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Augusta| Protesta degli anziani pescatori dilettanti sul lungomare Paradiso.

24 Ottobre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Protesta degli anziani pescatori dilettanti sul lungomare Paradiso.
Attualità
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I pescatori dilettanti ritengono ingiusto il provvedimento  emesso dalla Capitaneria di porto, che ha costretto loro a rimuovere le barche che per anni hanno stazionato sulla battigia del  lungomare. “Abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere” dichiara il  capitano di corvetta Alberto Boellis, capo del servizio operativo della Capitaneria di porto.

Hanno protestato sul lungomare Paradiso contro l’attività di polizia marittima, demaniale, giudiziaria e amministrativa, denominata “Lungomare Liberato”, eseguita nei giorni scorsi dalla Capitaneria di porto –Guardia costiera di Augusta pescatori dilettanti, la maggior parte anziani, ma non solo. Sebastiano Spinali pescatore di 77 anni abitante della zona Paradiso dice che le spiagge sono sporche e che la pulizia è stata assicurata proprio da coloro i quali sono considerati abusivi. “Hanno ordinato la rimozione delle barchette con soli 10 giorni di preavviso –  afferma Francesco Spinali-  e posto il verbale di sequestro sui natanti. Si sono giustificati dicendo che devono togliere gli scarichi fognari a mare. Sono favorevole affinché ciò venga fatto, ma bisognare dare posto anche alle barche delle persone, soprattutto anziane, che hanno da sempre usufruito di quello spazio. La battigia è stata sempre un bene di tutti invece ora  dovremmo pagare per  “posteggiare” la barca. Bisogna ancorarla necessariamente ai moli privati per trascorrere mezzora a pescare da dilettanti una volta la settimana o al mese col bel tempo”

“Questa operazione l’hanno chiamata “Lungomare Liberato”, ma da cosa è stato liberato – aggiunge Cristoforo Intagliata – noi rivendichiamo un diritto da sempre manutenuto. La Capitaneria ha attaccato un manifesto in ogni barca intimandoci di rimuoverla ci hanno indotti a portare le barche in campagna, qualcuno l’ha regalata, un’altra persona l’ha venduta, qualcun’altra addirittura l’ha bruciata, l’ha distrutta, io l’ho dovuta ormeggiare a pagamento e trasferirla a bordo di un camion. Ciò ha comportato quindi una spesa non indifferente per me. Onestamente come cittadini vorremmo capire meglio questa situazione, perché è facile puntare il dito contro chi non può difendersi. Chi vuole andare a fare un giro in barca una due volte l’anno, come me, come tanti, cosa deve fare? La Guardia costiera chiede che noi prendiamo in gestione un tratto di spiaggia mettendoci in regola pagando oneri altissimi. Il Comune potrebbe richiedere alla Capitaneria di porto un’area da assegnare ai diportisti e darla loro in comodato d’uso.  Ci hanno accusato anche di praticare pesca di frodo, non è la verità  siamo diportisti pescatori sportivi, un pensionato non può pagare per ormeggiare la barca dal valore di 300 euro in un porticciolo privato”. La protesta è stata sostenuta da Giuseppe Scarpato, presidente del Movimento difesa dei diritti del cittadino.

Il capitano di corvetta Alberto Boellis, capo del servizio operativo della Capitaneria di porto dichiara: “abbiamo fatto il nostro dovere – per risanare una situazione di abusivismo. Il Comune ha facoltà di chiedere in concessione al Demanio marittimo regionale un tratto di lungomare da riservate a posti barca di persone poco abbienti che ne facciano richiesta tramite bando pubblico. Le spiagge erano sporche e piene di “corpi morti”.

L’operazione ha scatenato non poche polemiche e frasi offensive nei confronti dei militari e dell’attività svolta sui social.La Capitaneria ha comunicato, infatti, che: “all’indomani dell’attività di polizia marittima, demaniale, giudiziaria e amministrativa, denominata “Lungomare Liberato”, svolta sul lungomare Paradiso, sul lungomare Rossini e sul lungomare Granatello, che ha condotto alla rimozione coattiva di circa 10 tonnellate di materiale costituito da cemento, pietre, cordami, ferro e gavitelli , al sequestro penale di tali oggetti, a e di più di 50 imbarcazioni che occupavano durevolmente il pubblico demanio marittimo, e al sequestro penale di circa 1000 metri quadrati di area demaniale invasa da rifiuti vari, è stata appurata la pubblicazione, sul web, di dichiarazioni ingiuriose nei confronti della Capitaneria di porto di Augusta, Comando territoriale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia costiera, Corpo militare e di polizia dello Stato. L’impropria condotta sarà portata a conoscenza delle Autorità competenti. “A tal proposito – si legge in un comunicato stampa –  si ritiene di dover ricordare come il mezzo mediatico sia, come noto, uno strumento assai potente, giacché i relativi fruitori possono essere in numero particolarmente rilevante. Proprio per tale ragione, le dichiarazioni dispensate sullo stesso dovrebbero essere accuratamente soppesate, allo scopo di evitare non solo ipotetici fraintendimenti ma, soprattutto, l’eventuale proferimento di contumelie: non vi è infatti alcuna spersonalizzazione nell’utilizzo di tale mezzo mediatico, giacché tale presunta mancanza di individualizzazione è solo apparente, per l’appunto, non sussistendo, conseguentemente, alcuna esenzione da responsabilità. Per le possibili ipotesi di vilipendio alle Forze Armate dello Stato si può, infatti, essere chiamati a rispondere innanzi alle preposte autorità”.

 

 

 

 

 

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