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Siracusa| Dedicato ad Enzo Maiorca. E ad una città che dimentica troppo in fretta

13 novembre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Dedicato ad Enzo Maiorca. E ad una città che dimentica troppo in fretta
Attualità
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Enzo Maiorca è un Eroe greco. Inizia così l’appassionato ricordo di Fabio Granata del Re degli Abissi scomparso un anno fa. La città lo salutò con i grandi onori di un concittadino illustre. “Ma oggi sembra aver dimenticato in fretta”.

“Enzo Maiorca è un Eroe greco. Non solo per la inesauribile spinta vitale a superare limiti naturali e interiori ma perché strettissima è la connessione tra Identità greca e Mare. Un mare a un tempo interiore e esterno,un mare capace di custodire lasciti e differenze,radici e identità,curiosità e apertura. Una visione politeista,tragica e mitologica. Una visione mediterranea. Tutto questo in Grecia è legato al Mare come se esistesse un’omologia strutturale tra la sua configurazione geografica nel rapporto frastagliato tra terra e mare e la sua cultura.

Questa “visione” ha caratterizzato sia la madre Patria che le Colonie e, in misura ineguagliabile, superlativa e unica, la più importante di queste ultime: Siracusa, Capitale della Grecia d’Occidente. La Città di Enzo Maiorca. Mesopotamia: la Civiltà ha le sue origini in Oriente in un Terra contenuta tra le acque di due fiumi. Ma poi la Civiltà si disloca da Oriente in Occidente ,dal pieno della Terra al vuoto del Mare: in Egitto, a Creta e in Grecia. E poi dalla Grecia in Sicilia.

A Siracusa, dove tutto ha inizio 2750 anni fa. Era il 734 a.c. Enzo Maiorca è un discendente della nobile stirpe Corinzia. Uomini di mare e d’avventura che disegnarono uno spazio,profilarono un orizzonte storico e geopolitico inedito ,tracciarono non il limite di un confine ma il grande spazio di un mare bordato da terre: il Mediterraneo . Il “Mare di mezzo” non ostacolo o barriera invalicabile ma “luogo dell’Anima” che connette, veicola, trasmette merci e idee, parole e immagini, arti e mestieri e include divinità, paesaggi, natura. Viene alla mente Braudel: “Che cosa è il Mediterraneo? Mille cose insieme…. Non è un paesaggio ma innumerevoli paesaggi. Non un mare ma un susseguirsi di mari …un crocevia antichissimo.

Da millenni tutto vi confluisce complicandone e arricchendone la storia: bestie da soma, merci, idee, navi, religioni, modi di vivere” Solida la terra, compresa tra certi limina su cui si incidono come segno indelebili vie e percorsi. Fluido il mare,dove tutto scorre e in cui l’itinerario tra un punto e un altro va tracciato ogni volta di nuovo e la rotta è sempre da inventare. E il rapporto con il mare stimola il pensiero e produce conoscenza.

Enzo Maiorca discende da Ulisse. Limiti ricercati nelle profondità marine o nelle rotte inventate poco importa:limiti comunque da vincere e oltrepassare. Limiti sopratutto interiori. A Siracusa nasce il logos del pensiero Occidentale trattando gli elementi fisici come concetti. La grandezza della civiltà greca e mediterranea non è altro che il frutto di questa complicità creativa tra uomini e ambiente naturale che altrove hanno rapporti di aperta e definitiva ostilità. Forse è perché qui gli uomini, per la prima volta, non hanno dovuto spendere tutte le loro energie per sopravvivere e sono così riusciti a sperimentare forme superiori di convivenza, più aperte alla reciproca curiosità,alla stabile negoziazione commerciale,alla diplomazia e agli scambi culturali:la rete della tradizione cosmopolita che collega le diverse sponde del nostro mare rappresenta il nucleo fondativo di un preciso carattere. Di una vera “ragione mediterranea”.

Enzo Maiorca è il custode del Mare. E da custode ha trasmesso il suo lascito alle figlie Rossana e Patrizia. Personalità e identità solari,aperte e caratterizzate da un atteggiamento esistenziale e spirituale che parla di avventura, coraggio, rispetto della natura, amore. Anche loro indivisibili, nonostante il Fato.

Per questo Enzo Maiorca silenzioso e solitario eroe greco, è situato in uno spazio metafisico posto idealmente a Nord di una Idea-la Grecia- e a Sud di un amore – quell’Italia da lui tanto amata. Era bello osservarlo passeggiare assorto e attento con la inseparabile Maria tra le stradine d’Ortigia, con quel suo aspetto da Viaggiatore attento e curioso. Portatore di un ri-guardo straordinario e permanente per la sua Città. Ri-guardo come rispetto e volontà di tornare incessantemente a guardarla per scoprire ogni giorno cose nuove.

Enzo Maiorca è un combattente. Tante battaglie combattute sempre a viso aperto. Alcune vinte,altre perdute. Ma sempre nell’interesse generale e in difesa dei beni comuni. E in questi ultimi anni ,contro la follia industriale….il riemergere di una speranza e di una nuova consapevolezza culturale attraverso il recupero di spazi,monumenti,paesaggi urbani e naturali salvati dal cemento e dalla speculazione.

Enzo Maiorca è un Greco d’Occidente. E’bello pensare che nel suo cuore e nel suo sguardo solare,nella aristocratica figura segnata ma mai piegata da mille sfide e avventure e ferita profondamente da un dolore indicibile ,conserverà sempre e per sempre l’orgoglio di una identità a lungo ricercata anche negli abissi e da lui rappresentata anche in Cielo. E’ bello pensare che anche stasera sorriderà. (Fabio Granata)

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