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Noto| Stagione di successi al “Tina Di Lorenzo”

Noto| Stagione di successi al “Tina Di Lorenzo”
Spettacolo
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Chiude la stagione al teatro “Tina Di Lorenzo” una immensa Laura Marinoni, ed un eterno Gabo! con lo spettacolo “Amore ai tempi del colera” di Marquez. E chiude con l’ultimissimo appuntamento della stagione 2017/18 il neonato cartellone 70/30 con “Mal Bianco” andato in scena il 26 aprile scorso con la compagnia Convitto 33 e la regia di Alessandro Romano.

Di livello l’offerta del teatro di Noto che chiude cosi il sipario per quest’anno e la ripromessa di un ritornare con una stagione costellata di altrettanti successi. 

“L’amore al tempo del colera”. Adattamento e messsinscena non facili, ma la sorprendente abilità di Laura Marinoni e l’attenta trasposizione teatrale di Cristina Pezzoli hanno reso ulteriormente “fruibile” un pezzo di grande letteratura internazionale che incontra anche la musica dal vivo grazie ai maestri Alessandro Nidi (pianoforte e direzione musicale) e Marco Caronna (chitarra e percussioni). Un’ “Operita musical per cantattrice e suonatori”.

L’amore ai tempi del colera è una storia di amore a distanza. Florentino e Fermina si incontrano poco più che adolescenti, si innamorano e si separano; ma si tengono nel cuore da lontano, mentre le loro vite scorrono parallele con le scelte che ne conseguono: marito, amanti, figli, infelicità e abitudine. Quello che si era acceso tra loro nella prima giovinezza si compie con uno stupefacente happy end autunnale, dopo un’attesa di durata mitologica: “51 anni, 4 mesi e undici giorni, notti comprese”.

Il capolavoro di Márquez si trasforma in un dialogo tra episodi e personaggi e musica, per raccontare cinquant’anni d’amore: raccogliendo la sfida di “riuscire a non alterare la struttura fondamentale del romanzo, facendo una riduzione “in scala” per renderlo adatto al tempo e al linguaggio teatrale senza sacrificare la complessità e la varietà di registri narrativi”.

La musica accompagna quasi tutto lo spettacolo e la forma scelta è frutto di una ricerca che intende usare parole e musica senza soluzione di continuità. Il progetto musicale è strutturato su un repertorio di matrice prevalentemente caraibica: Cuba, Giamaica, Colombia, Venezuela – i luoghi in cui è ambientato il romanzo.

Ma ci sono anche alcune incursioni in altri generi musicali, con contaminazioni tra jazz, flamenco e soul. Le canzoni prendono spunto dalle vicende e dalle atmosfere del libro: come spiega la regista CristinaPezzoli, “la gioia e la saudade del canto sprigionano e accompagnano l’intima essenza di questo romanzo, da anni diventato un cult: la storia intrigante di un amore che assomiglia a un lungo combattimento, come i rituali di corteggiamento di certi animali in cui amore e lotta si confondono e si mischiano, disegnando un destino”.

Per 70/30 ha chiuso il sipario invece lo spettacolo teatrale “Mal Bianco”, un adattamento del romanzo “Cecità” di José Saramago per la regia di Alessandro Romano, messo in scena dalla compagnia Convitto 33. In un tempo e in un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più.

Le vittime colpite dall’epidemia vengono rinchiuse in un ex manicomio, in questo luogo che diventerà scenario di eventi deplorevoli, vivranno momenti di clausura e convivenza forzata, rivelando l’orrore dell’uomo. Uno spettacolo sull’assenza di umanità, sui limiti dell’essere umano, questa malattia senza luogo e senza tempo, senza visi e nomi ha le sue radici profonde nell’uomo,nella sua mancanza di solidarietà, nell’incapacità di fare e pensare al bene, nel desiderio del male che ci rende ciechi, pure quando vediamo. In scena, assieme ad Alessandro Romano, Corrado Bonuomo, Ketty Denaro, Giovanni Peligra, Alessandra Pitino, Pamela Vindigni. Arrivederci al prossimo anno.

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