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Siracusa| Bilancio preventivo, attenzione ai poveri, scuole e cimitero

9 Novembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Bilancio preventivo, attenzione ai poveri, scuole e cimitero
Politica
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Illustrata da sindaco e assessori la proposta di bilancio preventivo, attenzione rivolta a fasce disagiate, scuole, asili e cimitero

Un bilancio che ha messo al primo punto i bisogni sociali e le esigenze delle scuole pur nei ristretti margini di movimento. È il messaggio che la Giunta ha voluto lanciare stamattina alla città in occasione della conferenza stampa tenuta per presentare lo strumento finanziario licenziato due giorni fa e che adesso passa al consiglio comunale per l’approvazione finale.

I dati principali indicati dal sindaco, Francesco Italia, e dagli assessori (unici assenti erano Giovanni Randazzo, per impegni istituzionali, e Fabio Granata, perché fuori città) sono: sostenibilità finanziaria di tutti i servizi, sia quelli obbligatori che quelli rivolti ai alle fasce disagiate della popolazione; 600mila euro per la manutenzione scolastica; altri 200mila per gli asili nido; 300mila per le manutenzioni al cimitero. E poi c’è la regolarità dei conti che consentono di raggiungere l’equilibrio.

«Come accade sempre negli anni elettorali – ha spiegato il sindaco Italia – il bilancio era in gran parte impegnato ma questo non ci ha impedito di dare una nostra impronta, sia negli stanziamenti che nel metodo di lavoro che è stato contrassegnato dalla condivisione e dalla trasparenza. Vogliamo che il bilancio sia comprensibile a tutti, pure a chi non è un tecnico della materia, e questo anche per agevolare il lavoro del consiglio comunale. Ovviamente non mancano le criticità, ma si tratta di criticità che vanno lette in quello che è il contesto di una regione che annovera numerosi comuni in rosso oppure in pre-dissesto o in dissesto. I nostri conti – ha concluso il sindaco Italia – sono invece in regola e questo ci consente assicurare i servizi e di programmare da subito il lavoro dei prossimi anni partendo dalle cose fatte in questi mesi».

Di «bilancio della consapevolezza» ha parlato l’assessore Nicola Lo Iacono, che ha ringraziato gli altri colleghi di Giunta per la disponibilità mostrata nel far quadrare i conti e nell’indicare i margini per il contenimento della spesa senza limitarsi solo a fare delle richieste. «Non poteva che essere – ha aggiunto – un bilancio in continuità con il precedente, visto che ci siamo insediati a luglio, ma in questi mesi da parte di tutti gli assessori è stato fatto un lavoro di progetto che trasparirà nelle gestioni dei prossimi anni».

L’assessore al Bilancio non si è sottratto al tema dei rilievi della Corte dei conti «ai quali risponderemo nei tempi previsti ma che si riferiscono all’esercizio del 2015 e sono relativi ad un arco temporale iniziato almeno 10 anni prima». Quanto al tema dell’evasione tributaria, Lo Iacono ha spiegato che «tra il 2004 e il 2014 si sono sommati 400 milioni di mancate entrate. Le conseguenze si riflettono anche sulla qualità dei servizi, che posso essere assicurati in funzione di quanto riceviamo. Ciò che oggi non riusciamo ad erogare non è per negligenza amministrativa ma perché non c’è la sostenibilità finanziaria».

Il tema dell’evasione è stato ripreso anche dal ragioniere generale, Giorgio Gianni. «Per combatterla – ha affermato – stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge e ciò ci viene riconosciuto anche in altri ambiti visto che Siracusa è comune capofila di un  progetto specifico dell’Anci ».  Quanto ai rischi di dissesto, il ragioniere generale ha fornito due indicatori: «Il comune ha debiti pregressi per 50 milioni; quelli del Libero consorzio, quando è stato dichiarato il dissesto, erano 300 e quello del comune di Catania, facendo le debite proporzioni, è di oltre un miliardo e mezzo. Altro dato da tenere presente è che noi paghiamo i creditori a 60 giorni, a fronte di una limite di legge di 30, ma in Italia ci sono comuni che pagano a 300 o 350 giorni. Con questi numeri possiamo guardare con fiducia agli sforzi compiuti per evitare il dissesto”.

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