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Siracusa| “Musumeci, vai subito a battere cassa!”

27 novembre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| “Musumeci, vai subito a battere cassa!”
Sindacale
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Continua il giro di consultazioni dei nuovi deputati regionali e le catetogorie sindacali. Quarta visita. Stamattina alla Cisl, nella stanza del segretario provinciale Paolo Sanzaro di via Arsenale. Un incontro cordiale a cui hanno presenziato anche i segretari provinciali di Cgil e Uil, Roberto Alosi e Stefano Munafò.

Della neo deputazione siracusana eletta presenti, ancora una volta, solo Stefano Zito (5Stelle) e Giovanni Cafeo (PD). L’assenza degli altri tre eletti si è fatta sentire, al punto da dover aggiornare l’incontro coi sindacati a data da stabilire nella speranza di avere finalmente la presenza di tutti e cinque deputati siracusani.

Intanto, sono state poste le  basi per un progetto di rilancio del territorio e della sua economia da condividere al più presto e nelle sue linee di massina. Si è deciso di ricercare almeno tre punti basilari da cui partire per poter rilanciare i comparti pilastri industria, turismo e agricoltura. Tutti d’accordo nel trovare una intesa e, soprattutto, deve partire da Siracusa la sollecitazione al nuovo presidente della Regione, Nello Musumeci, di richiedere subito i fondi che spettano alla Sicilia per statuto, quasi cinque miliardi di euro, per poter iniziare sulla base economica effettiva un possibile rilancio e ripresa dell’economia locale.

C’è una nuova generazione politica con cui collaborare, – ha detto Stefano Munafò della Uil, – adesso sta da vedere se possiamo dialogare. Tanti i fronti su cui intervenire, l’inquinamento dell’aria e delle acque, quello della mancanza di lavoro (quando manca il lavoro la qualità della vita viene meno e ingrassano le file delle delinquenza)”.

Siamo realmente nelle condizioni, insieme, di fare squadra per risolvere le incompiute storiche? Si sono guardati dritti negli occhi e sono partiti da questa riflessione, snocciolando pian piano le criticità più lampanti: per esempio far rivivere l’edilizia sofferente dando il via alle opere di recupero del preesistente piuttosto aumentare il volume cementizio. Liet motiv per Munafò è migliorare quel famoso “104” attorno al quale ruotano industria, turismo ed agricoltura d’eccellenza.

La replica della politica pare stia in sintonia coi sindacati. Nei fatti, tutti d’accordo, ma poi? “Non c’è dubbio che la nostra è la provincia meno attenzionata dal governo siciliano – ha detto Stefano Zito (5 Stelle) – io stesso ho avuto cura di allertare la commissione antimafia per fare luce anche sulla grave casistica di fenomeni crimonosi anche a Lentini cosi nel capoluogo.

“Non a caso, penso che lo sviluppo economico di questi ultimi cinquant’anni dipenda anche da questo, un fallimento totale della politica. Basti pensare che manca un piano del turismo in Sicilia, terra in cui non si è mai ripartiti dalle bonifiche, vera radice del male. Non si è mai pensato di poter fare accordi con le Università per l’utilizzo delle piante che combattono l’inquinamento marino, per esempio, e mi riferisco al porto di Augusta dove bonificare con sorbone non è tanto conveniente.

Edilizia. Anche Zito sarebbe dell’avviso che è meglio partire col recupero del preesistente e non continuare a cementificare ulteriormente. Per la riconversione cosi come per le altre tematiche in generale, il pentastellato ipotizza un piano di sviluppo che venga affrontato nella sede opportuna interassessoriale: “un fatto ovvio, dice, a cui però mai nessuno ha pensato”.

Le ex Province. “Prima hanno tolto i soldi per gli stipendi e poi hanno deciso di abolirle. Hanno pure pignorato il fondo. Ma chiedo: come mai siamo arrivati a questo buco spaventoso? – dice Zito – 19 milioni di debiti solo la Provincia di Siracusa, oltre a 180 mila euro di contenzioso per mutui e consulenze non pagate. E questi i risultati”.

Scuole. “C’è un bando di due milioni e mezzo per il rifacimento a norma per alcuni edifici che non sono antisismici. I comuni hanno provveduto a inviare i relativi progetti alla Regione? A me non risulta – dice Zito – e questo perche manca il personale adeguato, i tecnici. Manca un fondo di rotazione, quello che c’è è irrisorio, appena due milioni e mezzo per tutta la Sicilia”.

Mi pare logico a questo punto fare pressign tutti insieme affinchè il presidente Musumeci vada a Roma a richiedere i fondi che spettano alla nostra Regione solo in virtù dello statuto. E non col piattino come un mendicante! Sono fondi che ci spettano di diritto. Musumeci vada subito a battere cassa al governo per i contributi dovuti. Se la Sicilia è ridotta all’osso è perche la politica negli ultimi cinquant’anni non ha funzionato”.

Per Giovanni Cafeo (PD) il punto non è andare a ricercare i responsabili di tale scempio, quanto andare ad individuare subito i nodi da sciogliere. “Le soluzioni le troveremo solo se si raggiunge l’accordo tra politica e sindacati e organizzazioni datoriali in modo da dar  maggior peso alle iniziative a favore del territorio. Il non rispetto delle regole incentiva la crisi, a noi tutti spetta svolgere il nostro ruolo con maggior convinzione e ritornare alla normalità”.

Industria. “Gli industriali debbono metterci a conoscenza del loro piano di investimento per la riconversione – ha detto Cafeo – speriamo che nei prossimi cinque anni una delle tante vertenze si possa risolvere per dare un segnale di cambiamento concreto di tendenza rispetto al passato”.

Allora, da dove iniziare praticamente. Con l’individuazione di alcuni punti, due, tre, comuni e capire come condividerli. Per Alosi (Cgil): subito sblocco degli investimenti, apertura dei cantieri già esistenti. Nell’attesa di poterci rincontrare stavolta con i cinque deputati al completo e il coinvolgimento anche dei sindaci della provincia per la presentazione dei progetti di rilancio”.

Mancano i progettisti? Cafeo ha un suggerimento: rifarsi alla “smart lab”, in pratica coinvolgere i giovani laureati nella stesura progettuale. Investire nelle loro capacità.

Paolo Sanzaro (Cisl) invita a tenere sempre uno sguardo generoso al passato, per non compiere gli stessi errori, ma ripartire guardando di più al presente e provando a progettare il futuro migliore. Mettere in cantiere, due, tre progetti buoni per il territorio. “Che ne dite, intanto, di riprenderci il Porto di Augusta, le ferrovie e le autostrade?”. (rosa tomarchio)

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