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Augusta| La chiusura dell’Inps, ma non solo per la Cgil è l’ennesima sconfitta per il territorio

Augusta| La chiusura dell’Inps, ma non solo per la Cgil è l’ennesima sconfitta per il territorio
Sindacale
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La Camera del lavoro si dice preoccupata per la chiusura dell’Inps e per altre vicende che penalizzano il territorio di Augusta, Villasmundo, Melilli e Priolo Gargallo.

“La preoccupazione per la chiusura dello sportello Inps di Augusta, più volte espressa dalla  Camera del Lavoro ma anche dallo Spi Cgil e dalla segreteria provinciale, assume i contorni dell’ennesima sconfitta per il nostro territorio. Ancora una volta questo territorio che raccoglie Augusta, Villasmundo, Melilli e Priolo Gargallo – dichiara Lorena Crisci segretario della Camera del lavoro Cgil di Augusta – viene penalizzato fortemente dalle solite scelte manageriali che non guardano alla necessità del territorio e delle persone che ci vivono ma alla logica della riduzione dei costi che ci porta verso un regresso per quanto riguarda la fruizione per i cittadini dei servizi fondamentali”.

La sindacalista sottolinea che, purtroppo gli elementi di preoccupazione per Augusta, al momento, non riguardano solo la chiusura dello sportello Inps. Da qualche settimana, anche nel settore industria le cose non vanno affatto bene. “Ci preoccupa  – aggiunge Lorena Crisci – non poco il silenzio delle istituzioni rispetto alla strategia di uscita della multinazionale ExxonMobil dal territorio, che come già affermato da Emilio Miceli, segretario generale della Filctem Cgil, e Giuseppe D’Aquila, segretario generale della Filctem Cgil Sicilia, non contribuisce a fare chiarezza sugli assetti industriali e le ricadute occupazionali ed economiche sul territorio. Non è accettabile che le istituzioni cittadine, regionali e nazionali non intervengano sulla vicenda. Non è possibile che una multinazionale, che certamente ha dato lavoro e che ha contribuito al benessere del territorio, ma che ha anche sfruttato il territorio con il proprio insediamento, lasci l’Italia in punta di piedi, come se nulla fosse accaduto. Qui non si tratta solo del business di un’azienda ma del futuro dell’intera zona industriale. Dobbiamo prendere atto che da troppo tempo il nostro territorio, come del resto l’intero sud, non è una priorità per chi ci governa. Chi spera in un cambiamento probabilmente rimarrà deluso. Anche il governo nazionale che sta per nascere ha dimenticato il Sud, non una parola sul mezzogiorno nel contratto/programma di governo”.

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