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Siracusa| “Gli immigrati danno noie”, ma non è xenofobia

22 febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| “Gli immigrati danno noie”, ma non è xenofobia
Cronaca
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Un ventenne tunisino ubriaco, ospite a Mater Dei, infastidisce i residenti e loro provano a fare giustizia da sè. Lunedi mattina Belvedere protesterà. Il presidente Pantano dal Prefetto.

Una volta era la sola Cassibile a fare notizia tra caporalato e disagi sociali vari che sfociavano spesso in conflitti tra ospiti e abitanti del luogo. L’intollerenza non c’entra proprio nulla. Facile “accusare” di questi tempi di estrema irrequietezza elettorale (rigurgiti di estrema destra?) i residenti delle frazioni che ospitano centri di accoglienza per migranti! Nessun atteggiamento xenofobo, soltanto voglia di sicurezza pubblica. Per questo motivo i cittadini di Belvedere sfileranno in un corteo di protesta lunedì mattina da Piazza Bonanno. Capobastone sarà il presidente della circoscrizione Enzo Pantano il quale è stato, suo malgrado, testimone diretto di un fatto spiacevole che ha fatto traboccare il vaso.

Di ieri la notizia sull’aggressione al ragazzo tunisino che, in stato di ebbrezza, avrebbe infastidito più volte i residenti di Belvedere. Lui fa il parcheggiatore abusivo e ha trovato ospitalità al Mater Dei, un ex convento diventato hotel ed infine centro accoglienza per immigrati. Una triste storia di disagio, che accomuna tanti uomini, non solo immigrati. Ma la misura è colma. E non solo per i residenti di Belvedere.

Anche Città Giardino (Comune di Melilli) non ci sta: la gente ha il timore di incontrare per strada il gruppetto di immigrati che vaga per il centro. Sono per lo più nullafacenti, ciondolano in piazza perchè non hanno nulla da fare – raccontano alcuni cittadini della frazione melillese – persino in macchina ci assicuriamo che la sicurezza sia messa.

“Abbiamo saputo di atti di violenza (non denunciati forse per pudore) subiti in silenzio da più di una donna. Casi di violenza frequenti consumati anche all’interno del centro di accoglienza da cui spesso si sentono provenire grida strazianti! Peggio di un lager, di un ghetto! Ma cosa succede realmente li dentro non è dato sapere”.

Per fortuna, in calo la sequela di furti in casa. Sarà stato l’effetto delle ronde di notte, la voglia di farsi giustizia da se? Ma anche quelle, purtroppo, lasciano il tempo che trovano”. Serve urgentemente un presidio di legalità.

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