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Siracusa| Sfiorata tragedia in raffineria. Operaio sottosservazione

17 ottobre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Sfiorata tragedia in raffineria. Operaio sottosservazione
Cronaca
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Incidente in fabbrica, impianto Isab Nord: “Altri 30 secondi e sarebbe stata “morte bianca”. Devo la vita al capo dei Vigili del fuoco aziendali, ai colleghi e al medico. E a mio padre, il mio angelo anche nelle mie lotte sociali e per una sanità più giusta”.

Altri 30 secondi e sarebbe successo il peggio. La forza di reagire, lanciando l’allarme prima di perdere i sensi ed il pronto intervento dei vigili del fuoco hanno davvero evitato il peggio. Un operaio Isab (nord) ieri ha sfiorato la cosiddetta “morte bianca”. Si trovava sul posto di lavoro, si accingeva a eseguire una operazione di routine (cosi racconta), l’avviamento dei compressori recupero gas (in pratica scaricare il gas miscelato H2S, So2, ammoniaca, etc) in “fogna”. “Ma la “fogna” era aperta – racconta l’operaio – quindi i gas sono andati in atmosfera, mi ha investito una forte nube e sono svenuto”.

Una volta caduto a terra ho perso conoscenza, ma ho avuto la prontezza di dare l’allarme via radio. Credo che il collega abbia visto dalle telecamere e ha attivato immediatamente i soccorsi. Mi ha salvato la vita G. il capo dei Vigili del Fuoco aziendali. Se ancora sono vivo lo devo pure a tutti i colleghi e al medico di fabbrica. Poi non ricordo più nulla. Mi hanno raccontato che ho già in ambulanza ero privo di sensi”.

Il giovane operaio trema solo al pensiero di “morte bianca” sventata. “Potevo rimanerci secco – esclama dopo aver passato una notte sott’osservazione al pronto soccorso di Siracusa – anche qui situazione assurda una sola infermiera per tutto il reparto”. Le sue condizioni, per fortuna, non sono disperate. Si sta pian piano riprendendo, anche se i polmoni sono “infiammati”, la testa una girandola e nausea e vomito”. Ma la rabbia e la voglia di far sapere prevalgono su tutto. E dal pronto soccorso F. inizia a raccontare.

Il reparto è lo stesso, dove persero la vita Salvo Ganci, Salvo Pizzolo e Michele Assente a distanza di un anno l’uno dall’altro. Da sempre ho lottato a denti stretti per la vita, nel mio paese mi occupo di sociale e ho ingaggiato mille battaglie in prima linea contro l’inquinamento e la prevenzione dei tumori anche a causa delle industrie. Per fortuna ho un angelo che mi assiste, mio padre, che in questi anni di lotte sociali per una sanità più giusta c’è sempre stato”.

Altro dato, la procedura. Secondo la “vittima” si tratterebbe di una procedura “inadeguata”, segnalata da tutti in diverse occasioni. Già in passato ci sarebbero stati problemi similari. Tragedia sfiorata. Una fortuna che il protagonista oggi possa raccontarla.

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