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Siracusa| Ecco dove sono finite le Go Bike

7 Settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Ecco dove sono finite le Go Bike
Cronaca
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Blitz a sorpresa all’ex mercato ittico di Vinciullo, Castagnino, Alota, Basile e Palestro: “Solo io devo utilizzare le biciclette, il Comune nasconda le rimanenti”.

L’altra mattina, recandoci presso il mercato ittico per esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori della società Genius, che rischiano il licenziamento per responsabilità dirette dell’Amministrazione Comunale di Siracusa, abbiamo scoperto, con nostra grande sorpresa, che all’interno dell’ex mercato ittico di Siracusa erano, a dire il vero in maniera ordinata, sistemate centinaia di biciclette che ricordavamo negli anni aver visto circolare all’interno della nostra città nel progetto Go Bike. Lo dichiarano Vincenzo Vinciullo e i Consiglieri Comunali Salvatore Castagnino, Fabio Alota, Mauro Basile e Alberto Palestro.

Non si capisce il motivo per il quale centinaia di biciclette, acquistate con fondo pubblici e destinate a rendere più snella la circolazione in città, a renderla meno inquinata e più vivibile, vengono tenute parcheggiate e nascoste all’interno dell’ex mercato ittico. Alla fine, hanno proseguito Vinciullo, Castagnino, Alota, Basile e Palestro, abbiamo pensato che, più che un problema di natura politico-amministrativa, sicuramente è un problema di affermazione del proprio ego, della serie “la bicicletta ce l’ho io e nessun altro” e, quindi, si è dato disposizioni di tenerle nascoste ai comuni cittadini.

Ma, aldilà della facile battuta e dell’ironia, quello che colpisce, hanno concluso Vinciullo, Castagnino, Alota, Basile e Palestro, è come l’Amministrazione GarozzItalia, ora ItalGarozzo, in questi anni, abbia, in maniera disarmante, abbandonato la città a se stessa e per cui una città sommersa dai rifiuti, in cui anche all’interno del Maniace si può costruire impuniti un catafalco, dove le scuole sono ridotte in condizioni pietose, non aveva senso non rendere ancora più complicato il traffico cittadino e, di conseguenza, era evidente che bisognava nascondere le biciclette per raggiungere anche quest’obiettivo.

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