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Augusta| La villa comunale com’era? La raccontano i giovani di Destinazione Futuro -Video

5 gennaio 2018 | by Agnese Siliato
Augusta| La villa comunale com’era? La raccontano i giovani di Destinazione Futuro<span class='video_title_tag'> -Video</span>
Politica
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Riscoprire il passato per puntare al futuro. Ci provano i giovani del movimento politico Destinazione Futuro, che insieme con CambiAugusta, presieduta da Marco Stella, sono parte della federazione #PerAugusta. Giovani che, ieri sera, in un’affollatissima sala di via Principe Umberto hanno presentato il primo documentario della collana “Qualcosa rimane”, interamente dedicato ai giardini pubblici.

Carrabino e Sicari

Per farlo si sono avvalsi della preziosa collaborazione di Giuseppe Carrabino, componente della commissione comunale per gli studi di storia patria, nonché appassionato di tradizioni locali e, pertanto, grande conoscitore di tutti gli aspetti che riguardano la storia cittadina. All’incontro ha partecipato Rossana Cannata, neo deputato all’Assemblea regionale siciliana, dicendosi disponibile a sostenere le iniziative della federazione, alla quale era già vicina prima di essere eletta.

Hanno preso la parola Rosario Sicari e Federica Giangrande, Giulia Serra e Andrea Lombardo componenti di Destinazione Futuro, Roberto Meloni, presidente di #PerAugusta, il consigliere comunale Giuseppe Di Mare e Giuseppe Carrabino, protagonista insieme con i ragazzi del movimento del documentario. “Il  documentario – hanno ribadito i giovani di Destinazione Futuro – in linea con gli intenti del nostro manifesto è finalizzato alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio “ materiale “ e “immateriale ” del territorio della città”.

“Qualcosa rimane è un desiderio, un sogno – dice Rosario Sicari – la volontà di dare qualcosa al nostro territorio. Nonostante le cose vadano male, malgrado il malcontento diffuso, la sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni, vi è da parte di Destinazione Futuro la voglia di mettersi in gioco, di spendersi per Augusta e di provare a contribuire a risolvere i piccoli problemi, che sono importanti come quelli grandi e straordinari, di cui spesso si discute, trascurando gli aspetti inerenti il vivere quotidiano”.

Federica Giangrande

“Le parole chiave del manifesto con cui la scorsa estate ci siamo presentati alla città – aggiunge Federica Giangrande – sono: passato, cultura, turismo e sport, lavoro, progettazione e sinergia. Iniziamo oggi col passato perché per costruire il futuro dobbiamo conoscere le nostre radici”. Giulia Serra ha presentato il documentario suddiviso in tre parti. La prima ripercorre la storia della villa comunale, la seconda parla del patrimonio immateriale, la terza tira le conclusioni lanciando uno sguardo verso il futuro e una proposta che riguarda la dislocazione delle bancarelle, che durante la festa patronale di San Domenico si concentrano tutte nei giardini pubblici, mentre come suggeriscono i giovani del movimento e Giuseppe Carrabino potrebbero essere distribuite anche  in altri spazi del centro storico così da far rivivere la città.

Carrabino, intervistato nel documentario dai membri di Destinazione Futuro, ha raccontato che nella villa comunale sorgeva l’abitato più antico a ridosso del castello. I primi a viverci furono le popolazioni di Centuripe e Montalbano che si ribellarono a Federico II di Svevia e furono deportate in quella che era la nascente Augusta. “Qui – racconta il cultore di storia patria – furono edificate le loro prime case e sorsero i primi luoghi di culto. La necessità di ampliare il sistema difensivo da parte degli spagnoli, aveva determinato sin dai primi decenni del seicento, l’abbattimento di alcuni edifici e tra questi la chiesa della Madonna della Grazia, patrona della città. Furono, però,  i francesi a demolire tutto l’abitato che dal Castello si estendeva fino all’attuale via Cristoforo Colombo per destinarla a piazza d’armi.

Carrabino, Sicari e Di Mare

Le  numerose vittime del terremoto del 1693 furono sepolte nelle fosse comuni create nell’immensa piazza dei giardini pubblici, pertanto questo luogo di sepoltura andrebbe ricordato come il sacrario della città. La nascita della villa comunale risale al 1850, con la realizzazione dei primi viali e la piantumazione di alberi. Diventò nei decenni a venire il luogo di ritrovo di tutti gli agustani, che nel grande polmone verde della città si ritrovavano la domenica e nei giorni festivi, sfoggiando i loro abiti migliori. Oggi di tutto ciò poco o nulla rimane

Roberto Meloni ha esaltato l’impegno dei giovani per dare qualcosa di diverso, di positivo alla città. Infine il consigliere comunale di #PerAugusta,  Giuseppe Di Mare ha evidenziato la necessità per Augusta di riappropriarsi del ruolo di secondo Comune più importante della provincia di Siracusa che le spetta.

“Scommettere sui giovani per ripartire – sottolinea Di Mare – perché se la rinascita, il cambiamento, la visione futura di questa città la si lascia in mano a chi non riesce a vedere oltre, Il nostro Comune non riuscirà a ripartire. Augusta se governata bene tenendo fede alla storia, alla memoria, all’identità, al coraggio e alla solidarietà potrà tornare a essere la prima città dopo Siracusa. Una delle città trainanti della provincia. E’ importante che torni ad avere il presente, il futuro, l’autorevolezza, la dimensione giusta all’esterno e nei tavoli istituzionali, dove oggi poco conta perché è considerata come la Cenerentola della provincia.

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