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Siracusa| Teatro Massimo, a gennaio si inizia con la prosa

Siracusa| Teatro Massimo, a gennaio si inizia con la prosa
Spettacolo
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C’è voglia di teatro a Siracusa. A testimoniarlo il “sold out” registrato sabato scorso al Massimo di Ortigia in occasione della prima assoluta della “Suite Siracusana” composta dal maestro Vito Arena, originario di Misterbianco ma da 50 anni residente a Augusta.

In realtà, il maestro Vito Arena vive ed opera da 50 anni nella vicina Augusta, ma il suo sogno di sempre è stato quello di “entrare” al Teatro Comunale di Siracusa con una sua opera. Il poema sinfonico, in occasione per i 2750 anni di Siracusa, arriva in Teatro con un anno di ritardo ma ne è valsa la pena. Tanti giovani artisti siracusani riuniti per dare corpo e anima a questa elegia, semplicemente “Siracusa”, che per la prima volta approda su un palcoscenico.  Cori, musica, parola e danza per esprimere la leggerezza e la bellezza profonda della città di Aretusa alla maniera degli antichi trovatori.

           l’assessore granata

“Un evento di grande levatura artistica – ha annunciato l’assessore Fabio Granata ad inizio serata quando annuncia ufficialmente l’avvio del cartellone di prosa che prenderà il via al Massimo il 4 gennaio 2019. Tema pertinente sarà “variazioni sul mito” e non mancherà la   preziosa collaborazione dell’Inda.

La serata si apre con la prima suite ispirata alla Fonte Aretusa, la magia dell’amore di Alfeo e Aretusa. Sinfonia e danza si intrecciano armoniosamente con l’esibizione della Orchestra Aretusa e le ballerine della Piccola Accademia di danza di Maria Carmela Capodieci. La seconda suite “Le Latomie del Paradiso” e l’Orecchio di Dionisio, sulle note di intensa drammaticità trionfa la bellezza e la voglia di pace profonda.

Terzo tema dell’elegia musicale è “Catacombe di San Giovanni” :misticismo nel buio e nel silenzio, mentre il coro Omnia e dell’istituto Wojtila, diretto dal maestro Mariuccia Cirinnà, intona un suggestivo Pater Nostro: una processione lenta e mistica con invocazione all’Altissimo. Quarta suite “La Pillirina” che rientra nel tema delle “Siracusane” (ripreso dall’idillio di Teocrito): uno scorcio di vita borghese di donne senza tempo in un’atmosfera frizzante e divertente.

Il dono di Vito Arena si spinge sino alla provincia. La musica conduce a Pantalica, al mistero che avvolge le Necropoli al chiar di luna. Un libro di storia scrutto sulla roccia. Sino all’incontro nel lago del Biviere di Lentini, e con lo stesso incanto si ritorna a Siracusa, al Ciane, al triste canto con cui si consuma l’amore con la ninfa e Anapo in un pezzo di paradiso terrestre e marino.

                    il maestro Vito Arena

“Non tutte le città italiane possano vantarsi di avere 2751 anni – esordisce il conduttore della serata Fatuzzo che invita il maestro Arena a salire sul palco: “Devo tanto a questi giovani – dice il compositore di Misterbianco rivolgendosi agli artisti siracusani – ci vuole il compositore ma è altrettanto importante avere un buon esecutore. E loro non hanno tradito le mie aspettative”. Splendido finale con un ensamble di orchestra e coro che esegue un Edipo inedito. Forse, il più autentico.  (r.t.)

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