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Augusta| Il Rotary club aderisce alla Società Augustana di Storia Patria

Augusta| Il Rotary club aderisce alla Società Augustana di Storia Patria
Cultura
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Sono trascorsi  2 mesi dall’istituzione della Società augustana di Storia Patria e, nei giorni scorsi, è stato raggiunto un totale di 160 soci e quotidianamente continuano a pervenire nuove adesioni sia dalla realtà locale sia da augustani non residenti. Docenti, cultori di cose patrie, singoli, associazioni, ma anche giovani, operai e casalinghe, tutti pronti a sostenere un’ iniziativa che ha come finalità la promozione culturale, gli studi storici, l’esaltazione del patrimonio naturalistico, archeologico e artistico.

Ultima in ordine di tempo è stata l’adesione del Rotary club Augusta avvenuta in occasione del periodico caminetto tenuto in uno locale cittadino. E’ stato il presidente Fabrizio Romano ad annunciare l’iniziativa del club service che intende sostenere il programma culturale che si prefigge la Società di Storia Patria.

Una serata all’insegna del “bello” e dell’esaltazione delle ricchezze artistiche della città e che ha visto protagonista la stessa Società di storia Patria con gli interventi di Salvatore Romano e Giuseppe Carrabino, rispettivamente vice presidente e presidente del sodalizio. Romano ha avuto modo di ripercorrere le motivazioni che hanno determinato l’istituzione della Società che ha un suo statuto e una posizione fiscale oltre ad una organizzazione costituita da soci fondatori, onorari, benemeriti e sostenitori.

“Nella nostra Società tutti sono graditi – ha riferito Salvatore Romano – dal singolo cittadino alle aggregazioni sociali a vario titolo regolarmente costituite. Il livello formativo non è per noi una discriminante, l’abbiamo detto da subito, noi vogliamo solo soci che amano la loro casa, cioè Augusta e la sua storia. Intraprendiamo il nostro cammino aperti a tutte le critiche e a tutte le osservazioni, ma contro quel banale sentimento di disprezzo verso il nostro patrimonio locale. Disprezzo che non fa che aumentarne la fragilità, fino al punto da renderlo sempre più vulnerabile e più esposto all’usura del tempo.

Un particolare interesse ci proponiamo di rivolgerlo al cosiddetto “patrimonio di prossimità”, costituito da tutti quegli elementi materiali e immateriali esistenti ad Augusta e nel territorio circostante, ma che per il loro aspetto e dimensioni modeste, si crede non possiedano un vero valore culturale o storico. Ci riferiamo al patrimonio edificato nelle molteplici forme, e in esso non includiamo solamente il Castello Svevo, i Forti Garsia e Vittoria, ma anche un sentiero, un semplice pozzo, una tipica casa augustana stretta è lunga, un monumento minore, ecc. Ci riferiamo al patrimonio culturale in genere come per esempio agli antichi mestieri, agli antichi mezzi e sistemi di produzione. Al recupero o alla registrazione di quanto è affidato alla tradizione orale per esempio alle locuzioni e modi di dire, ai racconti popolari. Agli usi che regolavano la vita e i rapporti tra le persone. Alle tradizioni religiose popolari, che sono la manifestazione di un sentimento autentico genuino, ma anche un elemento di ridefinizione di quel senso di appartenenza ad una specifica comunità. Come sappiamo questo patrimonio di prossimità, materiale e immateriale, deve essere per noi tutelato per il semplice fatto che esso ha contribuito nel passato, ma anche ora, non solo all’arricchimento culturale ed estetico degli augustani, ma anche alla qualità dell’accoglienza, qualora in questo potenziale qualcuno finalmente vedrà l’argomento degno dii un intervento economico nel contesto di un lancio anche turistico di Augusta.

Dopo l’intervento di Romano, Carrabino ha esposto la sua relazione sul tema: “Ripartire dalla bellezza – Opere d’arte nelle chiese di Augusta”, un itinerario attraverso le molteplici espressioni artistiche custodite nelle chiese parrocchiali, ex conventuali e confraternali che punteggiato la città e il territorio. Un viaggio, quello proposto dal relatore, per ammirare quello che appena qualche anno addietro una indagine del Censis ha documentato quale bisogno diffuso nel paese quello di riscoprire la bellezza e di dargli voce. La bellezza non è più solo una questione estetica, ma diviene portatrice di una forza rigeneratrice e di una valenza anche economica su cui è possibile credere ed investire.

Carrabino ha presentato una selezione di opere secondo una specifica classificazione: architettura, maioliche, bronzi, marmi, ceroplastica, mistura, sculture lignee, ex voto, abiti corali, tessuti, ricami, argenterie, icone, dipinti e pale d’altare. Attraverso le immagini è stato possibile documentare un patrimonio in buona parte inedito in quanto mai oggetto di trattazione, patrimonio che come ribadito da Carrabino è uno molteplici campi di interesse della Società augustana di Storia patria. Un patrimonio da difendere ma soprattutto da studiare, analizzare, documentare e rendere fruibile.   Si tratta – ha concluso il relatore – di una preziosa eredità che abbiamo il dovere di custodire e tramandare alle future generazioni affinché anche il loro cuore possa gioire nell’esaltazione della bellezza e voi rotariani vi siete distinti anche in questo campo restaurando nel tempo due preziose opere della città: la settecentesca pala d’altare dell’Adorazione dei Pastori, pertinente al patrimonio della chiesa Madre e il Crocifisso seicentesco dei minori osservanti attribuito a fr. Innocenzo da Petralia. Carrabino ha espresso compiacimento per l’adesione ufficiale del club service e dei singoli rotariani al nuovo progetto culturale.

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