure poco controllato. E poco assistito. “In questi anni ne abbiamo parlato molto, di ascolto ne abbiamo avuto poco – ha sollecitato Miceli -. Serve soltanto una strategia chiara del turismo, stabiliamo insieme come e cosa. Altrimenti gli investimenti non verranno se non diamo idea di futuro, senza mille rivoli di bandi ma quattro assist chiari e precisi. Non possiamo attendere altri quattro anni”.

Altri cinque appuntamenti sino a mezzanotte attendono l’aspirante presidente della Sicilia: “Ho un vantaggio rispetto agli altri, ho governato una provincia di un milione e 200 mila abitanti e grazie a Dio penso di non essere stato il peggiore. Mettere al centro l’impresa, qualunque essa sia, attraverso il concetto che il danaro pubblico puo diventare un ammortizzatore sociale che ha soddisfatto le richieste occupazionali. Ma favorendo l’occupazione non abbiamo favorito il lavoro perche è l’impresa che crea il vero lavoro e muovere l’economia di un territorio”.

“Troveremo tanti ostacoli, il primo nemico, a parte la criminalità e mafia (su cui si deve confidare sulla capacità dell’imprenditore di restare impermeabile) è la burocrazia, i tempi regionali non sono compatibili con quelli dell’impresa. E con quelli del governo regionale. Ai miei tempi una pratica veniva esitata in due mesi. Altrimenti non capirei come mai presi 117 mila voti. La mia unica tangente? Accettare ogni tanto dal mio autista un mazzo di verdura maritata. Il mio è l’unico “pizzo” che conosco.

Dunque, sburocratizzazione. L’imprenditore deve avere in tempi certi tutti gli atti per aprire la sua impresa. Altra diseconomia, quella del credito. Crocetta ci aveva detto che l’Irfis avrebbe sostenuto le piccole imprese, oggi fa concorrenza alle grandi banche. La Crias, l’Ircac, potrei anche farne a meno di questi enti di sottogoverno, ma se la soluzione non è l’accorpamento vorrei capire perche si perde troppo tempo. Io proporrei lo snellimento.

Infrastrutture. Quale ricaduta sul piano occupazionale? “Mancano i cantieri in Sicilia, opere ferme a causa per un Vas. Si metterebbero in moto tre miliardi di euro. Perche non pensare alla riqualificazione dei centri storici? Vedi Ortigia. Restauro, scalpellini, consolidamenti. Stessa attività per l’edilizia. Puntiamo su ciò che già possediamo. Abbiamo il pericolo sisma però non abbiamo una vera Protezione Civile”.

Offerta turistica. 30% in più? “Ma è naturale che noi siamo una buona alternativa all’Africa. Il problema è che non riusciamo a sfruttare questa occasione. A me interessa la destagionalizzazione. Dobbiamo essere noi a cercare i turisti. Oggi la concorrenza si gioca sul vettore, sul costo del servizio e del prodotto. Siamo sicuri che i musei sono aperti? Tutti? Manca un unico marketing, un unico circuito. Il vero problema è la formazione dei lavoratori.

Mi presento ai miei elettori da uomo libero, da politico senza un partito alle spalle. Credo che sono stato scelto perche posso garantire competenza, libertà e giustizia. E’ mia intenzione superare gli ostacoli di questa isola avvalendomi della collaborazione delle categorie professionali. Non so ancora con quali soldi, ma ricominceremo da zero. L’importante è avere le idee chiare, ridare fiducia alle imprese, specie a quelle che potrebbero venire da fuori, spesso scoraggiate dalla mafia, dal pizzo e dalla mancanza di innovazione tecnologica.

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