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Augusta| Saline Mulinello le associazioni chiedono che venga attuato il piano di gestione.

29 Settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Saline Mulinello le associazioni chiedono che venga attuato il piano di gestione.
Attualità
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Le associazioni Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf si appellano al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e a tutti i consiglieri di Augusta affinché venga attuato il piano di gestione che tutela le aree umide delle saline Mulinello. I lavori per la cementificazione dell’area a tutt’oggi non sono stati appaltati, cade pertanto l’elemento pregiudiziale che ostacolava nel merito di esprimersi favorevolmente per la loro salvaguardia.

Le associazioni lanciano un appello per la tutela dell’area umida delle saline del Mulinello e per l’attuazione del Piano di Gestione approvato nel 2017 con decreto dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente. Italia nostra, Legambiente, Lipu e Wwf ricordano che il 21 agosto scorso l’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale, ha pubblicato il bando di gara europeo avente per oggetto “Lavori di acquisizione aree e realizzazione di nuovi piazzali attrezzati nel porto commerciale di Augusta – I e II stralcio unificati. Tali lavori comportano la cementificazione di 300 mila metri quadri di suolo e la conseguente copertura di circa 80 metri quadri dell’ex salina Mulinello – lato nord -, oggi importantissima area umida e stazione di transito e sosta dell’avifauna selvatica.

Alla inutile cementificazione si oppongono da tempo le associazioni ambientaliste, molti cittadini e autorevolissimi esperti del settore dei trasporti marittimi, certi come sono delle errate e infondate previsioni di incremento del traffico di merci solide del porto di Augusta, containerizzate e non  che i proponenti del progetto da decenni continuano a magnificare per giustificare opere che, senza alcun dubbio, sono destinate a rimanere “cattedrali nel deserto”. L’inattendibilità delle stime di crescita del traffico è chiaramente rilevabile anche dalla documentazione della Commissione Europea e dal vigente Piano strategico nazionale della Portualità (luglio 2015). Il piano regolatore del porto risale agli anni ’60 del secolo scorso, come pure è noto che negli anni ’90 fu concepito il progetto di ampliamento che oggi, a distanza di decenni ed in uno scenario mondiale del tutto mutato, si vorrebbe realizzare. Si consideri inoltre che, contro ogni criterio di ragionevolezza e di rispetto delle norme in materia, la valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto  è ancora quella del 2007, cioè di ben undici anni fa. Le Saline del Mulinello (note anche come Saline di Punta Cugno) erano state inizialmente incluse nel Sic/Zps  ITA090014 “Saline di Augusta (oggi Zsc: Zona Speciale di Conservazione) ma, ingiustificatamente, esse sono state successivamente escluse, nonostante possiedano i requisiti previsti dalla direttiva 92/43 Ce e dalla direttiva 2009/147 Ce e pur essendo tuttora  inserite nell’elenco delle zone umide italiane per il censimento invernale degli uccelli acquatici redatto dall’Ispra.

“Ciò è ancor più inspiegabile se si considera che le saline di Augusta sono state designate dal decreto del ministero dell’Ambiente del 7 dicembre scorso 2017, pubblicato il 20/12/2017, tra le trentadue Zone speciali di conservazione (Zsc) della regione bio-geografica mediterranea insistenti nel territorio della Regione Siciliana, già proposti alla Commissione europea quali Siti di importanza comunitaria (SIC).  Inoltre con D.D.G. n.303/2017 dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente è stato approvato il Piano di Gestione  (P.D.G.) “Saline della Sicilia Orientale” integrato secondo le prescrizioni del D.G.G 678 del 30/06/2009, riguardante i siti della rete Natura 2000 ITA090006 “Saline di Siracusa e Fiume Ciane”, ITA090013 “Saline di Priolo” e ITA090014 “Saline di Augusta”, modificati con il documento “Aggiornamento dei perimetri dei siti Natura 2000” del luglio 2012, il quale Piano di gestione espressamente prevede: “Nelle saline di Augusta si reputa necessario integrare al perimetro attuale l’insieme di tutte le altre saline escluse, rappresentando ambienti del tutto simili che contribuiscono al mantenimento dei valori naturalistici delle saline stesse attualmente incluse. Le aree in oggetto sono una porzione delle saline Regina a nord della linea ferroviaria e il complesso di saline circostante la foce del fiume Mulinello, denominato Saline di Punta Cugno” dichiarano Jessica Di Venuta, Enzo Parisi, Federico Militello e Francesco Rizza, rispettivamente rappresentanti di Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf .

Nel 2013, segnalando l’incomprensibile e inaccettabile esclusione della zona umida dal Sic/Zps, le associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Lipu, MariLighea, Natura Sicula, Lamis) hanno chiesto alle autorità competenti di avviare una procedura di revisione del Sic/Zps ITA090014 “Saline di Augusta” al fine di re-includere le Saline del Mulinello inopinatamente escluse dallo stesso. A un pronto riscontro dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente (con lettera indirizzata al Comune di Augusta, allora retto dalla commissione straordinaria) non è poi però seguito alcun atto concreto di tutela. “Oggi, alla luce del provvedimento di riconoscimento quale Zona speciale di conservazione delle nostre saline e del Piano di gestione che ne contempla l’ampliamento con quelle del Mulinello, considerato il persistere dell’inopportuno tentativo di cementificazione dell’area- concludono Di Venuta, Parisi, Militello e Rizza chiediamo al sindaco di Augusta di condividere, farla propria e rinnovare la richiesta di inclusione nel Sis/Zps (ora Zsc) “Saline di Augusta” dell’intera area delle saline del Mulinello,  presentandola formalmente in tempi brevi al ministero dell’Ambiente, all’assessorato regionale Territorio e Ambiente e alla commissione Europea – Dg Ambiente. A ciascuno secondo il suo ruolo e le sue competenze, e in special modo all’assessore all’ambiente, al presidente del Consiglio comunale e ai consiglieri tutti, chiediamo di rendersi parte attiva per impedire la perdita di questo nostro patrimonio naturale e ambientale  e per giungere presto a quel provvedimento di tutela chiesto a gran voce dalle associazioni e dai cittadini”.

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