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Augusta| Il 2 dicembre manifestazione contro l’inquinamento e a tutela della salute pubblica

23 novembre 2017 | by Redazione Webmarte
Augusta| Il 2 dicembre manifestazione contro l’inquinamento e a tutela della salute pubblica
Cronaca
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Il comitato “Basta all’inquinamento nel quadrilatero della morte” organizza ad Augusta la seconda grande manifestazione dei cittadini di Siracusa, Augusta, Priolo, Melilli, Floridia e dei comuni limitrofi per invitare il sindaco, Cettina Di Pietro a sedere attorno allo stesso tavolo con i sindaci di Siracusa, Priolo, Melilli per concordare un’azione comune a tutela della salute dei cittadini.

L’appuntamento è fissato per il 2 dicembre alle 15,30 in piazza America, da dove si snoderà un corteo che raggiungerà la centralissima piazza Duomo per stazionare davanti al municipio. Il gruppo organizzatore si è costituito in un noto social network ed è pian piano cresciuto fino a contare oltre 10 mila iscritti.

Il comitato nel mese di ottobre nel capoluogo aretuseo ha dato già vita alla prima delle quattro grandi manifestazioni previste negli altrettanti comuni della zona industriale del siracusano (Siracusa, Augusta, Melilli e Priolo), uno dei più grandi poli petrolchimici presenti in Europa, dove si registra un elevato tasso di moralità per patologie tumorali.

In prima linea  non farà sicuramente mancare la propria presenza il battagliero arciprete di Augusta, don Palmiro Prisutto che il 28 di ogni mese continua a celebrare una messa durante la quale legge una lunga lista dove è annotata solo una parte dei nomi di persone uccise dal cancro.

One Comment

  1. PALMIRO PRISUTTO says:

    Sono ormai settimane che su varie trasmissioni si parla della riforma delle pensioni.
    Se dovesse passare per così come è stato prospettato mi sentirei, a dir poco, offeso.
    Proprio oggi ho compiuto 63 anni, e sono al 41° anno iniziato di contribuzione, ma non mi vengono riconosciuti i requisiti per la pensione.
    Quando ho cominciato la mia attività lavorativa davanti a me c’erano il privilegio dei 19 anni sei mesi e un giorno, il traguardo dei trentacinque anni ed il sistema retributivo.
    La mia esperienza lavorativa oggi la posso paragonare ad una corsa ad ostacoli iniziata con delle regole che durante la corsa sono state cambiate più volte.
    Mancava poco a raggiugere il primo traguardo alcuni colleghi lo raggiunsero, io, invece, no.
    Passai, per via di una riforma, dal sistema retributivo a quello contributivo, ed infine non so a che età potrò andare in pensione.
    I 67 anni che poi aumenteranno automaticamente stabiliti dall’ultimo decreto mi porterebbero a non meno di 44 anni di lavoro mentre l’ISTAT avvisa che l’aspettativa di vita è aumentata: non so in quale sfera di cristallo hanno visto che in Italia si viva mediamente 82 anni e vari mesi. Mi sento insultato dalle parole di un ministro che ha dichiarato che “i pensionati italiani vivono troppo a lungo”. Come pure è molto discutibile che taluni lavori definiti gravosi ed usuranti possano godere di uno sconto sull’età pensionabile.
    Io vivo ad Augusta, in Sicilia, una città che fa parte di un’area dichiarata SIN (=SITO D’INTERESSE NAZIONALE), cioè un’area riconosciuta gravemente inquinata dove la situazione igienico-sanitaria è fortemente preoccupante.
    Da quattro anni, a livello personale, curo la raccolta di alcuni dati della zona: ho stilato una lista diventata famosa: quella dei morti di cancro. Sono quasi mille nominativi in una città che conta 36.000 abitanti.
    Il cancro ai polmoni abbraccia oltre un terzo della lista non facendo distinzione fra uomini e donne;
    quello che mi preoccupa di più è un altro dato: l’età delle vittime del cancro. Più della metà degli iscritti nella lista non hanno superato i 67 anni: dovrei tirare, quindi le somme: nella città in cui vivo un abitante su due non arriverà alla pensione.
    In questo paese, in Italia, è stato concesso un abbuono di cinque anni sull’età della pensione per quelli che sono stati esposti (se veramente o per finta questo sarebbe da accertare) all’amianto: decisione giusta e sacrosanta per alcuni, privilegio da revocare ad altri.
    Ad Augusta (e dintorni) l’amianto c’era e c’è ancora; ma ci sono pure il mercurio, l’arsenico, il piombo, il nichel, il cadmio, la diossina, ecc. Ci sono tutti i metalli pesanti dai quali tutta la popolazione è contaminata come lo sono io che svolgo un lavoro in ambienti chiusi non insalubri; ci sono tutte le emissioni gassose dello smisurato polo petrolchimico che senza interruzione scaricano in atmosfera anidride solforosa, anidride carbonica, idrogeno solforato, mercaptani, policiclici aromatici, polveri sottili, ecc.
    Nel nostro mare c’è una discarica sommersa: 85 milioni di metri cubi di fanghi tossici; siamo circondati da discariche abusive e autorizzate su cui pascolano tranquillamente le mandrie di allevatori ignari o senza scrupoli.
    Questa legge per la pensione che ci si prepara a varare non solo per gli abitanti di Augusta, ma anche per le altre aree SIN d’Italia è palesemente iniqua e discriminante: i cittadini di queste aree oltre il danno subirebbero anche la beffa.
    I lavoratori di questo territorio, di cui è accertata la contaminazione da metalli pesanti, non solo dovrebbero ricevere un doveroso risarcimento, ma dovrebbe essere loro riconosciuto almeno l’equiparazione a quelli che hanno svolto lavori gravosi ed usuranti, alla pari degli esposti all’amianto.
    E sarebbe anche giusto assegnare la pensione ai tanti malati oncologici.
    Mi appello al presidente della repubblica: non firmi una legge iniqua, una legge non richiesta dal popolo italiano.
    Mi dispiacerebbe che questa legge penalizzante per tanti onesti lavoratori sia stata stilata da persone che in fatto di pensioni gode non solo di assurdi ed intoccabili privilegi, ma anche di vari e cospicui assegni che sono un insulto ai pensionati più poveri.
    Augusta, 24 novembre 2017
    Sac. Prisutto Palmiro

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