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Augusta| Nel carcere sistema al collasso: denuncia dell’Ugl Polizia penitenziaria.

11 settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Nel carcere sistema al collasso: denuncia dell’Ugl Polizia penitenziaria.
Sindacale
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Casa reclusione Augusta: malessere del personale. La  segnalazione arriva dal segretario federale nazionale, Nello Bongiovanni il quale, in una lettera inviata al provveditore dell’Amministrazione penitenziaria regionale Gianfranco De Gesu scrive: “come volevasi dimostrare l’istituto penitenziario di Augusta, soprattutto nelle ultime settimane, è giunto al “collasso”. Il personale sarebbe sobbarcato da carichi di lavoro e responsabilità che non gli competono.

“Un effetto scontato che l’Ugl Polizia penitenziaria, con qualche altra sigla, aveva già predetto, dopo l’ennesimo incredibile accordo sottoscritto dalla direzione della casa di reclusione di Augusta e un cartello sindacale che da sempre ha evidenziato limitazioni sulla reale capacità di apportare fattivi e costruttivi contributi per il benessere del personale, tal volta mostrando anche evidenti segni di contrasto al proprio interno oggi più che mai rilevabili”. E’ quanto dichiara Nello Bongiovanni, segretario federale nazionale.

“Non ci spieghiamo ancora cosa, realmente, abbia spinto la direzione del carcere a sostenere spesso e anche in modo morboso quel cartello sindacale. Legittimi dubbi sorgono visto il paradosso che rappresenta tale situazione. Infatti – aggiunge il  rappresentante dell’Ugl P.p –  gli accordi sottoscritti di cui si fa accenno sono stati voluti dalle stesse  sigle sindacali che fino allo scorso anno avevano costantemente screditato l’operato della direzione, più volte denunciata anche ai superiori uffici dell’amministrazione e “spiaccicata” nelle prime pagine della stampa anche per svariate problematiche anche di rilevante gravità: cosa veramente ha fatto cambiare idee alla direzione? La validità della progettualità sindacale mostrata dalle sigle in questione oppure c’è dell’altro”? L’evidente  indifferenza  del cartello sindacale e ancor di più della direzione del penitenziario di Augusta verso  i seri problemi da cui è interessato il poliziotto penitenziario ivi operante, già ora a ridosso della fine delle ferie estive, fa emergere il caos  derivante da certe ingiustificabili prese di posizione che hanno letteralmente pregiudicato la serenità professionale del personale determinando così il “collasso” di tutto l’istituto secondo Bongiovanni.

Il segretario federale nazionale ritiene che l’irrigidimento del direttore verso una parte delle sigle sindacali che tutelano il personale: “in netto conflitto con la straordinaria disponibilità che lo stesso ha mostrato verso altre organizzazioni sindacali abbiano fatto si che oggi, la Polizia penitenziaria svolga la propria attività in costante affanno perché sobbarcato da carichi di lavoro e responsabilità che non gli competono. Un vero a proprio fallimento – continua il sindacalista – quello relativo al progetto ferie estive anno 2018 che il direttore ha voluto riservare ai propri uomini: da un lato la promessa di 18 giorni (di cui molti non hanno fruito) dall’altra una vera e propria sofferenza per chi si è ritrovato a dover lavorare in turni di servizio letteralmente depauperati di personale. Come può una direzione di provata esperienza come quella di Augusta programmare e autorizzare un turno di ferie estive di oltre 50 poliziotti determinando un evidente disagio lavorativo anche nelle più basilari attività di cui l’istituto vive?

Troppe sono state, secondo Bongiovanni, le giornate in cui “i turni di servizio sono risultati sotto i minimi livelli di sicurezza e solo grazie alla encomiabile responsabilità e disponibilità degli agenti/assistenti che hanno effettuato doppi turni di lavoro (anche 20 ore consecutive)  si è potuto garantire ordine e sicurezza nondimeno attività per l’utenza. Un fallimento come quello che stiamo già vivendo in alcuni settori dell’istituto in cui la direzione principalmente, spinta dalla pressione di quelle sigle con cui ha preso accordi, ha deciso di stravolgerne il regolare andamento sia aggravando il peso lavorativo su ogni singolo operatore sia investendo di ulteriori responsabilità il personale di base anziché graduati o  la stessa direzione.

Le numerose e attuali assenze giustificate, sono lo specchio del disagio che i poliziotti penitenziari hanno vissuto ad Augusta soprattutto nel periodo estivo per colpa di chi non ha inteso guardare al benessere dei lavoratori piuttosto che a altro. Inaccettabile da parte della direzione insistere nell’impiego ingiustificabile di personale agenti/assistenti assegnando agli stessi funzioni di concetto (esempio coordinatore sorveglianza generale) anche in presenza di ispettori e/o comunque quale conseguenza di una mala gestione delle risorse disponibili. Tutto ciò non può e non deve passare inosservato”.

L’Ugl Pp dice basta “allo scaricare le responsabilità in base alla posizione occupata nella piramide gerarchica, al demandare le responsabilità al comandante o all’ufficio servizi: ad Augusta il fallimento sulle modalità di gestione del personale e sul mancato benessere, a partire dalla programmazione delle ferie stive fino alle criticità che vive l’Ufficio matricola e al malessere che ha invaso il settore colloqui, è dovuto, esclusivamente, a una politica gestionale che il direttore non ha voluto migliorare nelle parti fondamentali nonostante le significative segnalazioni fatte pervenire al suo ufficio sia da rappresentanti sindacali della  Ugl sia da altri ragionevoli sindacalisti. Sarebbe ora di assumersi ognuno per la propria parte le responsabilità di quanto sta accadendo e fare mea culpa.

L’Ugl invita il provveditore a  rilevare di persona o tramite i suoi diretti collaboratori “le forti anomalie i segnalate da cui, probabilmente, potrebbero esserne rilevate altre”. La nota è stata inviata per conoscenza  al direttore dell’ufficio per le relazioni sindacali, al direttore della Casa di reclusione  di Augusta, Antonio Gelardi, alle segreterie generale e regionale  dell’Ugl,  alle unioni  territoriale e regionale del Lavoro.

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