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Siracusa| FdI. Spadaro: “Mi smarco dal ruolo, ma resto a destra”

Siracusa| FdI. Spadaro: “Mi smarco dal ruolo, ma resto a destra”
Politica
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Stravolgimenti, inaspettati, in casa Meloni. Il coordinatore regionale, il siracusano Alessandro Spadaro, lascia – e non per motivi personali – dopo quattro anni l’incarico in Fratelli d’Italia. Con coerenza ha traghettato il partito verso il successo elettorale, sin da quando nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo. E ora? “Mi sento libero ma resto fedele ed a disposizione della destra e del governo Musumeci”.

Certo, fa specie che Alessandro Spadaro lasci l’incarico proprio al culmine del successo elettorale del suo partito, visto i recenti riscontri positivi alle regionali e la vittoria di Nello Musumeci. Eppure, alla vigilia delle politiche, proprio quando Fratelli d’Italia si attesterebbe tra i “partiti” che contano, che potrebbe dire la sua in Sicilia cosi come a Roma, ecco che il coordinatore regionale, il siracusano Alessandro Spadaro, lascia d’emblè. Non sarà stata una decisione lampo. Sicuramente no. Sofferta, si, conoscendo la passione di Spadaro. E il suo impegno civile oltre che politico, sempre nel segno della coerenza. A destra. Sempre a destra, vicino alla Fiamma e all’ideologia. Spadaro, tout court, non contesta. Anzi. La sua nota, semmai, apre, elegantemente, un momento di riflessione doverosa all’interno di un movimento che sino a ieri era misconosciuto. E che in provincia di Siracusa riparte da Peppe Napoli: candidato alle ultime regionali, arrivato quinto su cinque Fratelli d’Italia.
Una cosa, però, occorre dirla: in questo partito (o forse vorranno farsi chiamare ancora movimento?) si va avanti di nomina in nomina, senza una decisione che scaturisca da una consultazione collegiale. FdI, stranamente, non apre la stagione (regolare) dei congressi restando in balia del vento che spira ora dalle regionali, dalle europee, e tra poco dalle politiche ed amministrative. FdI seguita ad andare avanti cosi, senza dotarsi di organismi  ed assetti veri e propri al suo interno. Secondo quali criteri avvengono le nomine? Chi decide chi? E perchè?
Ma tant’è. Il testimonio è passato a Giuseppe Napoli. Il coordinamento resta sempre a Siracusa, affidato a un ex candidato alle regionali che non ce l’ha fatta. Una pagina nuova da scrivere. Come finirà? E soprattutto Spadaro cosa farà? Intanto si è smarcato elegantamente dal ruolo che il partito gli aveva assegnato per ben quattro anni (non è poco) e – assicura – che continuerà a sostenere la coalizione di governo di centro destra, sia per le politiche che per le amministrative. Del resto, Spadaro non ha strappato nesusna tessera di partito. Diciamo che si è “liberato” da un ruolo di peso. Libero, ora, di guardare dalla finestra il variegato panorama.
E Giorgia Meloni sa? Sa, ma non interviene. Però sa. E si fida del coordinatore nazionale, che è suo cognato, Francesco Lollobrigida. 
Di seguito la nota di Spadaro sulle sue dimissioni: “Come già preannunciato all’Assessore Regionale al turismo Sandro Pappalardo, che mi ha dato fiducia da coordinatore regionale in questi anni di trincea, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da portavoce provinciale del partito a Siracusa. Sono stati anni in cui Fratelli d’Italia era considerato un partito minuscolo senza futuro e il successo in Sicilia è frutto di tutta una comunità militante, di cui mi onoro averne fatto parte, che ha creduto in questo progetto senza paura.
“Tra mille difficoltà in questi tre anni intensi ho cercato di dare il massimo affinché Fratelli d’Italia fosse presente in un territorio particolarmente difficile come è la provincia di Siracusa. Mi aspettavo l’indizione di congressi provinciali per determinare nel territorio una classe dirigente scelta dalla base ma, purtroppo, in questi anni ciò non è avvenuto.
Questo rappresenta un evidente limite ed anche un ostacolo alle attività del coordinatore perché consente a chiunque di sentirsi “dirigente pro domo sua” frenando la crescita del partito per motivi personali dettati da invidie e gelosie nei confronti di chi è stato nominato “pro tempore” dai vertici del Partito e non da un congresso. Io voglio contribuire a sgomberare il campo da queste meschine dinamiche interne, alle quali mi sono abituato, perché l’obiettivo è crescere e non tutelare una posizione personale con l’auspicio che si arrivi in tempi brevi ad un congresso provinciale.
“Oggi preferisco, quindi, rassegnare le mie dimissioni per dedicarmi serenamente e liberamente alle prossime elezioni amministrative del capoluogo con l’augurio di essere utile e poter contribuire alla vittoria di una coalizione che rappresenti il centro destra e il governo regionale”. (rosa tomarchio)

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