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Siracusa| Ultimo appello. Paolo Cavallaro (Musumeci): “Con me quei giovani che non si vendono per un panino”.

3 novembre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Ultimo appello. Paolo Cavallaro (Musumeci): “Con me quei giovani che non si vendono per un panino”.
Politica
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Chiuderà la sua campagna elettorale con gli amici passeggiando per Ortigia ed incontrando la gente. Cosi ha deciso il candidato all’Ars di “diventerà bellissima” che sostiene alla presidenza Nello Musumeci. “Ritengo che abbiamo fatto abbastanza, stasera si prosegue in serenità senza comizi pubblici e adunate. La gente è stanca e delusa”.

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E’ finita l’epoca dei comizi in piazza. Non ha più senso ormai trascinare gente in piazza. Gli elettori sono stanchi, amareggiati, non è facile radunarli come un tempo. E Paolo Cavallaro queste cose le sa benissimo perchè ha vissuto i tempi “belli” della politica (il padre Mario Cavallaro è stato presidente della Provincia e deputato regionale), dei comizi in piazza ai tempi di Almirante. Il suo è un debutto diverso. “Sicuramente entusiasmante, ho consociuto tante belle persone che hanno passione per la cosa pubblica – dice Paolo Cavallaro di “diventerà bellissima” a sostegno di Nello Musumeci – che mi appoggiano senza chiedere in cambio nulla. La cosa più bella la libertà da entrame le parti.

“Ho avuto il piacere di guardare tutti in faccia, dritto negli occhi, non avendo scheletri negli armadi. Persone che mi dicono che mi voteranno perchè liberi, perche si sono fatti da sè. Giovani che mi hanno detto di votarmi e “Io non mi vendo per un panino”. Al di là di come andra a finire, ho creato un punto di partenza solido, un gruppo umano che contiuerà il progetto politico per il territorio. Non ha ancora un nome questa nuova creatura fondata sull’entusiasmo e dalla serenità di chi, come me, ha un lavoro.  Non cerco e non offro posti di lavoro, sono nelle migliori condizioni per affrontare qualsiasi risultato venga da questa campagna elettorale”.

Appello al voto: a prescindere dal votare Cavallaro. “Bisogna votare perchè cosi possiamo cambiare le nostri sorti, chi non lo fa assassina la speranza, quel poco, nel cambiamento. Ciascuno deve portare un secchio d’acqua per spegnere l’incendo nella casa che è di tutti. Ognuno ha questo dovere. Anche se sbaglia, perchè il diritto di voto in una democrazia è imprescindibile e va difeso con le unghie e coi denti”. (r.t.)

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