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Augusta| I Palombari della Marina militare rimuovono 21 ordigni

Augusta| I Palombari della Marina militare rimuovono 21 ordigni
Attualità
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A seguito di una delicata operazione condotta dal 9 al 12 maggio, a pochi metri dalle case di Marinella di Selinunte (Trapani), i palombari del Gruppo operativo subacquei (Gos) del Comando subacquei e incursori della Marina militare, distaccati al Nucleo Sdai di Augusta (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) hanno ritrovato e distrutto 21 pericolosi ordigni esplosivi della seconda guerra mondiale.

La segnalazione alle autorità locali della presenza di un particolare manufatto riconducibile a un ordigno esplosivo è stata fatta da un subacqueo che stava svolgendo immersioni sportive in apnea a 50 metri di distanza dalla costa e a solo 2 metri di profondità. La Prefettura di Trapani, valutando il potenziale pericolo per la pubblica incolumità, ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza che è stato effettuato dai palombari della Marina militare.

“Condurre queste operazioni ci rende sempre orgogliosi e soddisfatti del nostro servizio a favore della collettività – ha dichiarato il comandante del Nucleo Sdai di Augusta, tenente di vascello Marco Presti – il coscienzioso subacqueo, che durante la sua immersione ha visto un presunto ordigno, ha permesso di farci individuare e neutralizzare ben 21 proiettili di grosso calibro risalenti all’ultimo conflitto, che abbiamo neutralizzato attuando le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino”. Tale intervento rappresenta una delle tante attività che i reparti subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal decreto del ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i palombari della Marina militare hanno recuperato e bonificato un totale di 22.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1 gennaio 2018 sono già 6.203 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 12.481 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm. Con una storia di 169 anni alle spalle, i palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nel quadro dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) e a favore della collettività. Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre forze Armate e corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal gruppo scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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