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Augusta| Officina Teatrale, arsenico e vecchi merletti alla sicula maniera

5 Novembre 2018 | by Michela Italia
Augusta| Officina Teatrale, arsenico e vecchi merletti alla sicula maniera
Spettacolo
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Commedia del commediografo americano Kesserling, passata alla storia per la versione cinematografica diretta da Frank Capra, arriva al Teatro Città della Notte passando per la provincia siracusana.

Un azzardo, è vero. La comicità oltreoceano è molto distante dalla nostra. Ecco che questa rilettura assume un significato adattando la cordialità delle zie alla tipica ospitalità siciliana. Il folle fratello Giovanni, un redivivo Frankenstein impersonato dall’ottimo Attilio Piazza, grazie al dialetto amplifica le sue stranezze chiuse in un corpo posticcio e caricaturale. Una dura prova la sua, curare la regia e vestire i panni, per nulla semplici, di un personaggio chiave. Prova che a ragione può dirsi superata a pieni voti. L’interpretazione della zietta Maria, affabile vecchina dagli hobby discutibili, è affidata a Mariagrazia Coco (anche aiutoregia). Le risate sataniche e la complicità con la sorella Pina Brusca (al secolo Failla) hanno reso credibile e spassosa questa coppia.

In quest’opera corale, primo palcoscenico per quattro attori, si evidenziano Salvo Vacirca e Giuseppe Tringali, anche loro neofiti ma godibili e divertenti nel ruolo di Teodoro Brusca (pseudopresidente degli Stati Uniti) e il Sergente Tringali (logorroico sergente aspirante commediografo). Enzo Luglio, in un crescendo, ha dimostrato di non essere solo un impacciato amante ma un attore versatile e variegato.

Ad aprire e chiudere lo spettacolo la performance di danza a cura della Smash Dance Studio, che ricordando Thriller, ha apportato in perfetta sincronia un valore aggiunto.

Classiche e curate le scene a firma del catanese Balsamo.

Presenti in sala i consiglieri Tribulato e Pasqua che hanno donato alcuni dei loro gettoni di presenza per attività benefiche (che saranno selezionate dall’Officina Teatrale in occasione dei prossimi spettacoli).

In conclusione volevamo rincuorare il pubblico in sala sulla salute del caro Francesco Carrubba, citato tra i “de cuius” nella Commedia. Carrubba ringrazia l’amico Attilio per l’omaggio e brinda con lui con un bel bicchiere di vino di sambuco fatto in casa, rigorosamente corretto.

 

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